TANZANIA: kit di aiuto alle famiglie in difficoltà
La Fondazione sostiene in Tanzania un programma di adozione a distanza che supporta parte dei bambini accolti al villaggio Tumaini e altre famiglie di Ilembula.I volontari Serena ed Antonio Reale hanno visitato il progetto a luglio 2010, sono stati nella missione di Ilembula ospiti della responsabile Fausta Pina. Hanno assistito la responsabile nella preparazione e distribuzione di kit di aiuto alle famiglie in difficoltà: i kit contengono beni di prima necessità quali farina, sale, zucchero, te, olio e sapone. Sono distribuiti direttamente alle famiglie oppure portati ai villaggi vicini dove un referente provvede alla distribuzione.
I volontari hanno visitato e conosciuto diversi ragazzi adottati a distanza dalla Fondazione, sono andati a trovarli nelle loro case o nelle scuole, alcuni li hanno incontrati nei villaggi, dove vivono di solito con il parente più prossimo.
Ci riporta Serena: ci ho messo un po’ prima di scrivere questo breve report....tante cose ci sarebbero da dire, da raccontare ma io forse dovevo metabolizzare il tutto. Ieri Fausta ci ha comunicato la morte di uno dei bambini che abbiamo incontrato, B. Per trovarlo abbiamo fatto più di un’ora di strada sterrata in jeep, con Fausta. La sua casa è in piena savana, circondata da sconfinati campi di mais, alberi alti e terra rossa. Tanti gli improvvisati campi di calcio visti per strada. B. viveva lì insieme alla mamma, una giovane donna come tante in Tanzania, provata dalla vita ma dall’aspetto così forte... fiero e orgoglioso. Ci aveva preparato un gallo e ce lo voleva regalare perché Fausta non andasse via a mani vuote e per ringraziarla del prezioso aiuto. Con un po’ d’insistenza siamo riusciti a lasciarle il gallo perché lo tenesse lei in caso di bisogno..per tutta risposta si è messa sulla testa un enorme sacco di mais e lo ha portato fin sulla jeep (io non sono neanche riuscita a scaricarlo dalla macchina una volta rientrati in missione...). E’ difficile vivere in Africa e per i bambini come B. lo è ancora di più. Chi nasce con una disabilità è destinato a essere messo da parte perché tutti devono lavorare, tutti devono contribuire al proprio sostentamento e non essere un peso per nessuno. B. però aveva dei profondi occhi scuri che guardavano Fausta, grati di quello che avevano ricevuto...così come lo sguardo di sua madre. Fausta gli aveva regalato una radiolina la cui musica gli teneva compagnia in quelle lunghe giornate immobili...immobili, tutte uguali e senza tempo.
Il sostegno a distanza sta andando bene, i risultati positivi si riscontrano in diversi casi di bambini che grazie al sostegno hanno la possibilità di andare a scuola, altri invece riescono a terminare la scuola professionale, il che permette loro di trovare poi un lavoro; c’è il caso del piccolo A. e della sua nuova mamma che si occupa di lui e di altri dieci ragazzi; oppure F. che a scuola va benissimo nonostante i chilometri che deve fare per raggiungere la scuola e nonostante non abbia più i genitori.
A Mtwango il lavoro da fare è ancora molto, bisognerebbe garantire la frequenza scolastica e le cure mediche a tutti i bambini; purtroppo molti sono sieropositivi e non è sempre facile garantire controlli medici regolari.
Per saperne di più sulle adozioni a distanza »
Antonio e Serena con i bimbi
Uno dei bambini adottati a distanza
Un momento di gioco

