SOMALIA: iniziano le lezioni nella scuola Al Gezira
A distanza di sei mesi dall’inizio dell’intervento “Emergenza per la scuola Al Gezira” il responsabile del progetto, Saad Katemba, ufficiale maggiore per l’esercito ugandese impegnato nella missione Amisom ci invia il resoconto delle attività.I bambini registrati alla scuola Al Gezira sono attualmente 186, sebbene il numero di quelli che la frequentano quotidianamente vari da 150 a 160, a causa dello scarso livello di sicurezza e dell’impiego nel lavoro domestico.
Vi sono 5 classi dall’asilo alla terza elementare; l’iscrizione dipende dalla preparazione del bambino piuttosto che dall’età. Vengono insegnate 8 materie di base: lingua somala, arabo, inglese, studi sociali/educazione civica, matematica, scienze e religione islamica. L’introduzione di alcune ore pomeridiane dedicate allo studio del Corano è conseguenza della tendenza generale a preferire l’educazione religiosa a quella laica ufficiale e serve ad attrarre/mantenere quei bambini che altrimenti rifiuterebbero l’intera didattica.
Ai bambini vengono forniti almeno due pasti giornalieri. A metà mattina, ricevono una tazza di porridge con latte e zucchero, mentre il pranzo solitamente comprende carne di cammello con riso e a volte spaghetti. A volte i bambini che si fermano per le lezioni di Corano ricevono un pasto prima del ritorno a casa, che spesso per loro è l’ultimo della giornata.
Tutti i bambini hanno molta voglia di imparare e, poiché la scuola ha ricevuto molta pubblicità positiva nella zona, alcuni di essi arrivano da villaggi posizionati fino a 8 km di distanza, nonostante il bassissimo livello di sicurezza. Tuttavia esistono alcuni ostacoli culturali e religiosi che pregiudicano talvolta la libera interazione tra i bambini. In Somalia esistono molti clan in lotta tra loro da decenni e queste rivalità vengono spesso tramandate ai più piccoli, che nelle varie attività quotidiane (ad esempio i pasti) tendono a raggrupparsi secondo l’appartenenza al clan. Il fondamentalismo religioso, inoltre, impone di separare le femmine dai maschi quando superano gli 8 anni di età.
Il personale scolastico è composto da 7 insegnanti e 4 figure di supporto. Gli insegnanti sono scelti principalmente in base alla loro esperienza, impegno e preparazione piuttosto che alla loro qualifica ufficiale, poiché la situazione di conflitto ha influenzato negativamente anche la disponibilità di insegnanti qualificati. Secondo l’attuale mercato del lavoro, gli stipendi dovrebbero ammontare a 250$ per il personale didattico e 150$ per lo staff di supporto. Tuttavia, per mancanza di fondi, in questo quadrimestre non è stato possibile soddisfare tali parametri.
Per quanto riguarda la situazione igienico-sanitaria, alcuni importanti sviluppi sono avvenuti negli ultimi mesi, con la costruzione di una latrina vicina alla scuola e l’estensione della rete idrica. In precedenza, infatti, lo staff di supporto e i bambini raccoglievano l’acqua dal pozzo del centro di addestramento militare distante circa 500m dalla scuola. Adesso invece le due strutture sono state collegate tramite un sistema di tubature e nella scuola è stato creato un punto per la raccolta e la distribuzione dell’acqua nei vari locali dove è necessaria, ovvero la cucina, i bagni e per la pulizia delle classi.
Anche l’arredamento scolastico ha subito dei miglioramenti. Inizialmente, i bambini usavano come banchi delle scatole per munizioni, ma grazie ai nuovi fondi è stato possibile comprare i materiali e pagare la manodopera necessaria per costruire un totale di 50 banchi. Sono stati inoltre comprati alcuni libri di testo e se ne prevede l’acquisto di nuovi nei prossimi mesi.
Pur essendo stato formato un consiglio di amministrazione composto dal Preside e tre genitori coinvolti attività scolastiche, non sono stati riservati abbastanza fondi per soddisfare le loro aspettative di remunerazione. La speranza è quella di trovare altre persone che gestiscano la scuola una volta che giungerà al termine il servizio del responsabile del progetto con l’esercito della missione africana. Il Coordinatore ha preso contatto con dei funzionari del Governo coinvolti nelle operazioni di peacekeeping, i quali hanno promesso di far passare la scuola in mano governativa quando la situazione si sarà stabilizzata.
Inoltre, la scuola è attualmente posizionata all’interno del Campo di Addestramento Militare Al Gezira e ci sono buone possibilità che arrivi una richiesta di trasferimento che porterebbe ad un netto miglioramento delle condizioni di sicurezza. Anche questo tema è stato discusso con i funzionari governativi, ma il problema è che il Governo in questione è provvisorio e il suo mandato scade a settembre. È probabile che rimangano in carica le stesse persone, ma questa incertezza non consente di fare nessuna previsione.
Un’altra sfida è quella di trovare buoni insegnanti. Per assumere un nuovo insegnante o un supplente, è necessario inviare un convoglio armato a 30 km da Jazeera e, prima che una decisione venga presa, bisogna spesso ripetere il viaggio molte volte. A livello didattico, manca inoltre un approccio unificato all’insegnamento. La maggior parte degli istituti educativi esistenti è in mano a privati, mentre il Governo non ha ancora aperto una sola scuola. Gli esami e i programmi educativi sono condotti da organizzazioni private affiliate ad altri paesi, come Kenya, Gibuti e Pakistan.
Infine, il partner locale si propone di organizzare degli incontri con i genitori/tutori dei bambini in modo da sensibilizzarli sull’importanza dell’educazione. Un graduale coinvolgimento della comunità nelle attività della scuola consentirà loro di comprenderne il vero valore.
nelle attività della scuola consentirà loro di comprenderne il vero valore.
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I bambini in classe
Il coordinatore del progetto
La distribuzione del materiale didattico
Un'aula della scuola

