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UGANDA: la scuola è un punto di riferimento per la comunità

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Le volontarie Anna Frangi e Giulia Albano si sono recentemente recate in Uganda a visitare il progetto di adozione a distanza di 330 bambini sostenuto da “aiutare i bambini” e hanno dato una valutazione decisamente positiva sull'impatto dell'intervento sulla comunità e sui risultati raggiunti.

Per prima cosa, le volontarie hanno speso ottime parole verso Padre Gaetano, responsabile delle attività del Centro e parroco di Kitanga, definendolo come una persona eccezionale, che lavora con entusiasmo e impegno e con ottime capacità manageriali. È la figura centrale di tutta la comunità, i bambini lo adorano e gli adulti lo vedono come punto di riferimento per chiedere aiuto o consigli.

Padre Gaetano è affiancato da personale molto motivato e l'impatto del progetto sugli abitanti della zona è molto forte, in quanto riconoscono il valore delle attività intraprese.
Una parte della comunità è impegnata direttamente nelle attività della parrocchia e percepisce un salario. Alcuni di questi sono i genitori stessi dei bambini che frequentano la scuola e che riescono così a pagare la retta; è evidente il beneficio indiretto di una maggiore responsabilizzazione e partecipazione da parte dei genitori (cuochi, custodi, responsabili dei dormitori e della pulizia del complesso scolastico).

I bambini sono seguiti in tutte le loro attività quotidiane da personale professionale, a tutti sono forniti libri di testo, quaderni e penne e sono previste anche attività extra-scolastiche come sport, musica o partecipazione al gruppo Scout. Di queste attività fruiscono soprattutto i "boarding scholars", cioè quelli che risiedono a Kitanga per tutto il periodo scolastico.

Per i bambini è prevista una crescita fisica, intellettuale e spirituale durante gli anni scolastici; fanno educazione fisica, viene lasciato loro del tempo libero in modo che imparino a stare insieme giocando, aggregandosi nelle attività proposte dagli insegnanti o dai volontari.
I genitori sono invece sensibilizzati riguardo le vaccinazioni, soprattutto per i piccoli al di sotto dei 5 anni, e per l’alimentazione, in modo che sia più bilanciata e più sana possibile.

Ai bambini vengono sempre assegnati compiti, sia giornalmente che per le vacanze e periodicamente gli insegnanti propongono ricerche, dibattiti e assemblee su vari temi, in modo che i ragazzi sviluppino il maggior interesse possibile verso argomenti che riguardano anche il loro futuro.
Per quanto concerne l’alimentazione, ai bambini vengono garantiti quotidianamente la colazione e il pranzo; per quelli che vivono nei dormitori, è prevista anche la cena. Infatti, le famiglie povere spesso non riescono a provvedere ai bisogni alimentari dei propri figli.

Il progetto procede bene ed è alla sua quarta annualità, i bambini aumentano ogni anno e nonostante l’elevato numero sono ben seguiti. C’è educazione, grande rispetto e moltissima disciplina. La scuola è valida e ben strutturata e i locali sono moderni, funzionali e accoglienti.

Dato l'aumento del numero di bambini ospitati, l’obiettivo è quello di raggiungere l'autosostenibilità del progetto attraverso attività generatrici di reddito. L’attenzione è rivolta a progetti agricoli: fertilizzazione dei terreni, semina e coltivazione, oltre ad allevamento e itticultura.

Per quanto riguarda sia l’educazione che le aspettative, i riscontri sono molto positivi e ottimistici, specialmente perché i genitori riconoscono il valore dello studio e dell’educazione vedendo i buoni risultati che i ragazzi ottengono frequentando regolarmente la scuola.
Tra i genitori si nota un generale senso di fiducia e responsabilità, oltre alla felicità e alla soddisfazione nel vedere i propri ragazzi crescere secondo sani principi educativi e morali.

Dal punto di vista pratico e progettuale, la realtà di Kitanga funziona molto bene, la valutazione sulla scuola è molto positiva; gli obiettivi sono sicuramente raggiunti, i ragazzi crescono con un forte senso di responsabilità, parlano correttamente inglese e sono ben educati. Nonostante la giovane età sono già autonomi in tutte le piccole azioni quotidiane come la cura dell’igiene personale e l’ordine delle stanze e dei propri indumenti.
L’impressione generale, riportata dalle volontarie Anna e Giulia è quindi quella di una realtà avviata che sembra consolidarsi sempre più.

Per saperne di più sull’adozione a distanza »



Il dormitorio in cui vengono ospitati i 'boarding scholars'

Le volontarie Anna e Giulia con due dei bambini adottati a distanza

'aiutare i bambini' sostiene a Kitanga l'adozione a distanza di 330 bambini: aiutaci anche tu!