PALESTINA: aiuti per i bambini dei campi profughi
Wedyan Ahmad, responsabile di progetto “Attività educative nei campi profughi palestinesi”, ha inviato ad “aiutare i bambini” una dettagliata relazione di aggiornamento sulle attività svolte dai bambini dei campi profughi di Kalandia e Shu’fat.Kalandia
Per affrontare i traumi della loro condizione di profughi, i bambini vengono coinvolti in attività artistiche ed espressive dove riescono ad affrontare i problemi psicologici.
Più di 200 bambini, divisi in gruppi da 10 alla volta, hanno messo in scena opere teatrali; si è formata una squadra femminile di calcio che si allena due volte a settimana; è stato creato un piccolo laboratorio artigianale dove si insegna ai bambini a produrre oggetti ornamentali; periodicamente un gruppo di bambini è impegnato nella redazione di un giornalino; e ancora: lezioni di cucina, computer, danza, cinema, canto e ballo. Ce n’è proprio per tutti i gusti.
L’innovazione del progetto e l’impegno dei bambini hanno portato alla realizzazione di una vera e propria radio, e di un sito di interviste online, semplici e divertenti, che fanno vivere ai bambini momenti di spensieratezza ed è anche un modo per entrare nella vita dei bambini e nella loro quotidianità: guarda il sito creato dai bambini »
Sia i bambini che i loro genitori sono seguiti da uno staff professionale di psicologi che ascoltano i loro problemi e li aiutano ad esprimersi anche attraverso il disegno e i colori.
Shu’fat
Anche a causa dei continui scioperi pubblici, la situazione è qui molto peggiorata: dai trasporti, alla raccolta dei rifiuti, alle scuole. Tutto si blocca.
È stato istituito un servizio psicologico in collaborazione con l’università locale e con l’ospedale San Paolo di Milano. I problemi maggiori affrontati dai bambini riguardano gli stress causati dagli arresti e dallo sfaldamento dell’unità familiare, dalle uccisioni, le demolizioni di case e gli abusi psicologici.
La fascia 8 – 16 anni ha presentato in particolare questi sintomi: iperattività, dislessia e disturbi o ritardi nell’apprendimento, difficoltà relazionali, fobie e attacchi di panico.
100 bambini fra gli 8 e i 16 anni e 40 genitori hanno usufruito del servizio di counselling.
Le attività, similarmente al campo di Kalandia, coinvolgono i bambini in laboratori creativi di espressione artistica e teatrale, musica tradizionale.
Molto importanti sono anche i momenti dedicati alla riflessione sul conflitto israelo-palestinese, in cui gruppi di ragazzi si riuniscono con il coordinamento del personale del progetto, e assieme elaborano strategie di pace e condividono pensieri e riflessioni.
Per continuare ad aiutare i bambini dei campi profughi abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Aiutaci anche tu!
Attività creative
per affrontare insieme i traumi della difficile vita da profughi
Lezioni di informatica
Grazie a tutti coloro che stanno aiutando questi bambini!

