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KENYA: i volontari Marco e Paola tornano alla Mosop School

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Dopo poco più di un anno, i volontari Marco e Paola sono tornati alla Mosop Mission School tra agosto e settembre 2011, riportandoci la loro esperienza e gli ultimi aggiornamenti sul progetto.

Oltre ad aiutare Mr. Bet, responsabile di progetto, ed il figlio Enock – ormai coinvolto appieno nella gestione – ad aggiornare le schede di adozione a distanza e a predisporre il budget per il 2012, i due volontari hanno trascorso tanto tempo con i bambini, sia svolgendo attività creative nelle classi, sia organizzando giochi ed altre iniziative nel tempo libero. Tra queste, una delle più riuscite è stata sicuramente la gita al Parco Nazionale di Nakuru. La Mosop Mission School non dispone delle risorse per organizzare gite scolastiche, ma i volontari in visita sono sempre felici di contribuire ad escursioni per scoprire, insieme ai bambini increduli, le bellezze naturali del Kenya. I bambini vengono scelti a rotazione, così da garantire a tutti di partecipare, almeno una volta, alle gite con i volontari. Durante il viaggio a Nakuru – sul classico pulmino africano – bambini e volontari hanno fatto a gara per avvistare gli animali nel loro habitat: babbuini, zebre, fenicotteri, bufali ed addirittura un rinoceronte bianco. E’ stata una giornata intensa, tutti sono tornati a scuola stanchi, ma contenti, ed hanno continuato a raccontare ai compagni di questa gita per giorni e giorni…

Tornando per la seconda volta nello stesso progetto, i volontari non hanno avuto bisogno di ‘acclimatarsi’, ma si sono ritrovati subito a ‘casa’. L’ospitalità e l’affetto della famiglia Bet e dello staff della Mosop sono stati sorprendenti. Quest’anno poi, proprio perché considerati ormai ‘parte’ del progetto, Marco e Paola hanno avuto la possibilità di far visita ad alcune famiglie – parenti di bambini o di alcuni insegnanti – ed approfondire la conoscenza della comunità locale. L’accoglienza ed il calore di queste persone, che vivono in condizioni essenziali con grande dignità, sono stati spesso commuoventi.

La Mosop Mission School è frequentata quest’anno da più di 270 bambini, di cui 130 orfani. Quasi tutti, con grande gioia di Marco e Paola, si ricordavano della precedente visita e i ‘nuovi’ avevano già sentito parlare di loro e aspettavano di conoscerli. Rivedere i bambini e constatare di persona quanto sono cresciuti o come sono cambiati dall’anno scorso – chi è diventato più socievole, chi parla meglio l’inglese, chi ormai grande accudisce i più piccoli – è stato motivo di grande soddisfazione.

Per quanto riguarda lo stato del progetto, Marco e Paola hanno rilevato evidenti segni di evoluzione e progresso. Nell’ultimo anno, sono stati realizzati alcuni interventi ‘strutturali’ importanti. Innanzitutto, la Fondazione ha finanziato la costruzione di un invaso per la raccolta dell’acqua piovana, che viene conservata in alcune cisterne e portata, grazie alla predisposizione di apposite tubature, al complesso residenziale Laura Children’s Home e a quello scolastico.
Sempre “aiutare i bambini”, con il contributo di SKY Italia, ha stanziato fondi per il rifacimento ed ampliamento dei servizi igienici nel complesso scolastico: 4 bagni, di cui uno comprensivo di docce presso il dormitorio femminile. Infine, è stato costruito un nuovo blocco di aule ed uffici, grazie al sostegno di una Chiesa americana vicina a Mr Bet, che realizza interventi una tantum (in passato aveva costruito l’attuale mensa).

Proprio in questo nuovo edificio, anche a seguito della donazione di alcuni computer portatili, si è deciso di attrezzare un’aula informatica e, a tal fine, la Mosop ha sostenuto le spese di un corso di formazione per due membri dello staff, che potranno a loro volta istruire i bambini e/o la comunità locale. Tra le altre cose, il Governo ha finalmente attivato la corrente elettrica nella zona, che rende più facili molte attività.

Oltre a questi miglioramenti strutturali, Paola e Marco hanno riscontrato anche quest’anno la volontà e la determinazione della famiglia Bet e dello staff nel perseguire la loro ‘mission’, al fine di aumentare il numero di bambini accolti e di raggiungere l’autosufficienza economica. Ripercorrendo insieme a Mr. Bet la storia del progetto, i volontari hanno potuto constatare il notevole impatto sociale e i benefici portati nel tempo alla comunità locale, ad esempio: l’accesso all’istruzione per tanti bambini orfani, l’incoraggiamento del senso civico e della cooperazione, l’incremento dell’occupazione e la creazione di un mercato per alimenti e altri beni di consumo necessari alla scuola che crea un circolo virtuoso di sviluppo.

Marco e Paola ci raccontano: “Alla Mosop Mission School si canta, spesso e volentieri! Siamo tornati con decine di canzonette in testa, se dovessimo scegliere una colonna sonora per questo viaggio avremmo l’imbarazzo della scelta. Ma quella che più si adatta all’esperienza di quest’anno è forse una canzone che abbiamo ‘portato’ noi… I’m coming home, I’m coming home, tell the world I’m coming home. Perché tornare è stato come ritrovarsi a casa…”

Per saperne di più sulle adozioni a distanza »



Marco e Paola con i bambini

Marco e Paola con i bambini

Alcune bambine davanti alla scuola

Alcune bambine davanti alla scuola

Supporto scolastico

Supporto scolastico

Attività creative all'asilo

Attività creative all'asilo

Gita a Nakuru

Gita a Nakuru