FILIPPINE: una scuola primaria per un’educazione di qualità
Fra gennaio e febbraio 2011, Elena Guiducci e Sara Albani, due volontarie della Fondazione “aiutare i bambini”, hanno trascorso momenti di gioia e giochi con i bambini che fanno parte del progetto “Adozione a distanza di 50 bambini poveri”.Il viaggio le ha arricchite di entusiasmo, e al ritorno hanno scritto degli splendidi pensieri sulla loro esperienza. Leggi il loro diario »
Inoltre hanno condiviso i loro commenti sull’andamento del progetto: “La scuola frequentata dai ragazzi del progetto è una bellissima struttura, composta di 3 edifici di 2 piani, che offre non solo le attrezzature didattiche per l’insegnamento delle materie “classiche” (Inglese, Matematica, etc.), ma anche una biblioteca, un’aula computer e un cortile molto grande per le attività all’aperto.
Il numero totale di studenti si aggira sui 600 tra ragazzi e ragazze dai 5 ai 15 anni (le classi vanno dalla scuola materna alle medie).
Nella scuola lavorano una quarantina di persone”.
Una scuola di qualità per bambini che provengono da una condizione familiare di disagio:
“La logica adottata per individuare i bambini da aiutare sembra non considerare solo la difficoltà economica della famiglia (parametro ovviamente imprescindibile), ma anche la propensione dei genitori (o di chi, per loro, si prende cura del bambino) a investire sulla sua istruzione per offrirgli la possibilità di un futuro migliore.
Spesso questi ragazzi vivono in piccole case di una o due stanze. Si tratta generalmente di case un po’ arrangiate: oltre alle condizioni igieniche a rischio, per il fango in mezzo al quale sorgono, c’è anche il problema dei tifoni, che ogni anno si abbattono sul Paese e che generalmente provocano parecchi danni (tetti scoperchiati, case distrutte, etc.). Nonostante le dimensioni ridotte, vi abitano non solo coi genitori e i fratelli, ma anche con altri parenti, generalmente i nonni, che si prendono cura di loro in assenza della mamma e del papà che lavorano (non sono pochi i casi in cui i genitori sono via di casa tutto il giorno o che proprio vivono altrove per lavoro)”.
Le volontarie ci raccontano le giornate tipo dei bambini:
“Si svegliano all’alba per aiutare in casa a riordinare e per preparare merende/pranzo al sacco per sé e per i fratelli più piccoli. Anche quelli che arrivano da lontano, se non hanno la possibilità di essere accompagnati da parenti col tricycle (mezzo di trasporto tipico filippino), percorrono la strada da casa a scuola a piedi. Le lezioni iniziano intorno alle 7:50 e finiscono all’ora di pranzo per i più piccini e alle 16:30 per i più grandi. Nel tempo libero fanno i compiti, aiutano i genitori o i nonni a casa e giocano con gli amici”.
Elena e Sara si sono trovate particolarmente a loro agio con le Suore che gestiscono il progetto, di cui hanno messo in risalto la disponibilità, il senso pratico e la cura premurosa nei confronti dei bambini.
Un grande grazie alle volontarie, che hanno saputo intrattenere i bambini con creatività e hanno lavorato con impegno nel tradurre le schede dei bambini adottati a distanza!
Per saperne di più sull’adozione a distanza »
Le volontarie
Elena con i bambini
La scuola

