Un asilo nella cooperativa agricola
Nº progetto: 776
Tipologia: Istruzione
Campagna: Io vado a scuola
Paese: Burkina Faso
Località: Nanoro
Numero bimbi beneficiari: 150 bambini
Scopo: Realizzazione di uno spazio gioco, riposo e mensa per bambini presso i luoghi di lavoro delle cooperative Wend Kuni
In corso: Si
IL CONTESTO:
Nanoro è un villaggio rurale del Burkina Faso situato nella zona sub-sahariana, con scarsissima piovosità.
L’economia di Nanoro, come nel resto del Burkina Faso, si basa su fonti di reddito derivanti da attività agricole e di allevamento di sussistenza.
Nel distretto di Nanoro le principali fonti di reddito sono derivate dall’agricoltura e dall’allevamento, nonché dall’indotto prodotto dalla presenza dell’ospedale dei Camilliani e di scuole private religiose. Va considerato che geograficamente Nanoro è posto a Nord-Ovest, in zona sub-sahariana, quindi particolarmente arida e priva di risorse idriche. La popolazione è costituita quasi esclusivamente da burkinabé di etnia Mossì, la prevalente dello stato, e l’organizzazione sociale e politica risente pesantemente della tradizione di questa cultura: forte è infatti il potere del capo del villaggio nonostante da 2 anni Nanoro sia stato elevato al rango di comune ed abbia quindi un sindaco ed un consiglio comunale. Le elezioni, pur libere, risentono fortemente dei suggerimenti e delle candidature proposte dal capo e da altri maggiorenti del villaggio. Pur a fronte di una campagna governativa volta a tutelare i diritti della popolazione femminile il potere delle donne è tuttora estremamente residuale, soprattutto all’interno della struttura famigliare.
È per questo motivo che l’associazione l’Altro Paese ONLUS ha deciso di orientare le proprie scelte di cooperazione allo sviluppo partendo dalla valorizzazione delle risorse di cui le donne sono portatrici al fine di incrementarle e di migliorare lo sviluppo delle famiglie e della comunità. I giovani del villaggio non hanno sbocchi lavorativi se non in minima parte: essi devono ricorrere a spostamenti continui e prolungati verso Koudougou (capoluogo di Regione) e Ouagadougou (capitale).
IL PROGETTO:
L’associazione l’Altro Paese ONLUS di Gardone Val Trompia (BS) inizia ad operare a Nanoro nel dicembre del 2003 nell’ambito di un accordo programmatico di collaborazione e gemellaggio tra i due comuni.
Dai rapporti che intercorrono con le realtà territoriali più significative emerge con forza la necessità di creare occasioni di lavoro e autosviluppo per le donne che sono la fondamentale risorsa all’interno della famiglia sia per la cura e l’accudimento dei figli che per la loro sopravvivenza nei periodi di malattia e carestia. Il primo problema per le donne è la possibilità di occuparsi dei figli che sono in media 7. Inizialmente, le donne non vedono ciò come un problema perché lo considerano parte del loro normale ruolo di sposa. Tuttavia quando hanno i figli, in quanto responsabili in prima persona di trovare il cibo, cominciano a rendersi conto della difficoltà.
Un primo progetto ha quindi avviato un percorso di formazione di cooperative femminili. All'inizio le donne non vedevano la necessità di un gruppo. Ognuna stava per conto proprio. Ora, lavorando insieme, si conoscono meglio e si sono accorte che questo le aiuta. Si vedono donne molto solidali tra loro. Si giunge quindi alla creazione di due cooperative di donne: l’una che si occupa di orticultura, l’altra di allevamento. Vengono acquisiti due terreni, rispettivamente di sei e due ettari nei quali si provvede alla realizzazione delle infrastrutture necessarie.
Le due cooperative impiegano rispettivamente 90 donne nel gruppo dell’orticoltura e 30 in quello dell’allevamento. Nel corso degli anni i progetti cominciano a dare i primi frutti, pur fra molte difficoltà soprattutto nel 2007, anno di siccità e grande carestia a livello mondiale e nel quale la sopravvivenza delle famiglie è stata messa a dura prova. La cooperativa è riuscita grazie agli aiuti dei volontari italiani a garantire miglio e riso a tutte le socie ed alle loro famiglie.
Ma per le donne la vita continua ad essere difficile, perché il lavoro in cooperativa viene dopo la cura della famiglia e perché per lavorare nei due siti devono portare con sé i figli più piccoli (due, tre) che non frequentano la scuola.
Si è pensato quindi di sviluppare un nuovo progetto che aiuti le donne lavoratrici della cooperativa nella cura dei figli, soprattutto più piccoli, nelle ore di lavoro e che unisca alla fase di accudimento anche quella più propriamente educativa.
Si vuole quindi realizzare una sorta di asilo - spazio gioco, “nido aziendale” per le mamme della cooperativa, dotato di infrastrutture minime, gestito dai familiari dei piccoli, con l’ausilio di un educatore.
COSA FA “aiutare i bambini”:
Le strutture da costruire sono 2, una per ciascun sito produttivo (distanti oltre 5 km). In ognuna delle strutture vi sarà uno spazio per il gioco, con stuoie e semplici giochi, facilmente lavabili riposti in appositi contenitori a protezione dagli agenti esterni (in particolare vento ed acqua).
Nello spazio gioco verrà posta particolare attenzione anche al disegno, alla manipolazione ed alla narrazione, seguendo la tradizione dei griots e delle griottes (sorta di cantori).
Verrà inoltre creata una zona pranzo che terrà conto di due aspetti particolari:
- la somministrazione del cibo ai bambini già svezzati;
- l’allattamento al seno.
In ognuno dei due casi è importante un’educazione alimentare per le madri: sia che si tratti di capire quali sono gli alimenti più indicati per i bambini, sia che si tratti di capire qual è l’alimentazione più opportuna per la madre che allatta.
Infine la zona riposo sarà attrezzata con culle e lettini dotati di zanzariere e sollevati da terra. Ciò non solo per proteggere i bambini, ma anche per mostrare concretamente alle madri quali sono piccoli accorgimenti, utilizzabili anche nelle capanne, atti a favorire una migliore igiene e protezione ai figli.
In sintesi, l’associazione italiana e le cooperative locali riusciranno a coprire le spese per realizzare una struttura, mentre per la seconda viene chiesto un contributo alla fondazione.
Il costo per realizzare una struttura, con annessa cucina, arredi e servizi, è di 13.000 €. L’associazione richiedente cofinanzierà una cifra analoga per la prima struttura e ricercherà altre donazioni per gli arredi.
“aiutare i bambini” accetta quindi la richiesta e delibera un contributo di 13.000 euro.
Per realizzare lo spazio per l’accoglienza dei bambini mentre le mamme sono al lavoro nei campo, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto: aiutaci anche tu!
CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:
La richiesta è già stata visitata dalla Regional Manager Elena Zaccherini. Grazie anche alla presenza dei Camilliani sarà possibile inviare volontari in visita al progetto.
GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI:
26 luglio 2011 - Cominciano le attività nell’asilo di Nanoro
Le mamme potranno lavorare
nei campi guadagnando un proprio stipendio
mentre i bambini verranno accuditi
nello spazio gioco a loro dedicato!

