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FILIPPINE: medicine e giochi per i bambini

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I volontari Marco Donatelli e Barbara Borella quest’estate hanno visitato il dispensario medico di Payatas e il progetto di adozione a distanza per aiutare i bambini che vivono nella discarica.

Nell'estesa area di Payatas vivono circa 400.000 persone, la maggior parte delle quali vive in condizioni socio-economiche di assoluta precarietà e al di sotto della soglia di povertà. Nell'area interessata dal progetto, i 4\5 della popolazione (circa 500 famiglie) vive in alloggi di cartone o legno, e la maggior parte di essi trae sostentamento direttamente dai rifiuti, ricercando materiali da riciclare e rivendere.

Le impressioni dei volontari sono estremamente positive per quanto riguarda l’efficacia del progetto, lo staff e il calore della gente incontrata. Marco e Barbara hanno usato la loro fantasia per far divertire i più piccoli, che fanno parte del progetto di adozione a distanza. Ci raccontano: “Abbiamo avuto modo di conoscere di persona i bambini sostenuti dalla Fondazione e di svolgere con loro una piccola attività d’espressività ed interpretazione grafica. Il momento più emozionante in assoluto è stato l’intrattenimento dei bimbi principalmente, e a seguire di alcune mamme, a ritmo di musica per le strade del villaggio, con tappa finale al campo da basket dove siamo riusciti a far divertire più di 50 bambini con giochi e danze!”

Sul progetto, i nostri volontari commentano: “Dopo una prima presentazione del centro dove operano, Suor Paola e le sue collaboratrici ci hanno illustrato le attività che qui si svolgono e ci hanno accolto e coinvolto nel vivo del loro lavoro: assistenza a donne anziane denutrite, assistenza a mamme in difficoltà con i loro bimbi sottopeso, assistenza medico-sanitaria-farmacologica alle famiglie del villaggio, istruzione comportamentale di fronte a certe sintomatologie e norme di igiene casalinga, sostegno psicologico-morale a ragazze in difficoltà, istruzione ai bambini del villaggio e lezioni di buone norme comportamentali, lezioni di informatica per i più giovani… Ci hanno presentato anche un altro centro dove viene insegnato a giovani donne a produrre piccoli oggetti di manifattura (a modi cooperativa di microcredito autogestito) per generare reddito e così automantenersi”.

Colpiscono le loro parole sulla comunità: “Girando per il villaggio abbiamo avuto modo di stupirci dello sforzo delle persone locali per la costruzione di piccole case, per tenere pulito il fiume dai materiali di rifiuto, dell’ordine con il quale il materiale di riciclo viene lavato, asciugato e preparato per il riutilizzo e della serenità della gente! Nonostante la povertà che si scorge ad ogni angolo, Payatas è un villaggio dove si respira umanità e umiltà! Tutto qui ci ha sorpreso in positivo…e ci ha lasciato la voglia di tornarci!”.

Alcune considerazioni sui referenti di questo progetto: “Suor Paola e le collaboratrici del centro sono un punto di riferimento per l’intero villaggio….quel centro è una casa, è una clinica, è un punto di ritrovo, è sorgente di lavoro, è ristoro, è famiglia…Lì dentro si respira serenità, sicurezza, amore, protezione, istruzione, cortesia…in ogni angolino di casa dove  si trova da sedere ci si sente in pace…tutto è gratuito, tutto è dato col cuore…quel centro è il calore di una famiglia…e a Payatas ce n’è un gran bisogno!
Ogni piccola attività che in quella minuscola costruzione viene svolta ha un che di geniale e sorprendente…tutto è studiato nei dettagli, tutto è sfruttato alla perfezione, tutto ha una tempistica e una logicità che rende grande quel posto!
Forse lo spazio meglio utilizzato in quel centro è quella saletta informatica al piano di sopra che  offre un punto d’incontro e un percorso formativo a diversi ragazzi che con l’ausilio di due piccoli esperti frequentano quasi tutti i pomeriggi il centro per imparare ad utilizzare e a sfruttare le potenzialità del computer e di internet”.

È stato chiesto a Marco e Barbara che difficoltà hanno dovuto affrontare e loro hanno risposto: “Nessuna: Payatas e la gente che vi abita son degne di nota per la loro ospitalità, gentilezza e gratitudine dimostrataci per aver portato un po’ di allegria tra quelle viuzze dimenticate dal circondario…Anche se chi è stato qui in passato ci ha riferito di quanto l’odore fosse insopportabile, noi non abbiamo patito per gli odori sgradevoli della discarica. In questo periodo dell’anno lavoravano sul versante opposto della montagna e quindi abbiamo beneficiato di questa piccola “fortuna”.  Le persone comunicano con un semplice cenno della testa, con un sorriso, con uno sguardo intensissimo a cercare quasi una foto..per lasciarci uno splendido ricordo di quella che si può definire “felicità apparente”…in realtà qui c’è poco di cui gioire!! In un contesto come questo, dove quella enorme montagna la fa da padrone, si respira una quotidianità evolutiva…quella montagna d’immondizie sopravvive perché ci sono uomini che vivono di essa…questo scambio permette a Payatas di esistere e di rimanere nel cuore di chi, anche se per poco, l’ha respirata!  Le difficoltà riscontrate sono solo personali una volta che si torna via da Payatas, quando sei solo e cerchi di domare quel grosso senso d’impotenza che piano piano si attenua e lascia sempre più spazio  a quel grandioso briciolo di speranza.”

Un grazie speciale ai volontari, che hanno portato medicine e apparecchiature che servivano, e che con il loro entusiasmo e la loro gioia hanno regalato tanti sorrisi ai bambini!



Barbara con i bambini

Barbara con i bambini

Sorrisi

Sorrisi

Il contesto

Il contesto

La discarica

La discarica

Il controllo delle medicine

Il controllo delle medicine