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ROMANIA: un bimbo in arrivo, una speranza per cambiare

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Katia Narzisi è una volontaria di "aiutare i bambini" attualmente a Bucarest. Ci ha scritto che dorme al centro Santa Macrina ,nella parte per i bambini residenti. Durante la mattina sta nella parte dedicata alla cura diurna dei ragazzi di strada e nel pomeriggio con i bambini residenti al Centro.
Ci ha raccontato una storia molto forte che ha vissuto direttamente e che ci spiega, più di mille parole, l'importanza del lavoro degli operatori del Centro.

"Martedì mattina e' arrivata al centro diurno una ragazza molto giovane, di 19 anni, madre di un bambino di 1 anno e 8 mesi. Questo bimbo è molto piccolo, troppo per la sua età, e ha anche delle deformazioni alle gambe, causate dalla cattiva alimentazione e da una potenziale malattia. La ragazza che lavora al centro, Dana, ha fatto delle fotografie alla ragazza e al bimbo. La foto viene fatta perchè è obbligatorio registrare chi usufruisce dei servizi del centro.
Dopo la prima identificazione la ragazza riceve da mangiare e qualche vestito pulito. Vorrebbe far la doccia, ma non può: è sotto l'effetto della colla.
Il bimbo lo lavo insieme all'infermiera del centro..vi lascio immaginare cosa ho pensato in quel momento..patatino!!!
Mercoledì è tornata la madre,sembrava felice di poter ricevere una forma di sostegno..quindi Dana le propone una forma di assistenza più stabile, e le chiede più informazioni e più documenti. Ma lei non vuole dar più informazioni su se stessa perchè teme che le venga sottratto il bimbo.
Mentre è al centro io gioco un po' con il piccolo..e noto che la ragazza si tocca spesso la pancia. Con il mio romeno azzardato le chiedo cos'ha.e sul piede di guerra risponde di aver fame. Chiedo a Dana di intervenire e di chiedere con insistenza che cos'ha. Scopriamo che aspetta un altro bambino.
Abbiamo scoperto che mamma e bambino vivono in un campo senza corrente elettrica,senza acqua e con moltissima sporcizia.
Ora c'e' una nuova vita in arrivo...e Dana con tutte le sue forze ha provato a far capire all'intera comunità che vive là (eravamo lei, uno psicologo e io di fronte a circa dieci uomini e due
donne...) che con un lavoro stabile, con un sostegno sicuro del centro potrebbero cambiare la loro situazione.
I vestiti che ricevono dal centro li rivendono per comprare la colla..e per dar da mangiare ai bambini.
Sto cercando di capire qual è il mostro contro cui devono combattere qui al centro."

Katia Narzisi

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Il Centro Macrina

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Per il 2008 "aiutare i bambini" continuerà nel sostegno al programma medico e psicologico, assicurando lo stipendio dell'infermiera, della psicologa e i necessari materiali.

Per il 2008 "aiutare i bambini" continuerà nel sostegno al programma medico e psicologico, assicurando lo stipendio dell'infermiera, della psicologa e i necessari materiali.