Centro diurno di prevenzione all’abbandono
Nº progetto: 869
Tipologia: Accoglienza
Campagna: Mai piu soli
Paese: Romania
Località: Braila
Numero bimbi beneficiari: 25
Scopo: Prevenire l’abbandono dei bambini grazie alle attività del centro
In corso: Si
IL CONTESTO:
La Romania è uno Stato di 22 milioni di abitanti facente parte dell’Unione Europea dal 1° gennaio 2007. Parte del regime comunista di Ceausescu dal 1967 al 1989, il Paese era tristemente famoso negli anni novanta per l’altissimo numero di bambini abbandonati che finivano in istituti-orfanotrofi o diventavano bambini di strada.
I pre-requisiti di adesione per raggiungere gli standard di accesso all’UE hanno obbligato il governo ad approvare misure tra cui un pacchetto di leggi ispirato al riconoscimento della Convenzione dell’Aia sui Diritti dell’Infanzia. Sotto la spinta della comunità internazionale, dei movimenti e delle associazioni, oggi la situazione è migliorata, tuttavia in tutto il Paese si calcolano ancora 350.000 orfani bianchi: bambini abbandonati dai genitori, costretti dalla povertà ad emigrare in altri Paesi alla ricerca di condizioni di lavoro più favorevoli. Tale fenomeno non è in calo in quanto, dall’apertura dell’Unione Europea, è facile per gli adulti emigrare nei Paesi vicini in cerca di lavoro.
Secondo le statistiche ufficiali inoltre, in tutta la Romania sono presenti circa 5.000 bambini istituzionalizzati, di cui il 75% proviene da famiglie di emigrati.
Il progetto si trova a Braila, città nel sud est della Romania, di 211.000 abitanti.
Inima Pentru Inima ha aperto qui il Centro Diurno “La vita è bella” nel 2007, accreditandosi come fornitore di servizi sociali. Questa definizione implica che tale centro ha come obiettivo finale di migliorare la qualità di vita dei bambini che lo frequentano, cercando di influire direttamente sulle loro famiglie, in collaborazione con il Comune di Braila e le strutture scolastiche.
Il centro diurno “La vita è bella” si trova in un’ex abitazione ristrutturata, di proprietà dell’associazione richiedente. Dal 2000, anno della sua apertura, fino al 2004, era un Centro di accoglienza per bambini abbandonati, che venivano reinseriti nelle loro famiglie naturali o allargate dopo una permanenza di circa 6 mesi nella struttura.
I bambini che frequentano il centro provengono dal quartiere più povero e disagiato della città, chiamato “Km 10”. Le persone che risiedono qui vivono per lo più di un’agricoltura di sussistenza, in case tipiche composte da paglia e fango, spesso di solo una stanza, dove si cucina e si dorme. I bagni sono assenti e le condizioni igienico sanitarie pessime: animali da cortile scorrazzano dentro le abitazioni; le temperature raggiungono anche i 50 gradi d’estate, mentre d’inverno è difficile riuscire a mantenere una temperatura abbastanza calda in quanto infiltrazioni e spaccature fanno entrare il freddo. Le malattie più comuni sono polmonite e infezioni respiratorie, anche gravi, che colpiscono in particolar modo i bambini 0 – 5 anni.
IL PROGETTO:
L’organizzazione richiedente è Inima Pentru Inima (IPI), fondazione che nasce nel 1998 da Lidia Dobre, ex imprenditrice, economa e attivista politica.
Inizia la sua attività aprendo consultori per madri incinte in 6 città rumene. Grazie all’aiuto di una Onlus italiana, la fondazione acquista poi centri diurni a Braila, Machin e Ocnele Mari, che sono ora di proprietà della Fondazione.
“aiutare i bambini” ha già collaborato con IPI finanziando le attività dei due centri diurni di Ocnele Mari e di Copacelu.
I risultati ottenuti sono stati molto buoni: tutti i bambini che hanno frequentato i centri sono stati assistiti facendo in modo che si prevenisse il loro rischio di abbandono da parte degli affidatari, per lo più nonni o parenti alla lontana.
Il Centro diurno di Braila ha sede in un villino di proprietà della Fondazione IPI. Offre servizi a bambini usciti dagli istituti e reinseriti nelle famiglie naturali oltre che a bambini a rischio di abbandono. Quasi tutte le famiglie di questi bambini hanno redditi minimi o inesistenti, non in grado di assicurare loro alimentazione, medicine, materiali scolastici, trasporto, abbigliamento adeguato e prodotti igienici essenziali. Dal 2007 sono stati almeno 70 i bambini che hanno beneficiato di questo servizio.
