KENYA: Casa di Laura più grande grazie al vostro aiuto!
Il progetto di adozione a distanza sostenuto dalla Fondazione continua il suo percorso di evoluzione: i bambini aumentano gradualmente in base alle effettive possibilità di accoglienza che Mr. Bet e la sua famiglia valutano sempre in considerazione della sostenibilità a medio-lungo termine.Paola, Manuela, Marco, Daniele e Camilla, i cinque volontari che hanno visitato il progetto in giugno, hanno affiancato il partner nella preparazione del materiale relativo all’adozione a distanza cercando di mettere in luce tutte le caratteristiche dei bambini supportati. I bambini accolti alla Mosop sono più di cento, divisi tra "casa" (dove ce ne stanno una trentina, dai 5 ai 9-10 anni) e "scuola" (dove ci sono dei dormitori per maschi/femmine). I volontari hanno sottolineato il notevole impegno dedicato alla ricerca e alla messa in opera di iniziative che possano contribuire all’auto-sufficienza: oltre alla vendita di prodotti caseari o agricoli in surplus, si adoperano per trovare nuove fonti di reddito.
Hanno inoltre svolto attività creative in aula proponendo ai bambini disegni, costruzioni di oggetti in carta e stoffa, realizzazione di braccialetti e attività ludico-ricreative. Leggi la testimonianza della volontaria Paola Pirra »
Dal punto di vista organizzativo e gestionale, parte delle attività sono state delegate da Mr. Bet al figlio Enock, oltre che ad un’insegnante che rappresenta la figura di riferimento per i bambini accolti presso i dormitori della scuola. Questo garantisce la stabilità e la continuità del progetto anche in assenza dei responsabili, che intervengono in ogni caso per risolvere le problematiche più complesse.
Grazie all’adozione a distanza è possibile sostenere un progetto “completo”, che coniuga sia l’aspetto di accoglienza ed istruzione dei bambini, sia la dimensione sviluppo e sostenibilità economica. La famiglia del responsabile è molto dedicata al progetto e porta avanti con determinazione e coerenza la propria scelta di vita, garantendone anche la continuità nel tempo.
La Mosop ha ricevuto nel mese scorso un’ispezione da parte dei servizi sociali che si è conclusa con esito molto positivo. In particolare, gli assistenti sociali sono rimasti colpiti dall’apertura e dalla socievolezza dei bambini, liberi di muoversi in un ambiente familiare.
Nel mese di maggio si è registrata la perdita del raccolto a causa delle abbondanti piogge. Questo ha determinato un extra sforzo, sia dal punto di vista economico (acquisto di una piantagione di mais, il cui raccolto potrà garantire la sussistenza per l’anno a venire) sia dal punto di vista del carico di lavoro (distruzione del raccolto improduttivo, raccolto della piantagione acquistata per contenere i costi).
Dal punto di vista delle attività agricole, se da una parte il distretto di Bomet presenta una buona vocazione agricola con elevate potenzialità produttive (la cultura principale praticata è il mais messo in successione con fagioli, miglio e sorgo), la produttività delle terre è comunque limitata a causa dei pochi input agricoli usati come concimi e agrofarmaci. Quella di Bomet rimane un’agricoltura povera.
Tra le problematiche principali c’è la conservazione delle derrate alimentari prodotte. Nel caso particolare di Bomet si parla di conservazione delle cariossidi di mais.
I problemi sono riconducibili a tre principali “infestanti primari”: insetti, muffe, ratti e uccelli.
La soluzione proposta dal responsabile progetto è quella di adattare uno o più container ad uso silos. Un container, infatti soddisfa le caratteristiche di ermeticità che potrebbero essere simili a quelle di un silos vero e proprio. L’importanza dell’ermeticità si basa sul fatto che le cariossidi opportunamente raccolte ed asciugate continuano la loro normale attività respiratoria consumando ossigeno e arricchendo l’atmosfera di anidride carbonica.
Grazie a tutti donatori che stanno sostenendo questi bambini e un grazie particolare ad Anatroccolo Onlus che ha donato materiale scolastico che la volontaria Paola ha portato ai bambini in occasione della sua visita al progetto!

Il volontario Marco gioca con un bimbo di Bomet

I volontari che hanno visitato il progetto nel giugno scorso si sono dedicati alle attivita' con i bambini

La volontaria Manuela con i responsabili del progetto

L'associazione Anatroccolo Onlus ha fornito del materiale per il progetto

Grazie a tutti i sostenitori che hanno adottato a distanza i bambini di Bomet!

