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Distribuzione di acqua potabile a 10 famiglie bisognose

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Nº progetto: 632

Tipologia: Accoglienza

Campagna: Manca l'acqua!

Paese: Ecuador

Località: Cotopaxi

Numero bimbi beneficiari: 70 bambini

Scopo: Realizzare delle strutture per la distribuzione dell’acqua potabile a 10 famiglie bisognose

In corso: Si

IL CONTESTO:

L’Ecuador è un Paese con alte potenzialità dal punto di vista economico e gode di una certa stabilità a livello politico. L’attuale Presidente ha emesso una nuova Costituzione che pone l’accento su politiche di miglioramento sociale e ambientale, al punto che riconosce la natura come soggetto di diritti. Tuttavia, il governo ha al vaglio un insieme di leggi che vulnerano lo spirito della Costituzione; ognuna di queste è stata respinta dai movimenti indigeni promuovendo mobilitazioni. In particolare, la popolazione indigena non accetta la privatizzazione dell’acqua (in molte aree rurali sono stati i settori popolari a costruire canali di irrigazione e sistemi di distribuzione dell’acqua per il consumo, e ne perderebbero inevitabilmente la gestione) e che l’acqua abbia come uso prioritario quello minerario. A complicare la situazione idrica attuale c’è una grave crisi climatica che sta colpendo buona parte dei Paesi del Centro e Sud America e che sta avendo effetti drammatici.
Il problema idrico rappresenta quindi la maggior difficoltà che questo Paese deve affrontare.


IL PROGETTO:

Il progetto si sviluppa nella provincia andina di Cotopaxi, in una zona a oltre tremila metri di altitudine, abitata da indigeni di lingua quechua. La zona è estremamente povera e soffre dell’assoluta mancanza di un adeguato sistema di irrigazione. Le abitazioni indigene sono ancora costruite in terra e paglia e mancano le condizioni minime di sussistenza per condurre una vita dignitosa.
L’acqua inquinata dei ruscelli provoca malattie gastro-intestinali specie nei bambini, che in gran parte soffrono anche di denutrizione cronica. L’analfabetismo è una realtà drammatica, così come l’assenza di diritti civili e politici. La pessima educazione ricevuta, la mancanza di lavoro e il drammatico stato dell’economia locale spingono i giovani ad emigrare verso le città, verso la delinquenza delle bande o lo sfruttamento e il precariato.

A San Nicolas de Juigua, una piccola comunità situata a 3.200 metri di altitudine, vivono da oltre 30 anni Giuseppe Piovanelli e sua moglie Adriana, missionari laici. Dal 1988 hanno fondato e dirigono il Centro de Artes San Nicolas, un centro di formazione professionale nato per offrire opportunità di formazione e lavoro ai giovani indigeni delle comunità andine. Le due officine esistenti (lavorazione del ferro e falegnameria) danno formazione a oltre 60 ragazzi, che vivono stabilmente nel Centro. I loro lavori in legno e ferro rappresentano un’importante fonte di sostentamento per il Centro stesso. Negli ultimi anni l’officina di lavorazione del ferro ha iniziato la produzione di banchi di scuola, con l’obiettivo di fornire alle tante scuole comunitarie dei paesi vicini dei banchi nuovi più funzionali alle esigenze dei bambini. Le infrastrutture delle scuole pubbliche della regione, infatti, sono molto carenti.

La collaborazione con “aiutare i bambini” è iniziata nel gennaio 2006, con un progetto per la costruzione e la distribuzione nelle scuole di 1000 banchi doppi.

Oltre alla gestione del collegio, i coniugi Piovanelli si fanno promotori di progetti che possano risolvere le problematiche concrete della vita quotidiana: da alcuni anni costruiscono, per le famiglie povere più numerose case dignitose che sostituiscano pian piano le abitazioni tradizionali in terra e paglia; a queste case cercano di portare i servizi indispensabili: elettricità e acqua.

L’acqua proviene dai ruscelli della montagna: molte famiglie la utilizzano per il proprio fabbisogno, ma in questi ruscelli si abbeverano gli animali e vengono lavati i panni, lasciando nella corrente ogni tipo di residuo. Quest’acqua perciò risulta contaminata e provoca molti problemi di salute alla popolazione locale, portando diversi tipi di infermità gastro-intestinali. Inoltre, la mancanza di canali di irrigazione, l’aridità del clima e tanti altri fattori legati alle basse condizioni di vita, hanno creato un grave problema di alimentazione. Le fasce più deboli della popolazione, i bambini, soffrono di denutrizione cronica e spesso necessitano di cure mediche. In questa vasta aerea non esiste un centro sanitario adeguato e gli ospedali non offrono l’attenzione necessaria ed efficace alle necessità dei pazienti più poveri. Si è quindi sentita l’esigenza di costruire strutture che permettano l’accesso all’acqua potabile, almeno per le famiglie più bisognose.


COSA FA "aiutare i bambini":

Il progetto ha come obiettivo quello di permettere l’accesso all’acqua potabile a 10 famiglie della comunità. Queste famiglie sono state individuate dai presidenti dei barrios come le più bisognose in base a diversi criteri, quali il numero di bambini presenti, la serietà e l’impegno da parte dei capofamiglia di garantire l’obbligo scolastico dei propri figli, la distanza della casa dal torrente.

Il progetto prevede la costruzione di un pozzo artesiano di riserva (per i lunghi periodi di siccità) nei pressi delle abitazioni e un sistema di distribuzione dell’acqua potabile. Questo permetterà non solo di fornire acqua potabile, ma anche di creare condizioni igieniche tali da garantire una crescita sana dei bambini, arricchendone l’alimentazione grazie alla realizzazione di piccoli orti familiari irrigati con l’acqua canalizzata, impedire l’abbandono scolastico alleggerendo i bambini dai loro impegni famigliari.

I coniugi Piovanelli chiedono alla Fondazione “aiutare i bambini” un supporto economico necessario per comprare i materiali per la costruzione della loro opera. La manodopera è infatti gratuita e gestita dai responsabili del progetto per coinvolgere e responsabilizzare la popolazione locale.
Il costo dei materiali per ciascuna opera è di circa 1.400 euro, e il totale richiesto è di 14.000 euro.

Per portare l’acqua alle famiglie povere di Cotopaxi, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Aiutaci anche tu!


CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:

Nonostante le difficoltà di comunicazione e logistiche, il progetto verrà monitorato attraverso relazioni periodiche. Il Centro può accogliere volontari di “aiutare i bambini” e ha già ospitato molte persone.


GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI:

- 21 ottobre 2011 - Il diario di Moreno Lipari in visita al progetto
- 24 marzo 2011 - Conclusi i lavori per quattro pozzi
- 8 marzo 2010 - “La quotidianità ci fa dimenticare quanto siamo fortunati” – il diario del volontario Moreno Lipari

 

Una casa tipica della provincia andina di Cotopaxi

Qui il principale problema è la mancanza di acqua pulita

Il progetto prevede la costruzione di pozzi artesiani

nei pressi delle abitazioni

Aiutaci a portare l'acqua a 10 famiglie di Cotopaxi!