I 25 bambini che lo frequentano hanno dai 3 ai 6-7 anni e sono selezionati a seguito di un’indagine realizzata in collaborazione con la Direzione Generale di Assistenza Sociale: vengono scelti i casi ad altissimo rischio di abbandono,o bambini che hanno sempre vissuto in istituti pubblici e sono poi stati reinseriti in famiglie affidatarie da parte di IPI.
Rispetto ad un suo coetaneo che vive in famiglia, un bambino che vive in istituto ha uno sviluppo psico-fisico rallentato. Quasi tutti soffrono, in forma più o meno grave, di una patologia chiamata “ospitalismo”, che consiste nel blocco della comunicazione i cui principali disturbi caratteriali sono incapacità di comunicazione, aggressività e mancata integrazione.
Sono spesso sporchi, hanno abiti vecchi e consunti, per la loro appartenenza a famiglie povere o per i trascorsi di istituto, sono derisi, non accettati e emarginati. La mancanza di un sostegno da parte di adulti e l’assenza di stimoli sono la causa di difficoltà di apprendimento, di concentrazione e memorizzazione, di frequenti abbandoni scolastici. Soffrono di patologie come anemia, crescita lenta dovuta a scarsa alimentazione, problemi odontoiatrici e di igiene.
Questo progetto si pone quindi i seguenti obiettivi: prevenire l’abbandono dei bambini e quindi l’istituzionalizzazione; offrire ai bambini uguali opportunità di alimentazione, istruzione, educazione e integrazione sociale, favorendo lo sviluppo della loro personalità; garantire cure mediche; aumentare la responsabilità dei genitori nei confronti dell’educazione e la cura dei propri figli.
COSA FA “aiutare i bambini”:
Il centro di Braila è scoperto finanziariamente: non vi sono partners cofinanziatori se non l’associazione MVI (Medici Volontari Italiani) che tutti gli anni invia medici volontari che 4 volte all’anno effettuano visite e check up sui bambini e le loro famiglie, e le donazioni di IPI.
MVI quest’anno vuole vincolare 10.000 Euro per le spese di ristrutturazione del centro di Braila dove si inizieranno e completeranno per settembre 2011 dei lavori di ristrutturazione al piano superiore per poter avere un ambiente che possa essere adibito a scuola materna privata per i bambini di Braila, i cui fondi saranno utilizzati per garantire la continuità del centro diurno oggetto dell’intervento. Si prevede che questo progetto riuscirà a pagare parte delle spese del centro diurno grazie anche alle rette che pagheranno i genitori.
Grazie al riconoscimento che la struttura otterrà con l’avvio della scuola materna, e grazie all’avvio di un servizio di consultorio per tutti gli utenti del centro, si riusciranno inoltre a ottenere fondi anche dall’ente pubblico.
“aiutare i bambini” delibera un contributo di 10.000 Euro a copertura di parte delle spese del personale, delegando a MVI il pagamento delle spese relative al materiale didattico e igienico – sanitario.
I bambini di Braila hanno bisogno anche del tuo aiuto. Aiutaci anche tu!
CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:
I commenti della Responsabile Progetti Est Europa, Clelia Cazzaniga, che si è recata in visita al progetto ad ottobre 2010: “grazie all’esperienza di Inima Pentru Inima e all’attenzione con il quale viene assunto personale qualificato e motivato, le famiglie sono contente di mandare i propri figli al centro, si rendono conto dei miglioramenti psico-fisici dei bambini e cambiano atteggiamento nei loro confronti. Le case stesse sono tenute con più cura, si preoccupano e si informano dei bambini, li vengono a prendere alle 18.00, e sono disponibili e proattivi nel collaborare quando necessario per il Centro Diurno (ad esempio, hanno risistemato tutto il cortile esterno, che ora è verde e ben tenuto). I rapporti fra gli operatori sociali e le famiglie sono molto buoni, anche se c’è voluto del tempo perché si creasse un legame di fiducia e collaborazione. Fruttuosa la collaborazione con l’Associazione Medici Volontari Italiani: i bambini hanno imparato a lavarsi le mani e i denti tutti i giorni, mangiano con le posate. Le famiglie fanno lo stesso. Il centro è molto ben tenuto, colorato, pulito, con mobili e arredamento adeguati”.
È previsto l’invio di volontari di “aiutare i bambini”.
Uno dei bambini ospiti del Centro
Attività nel Centro
Casa tipica della zona
Giardino del Centro
La responsabile del progetto

