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NAPOLI: educatori contro l’abbandono scolastico

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Al centro “Iamme” sono iscritti 120 ragazzi (dai 7 ai 17 anni), 90 dei quali frequentano regolarmente. Ne sono stati scelti venticinque da seguire in un percorso pomeridiano, di cui 20 aiutati dal progetto di “aiutare i bambini”, avviato a ottobre 2010.

Le scuole stanno chiedendo che i ragazzi più difficili siano ritirati dalla scuola e affidati anche al mattino agli educatori del centro in vista alla preparazione agli esami di fine anno. Un’azione questa, che rischia di delegare le problematiche educative-sociali al progetto IAMME.
Gli educatori accompagnano i genitori nei colloqui con gli insegnanti, in modo che le famiglie si sentano sostenute e possano contare su persone competenti e capaci di mediare. Quest’aspetto è molto importante per le loro famiglie, spesso già gravate da numerosi problemi e che vivono la scuola come istituzione che può “punire” ulteriormente i loro figli. E’ scontato dire che la cultura lì predominante è legata al circuito malavitoso, in un quartiere dove dire “camorra” equivale a confermare un diritto alla prevaricazione. La maggior parte di questi ragazzi è imbevuta di questa cultura: aggressività verbale e fisica, maschilismo, svalutazione delle istituzioni e ancor più della scuola.

IAMME ha, in prospettiva, l’avviamento di percorsi formativi professionali, di partenariati con associazioni di categoria (pizzaioli, pasticceri) e relazioni con enti pubblici, in particolare con la Provincia. Si sta allestendo un laboratorio di “pizzeria” con uno dei più famosi pizzaioli napoletani, non solo per rilasciare un attestato di formazione, ma soprattutto poter connetterli con il mercato del lavoro.
Il progetto è l’unico intervento sulla dispersione scolastica dell’intero quartiere, radicato nel territorio, coerente con i bisogni che il territorio esprime, con un buon rapporto instaurato con scuole e servizi sociali.

Tra i tanti ragazzi che frequentano IAMME ne sono stati individuati 25, iscritti alle Scuole Medie di Napoli, pluriripetenti, con difficoltà di apprendimento,  con molte assenze, in alcuni casi segnalati ai servizi sociali per inadempienza scolastica.
Nel mese di ottobre, dopo incontri con i dirigenti delle scuole, i referenti delle attività sociali e la partecipazione ai vari collegi dei docenti, è stato presentato il progetto, così da creare buona interazione e collaborazione, per evitare che gli operatori-tutor venissero percepiti come estranei al gruppo classe o come invadenti lo spazio personale e professionale dei docenti.

Ora si stanno individuando i percorsi individuali in accordo con la famiglia, la scuola, l’Opera don Calabria e i servizi sociali, per sostenere ogni ragazzo nelle attività scolastiche, sia la mattina a scuola che nel recupero pomeridiano presso il Centro. Oltre al tutoraggio, si dà all’alunno la possibilità di studiare in un ambiente diverso dall’aula scolastica, uno spazio fisico e mentale in cui poter utilizzare l’aula computer e materiali dei vari laboratori, rinforzando nel contempo il ruolo della scuola come il luogo di riferimento per valutarne l’apprendimento. Gli operatori e una volontaria, presenti 2 mattine a settimana in ogni istituto scolastico, hanno a  disposizione un’aula dove svolgere le attività con gli studenti. La presenza degli operatori è occasione d’incontro e accompagnamento non solo per i ragazzi del centro Centro, ma anche per quelli che non lo frequentano e per i quali, in quel momento e su indicazione dei docenti, potrebbe essere comunque utile un incontro con gli operatori. La presenza media dei ragazzi è di circa 15 alunni, con un operatore ogni 5 ragazzi, per facilitare il monitoraggio e l’accompagnamento allo studio. Alla fine delle attività ogni ragazzo ritorna in classe, dove il docente verifica studio e apprendimento; se il risultato è soddisfacente, il ragazzo continua il percorso anche nei giorni seguenti.
I risultati finora riscontrati sono: un maggior interesse nello svolgere il compito assegnato, una miglior relazione con gli operatori e tra i ragazzi, la diminuzione di comportamenti disturbatori nel gruppo classe, l’impegno a non perdere la possibilità di ritornare.
Dei venticinque ragazzi iniziali, si è avuto un calo d’interesse in cinque di loro che, ciò nonostante, continuano a partecipare alle attività pomeridiane del Centro.

Nella prossima fase (marzo-giugno 2011), al percorso scolastico si affiancheranno esperienze pratiche in botteghe di artigianato e negozi vari. Due ore, almeno una volta a settimana, dove il ragazzo potrà applicare direttamente la conoscenza teorica appresa a scuola. In questo modo si favoriscono la comprensione e l’applicazione pratica del sapere scolastico, ad esempio imparando ad applicare la geometria e la matematica nella bottega del falegname; l’importanza della geografia, della storia e delle lingue presso un tour operator, dell’informatica per la nuove tecnologie e delle materie scientifiche nei vari laboratori di ceramica, di fotografia e arte presepiale.


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Bambini ospiti al centro Iamme

Bambini ospiti al centro Iamme