CATANIA: una speranza concreta per i bambini di Librino
Il progetto “Talità Kum”, presentato e finanziato dalla Caritas, è un centro servizi di stile oratoriano che punta a sviluppare processi di integrazione e prevenzione per minori e di sostegno alla genitorialità.L’obiettivo del progetto, l'unico rivolto alla dispersione nel quartiere, è creare una presenza positiva e catalizzatrice in una delle zone più degradate della città di Catania per poter migliorare la qualità di vita di tutti gli abitanti.
Il quartiere è espressione di un degrado urbanistico e soprattutto di diverse problematiche sociali come l'analfabetismo, la presenza imponente di clan malavitosi, l'assenza dello Stato e delle forze di presidio pubblico, la percentuale molto alta di dispersione scolastica (il 50%) e di nuclei famigliari numerosi, spesso con la sola presenza della madre poiché il padre si trova in carcere.
L'aiuto che viene dato ai ragazzi attraverso le attività scolastiche e ludico-sportive permette di compensare le evidenti lacune sul piano scolastico; nonostante ciò, sono molteplici le difficoltà relative al contesto cui l'equipe educativa deve andare incontro: rabbia, aggressività, prepotenza, linguaggio della forza. Questo pone la necessità di dover mediare con le diverse espressioni del contesto, cercando di non prendere posizioni precise per evitare di essere etichettati come “sbirri” o “spie”. La Dottoressa Gianino ha affermato che “guadagnarsi la fiducia dei ragazzi e delle mamme è lo sforzo quotidiano; prima del sostegno scolastico, è importante l’accoglienza e la capacità di ascoltare e di capire il disagio che si nasconde dietro manifestazioni spesso irruente”.
Il progetto è frequentato da circa 120 bambini (di età compresa tra i 6 e i 14 anni) con una presenza giornaliera media di circa 50 bambini. Nonostante lo stabile sia molto degradato, gli interni del centro “Talità Kum” sono accoglienti, colorati e divisi per tipologia di attività e di intervento. Questo aspetto viene visto come tratto distintivo della risposta dei ragazzi all’ambiente: il bello che educa.
Le attività proposte nel Centro sono la biblioteca, le attività sportive, didattiche e domestiche.
L’intervento della Fondazione ha permesso l’adeguamento della sala per le attività sportive, rendendo l’ambiente funzionale e sicuro rispetto alle diverse attività (danza, ginnastica, movimento libero).
Nel visitare il progetto il Responsabile Desk Italia di “aiutare i bambini” Alessandro Volpi ha avuto modo di verificare gli interventi promossi e rimangono impresse alcune parole di alcuni elaborati dei ragazzi: “ Da grande farò la mamma, guarderò i figli e curerò mia madre e spero che quando sarò grande le mie figlie curino me”; “Io da grande voglio essere come la moglie di Totò Riina, perché la mafia è importante”.
Queste righe sono indicative di quanto siano importanti gli sforzi di prevenzione e di accoglienza che gli educatori ogni giorno mettono in atto.
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