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ETIOPIA: una scuola per garantire l’istruzione alle ragazze

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La scuola di Konto, in Etiopia, necessita di altre due classi per far fronte all’aumento delle iscrizioni dell’ultimo anno. La Fondazione “aiutare i bambini” sostiene la spesa relativa ad un’aula con un contributo pari a 17.000 Euro.
L'agglomerato urbano di Soddo soffre come tutti i centri urbani del paese di un violento processo di urbanizzazione e accentrazione dalle campagne circostanti. Raggiunto dalla strada asfaltate 3 anni fa, si configura come una serie di quartieri di case basse al pian terreno costruite con argilla e paglia impastate e applicate ad una struttura semiportante di tronchi. La maggior parte delle abitazioni si sviluppa intorno ad un cortile di dimensione variabile dal quale si accede a diverse stanze.
Il sistema educativo presenta, a seguito dell'asilo, un ciclo unico di 10 anni al termine del quale gli esami statali determinano il futuro dell'alunno: con un punteggio sufficiente è possibile accedere a due anni propedeutici per l'accesso all'università, altrimenti viene data la possibilità di accedere ai corsi professionali. L'età in Etiopia è un dato relativo e di importanza secondaria: per determinare l'accesso al primo anno del ciclo unico si usa il sistema empirico (braccio sopra la testa a toccare l'orecchio). Spesso all'interno della stessa classe vi sono bambine di ogni età, con divari anche molto considerevoli.

Il volontario Stefano Marengo ha effettuato una visita alla scuola di Soddo, portando utili considerazioni sia sul progetto che sul suo impatto negli utenti che lo fruiscono.
Stefano usa queste parole per descrivere la struttura:
“La scuola di Konto si presenta come un enorme complesso recintato, eretto in una zona relativamente povera dell'agglomerato di Soddo, zona da cui provengono la maggior parte delle studentesse.
Sul terreno, di proprietà dei cappuccini, sorgono un piccolo asilo di due classi, la scuola femminile e la scuola professionale.
La scuola professionale è una realtà separata de facto, con un proprio accesso e una struttura organizzativa separata.
La scuola femminile e l'asilo condividono l'ingresso e parte della struttura organizzativa.
Nonostante la scuola sia formalmente cattolica la sua composizione religiosa è tra le più varie: 56% protestanti, 34% ortodossi, 8% cattolici e 2% di musulmani”.

Stefano ci aggiorna anche sull’avanzamento dei lavori finanziati dalla Fondazione, che procedono a pieno ritmo:
“I fondi stanziati dalla Fondazione per la costruzione di un'aula si inseriscono all'interno della realizzazione di un nuovo troncone che conterrà un laboratorio, due aule e una biblioteca per poter fornire alle alunne l'accesso al materiale didattico (attualmente completamente assente nella formazione). L'obiettivo reale non è tanto l'abbassamento del numero di alunni per classe, ma di poter fornire un percorso formativo completo, inserendo anche la 9° e la 10° classe, con evidente beneficio. L'edificio è in avanzato stato di costruzione, i materiali sono stati tutti acquistati e il livello del lavoro è di buona qualità, con accorgimenti miranti la durevolezza dell'impianto.

Sull’impatto diretto del progetto nella vita personale delle studentesse racconta:
“La scuola è letteralmente un’oasi, un miracolo a detta anche di persone esterne con cui è stato possibile confrontarsi. (…) Le ragazze stesse non hanno dubbi sul fatto che questo sia il miglior posto per loro. Molte di loro scelgono di passare più tempo il possibile presso la struttura, che funge per quanto possibile anche da centro di aggregazione. Le ragazze non solo hanno la possibilità di avere un'istruzione di livello sensibilmente più alto rispetto alle scuole statali, ma hanno la possibilità di accedere a servizi complementari: presso la scuola è presente un lavatoio per il bucato, servizi igienici e docce, usate addirittura dagli insegnanti. Molti di questi servizi non sono altrimenti accessibili dalle ragazze, che nella migliore delle ipotesi andrebbero a lavarsi presso il fiume con ovvie carenze igieniche.
I risultati ottenuti a livello di istruzione sono incoraggianti: le ragazze hanno un livello culturale ed educativo piuttosto alto per quelli che sono gli standard locali, è facile rendersene conto anche solo passeggiando per strada e cercando di scambiare quattro chiacchiere con altri bambini. Negli ultimi due anni la scuola si è piazzata ai primi posti durante dei certamen regionali. (…) Ho potuto constatare diversi casi di ragazze che andavano precedentemente in altre scuole e hanno volontariamente fatto richiesta ai propri genitori di venire alla scuola di Konto. Dalle loro parole si evince che già nelle classi miste sono spesso soggette alle prepotenze dei ragazzi e spesso probabilmente non vengono considerate dagli insegnanti”.

La seconda erogazione permetterà di completare le due classi e di poter usufruire così della nona e decima sezione: aiutaci anche tu a costruire un'aula per la scuola femminile di Soddo!



Il volontario Stefano Marengo

I lavori in corso della costruzione di un’ala della classe

Alcuni bambini della scuola con il Sig. Antonio Striuli