io volontario

area riservata



registrati
Hai dimenticato la email o la password? »
Dona ora. Fai click subito! »
Home page

GENOVA: il Responsabile Progetti Italia conosce i ragazzi

PDFStampa

In seguito all’alluvione che ha colpito la città di Genova la scorsa settimana, l’Associazione Consulta Diocesana, partner di “aiutare i bambini” nel progetto “Tornare a casa e trovare lavoro”, tramite le proprie strutture ha accolto diverse famiglie di sfollati.

Qualche giorno prima delle forti piogge che hanno colpito la città, Alberto Barenghi, Responsabile Ufficio Progetti Italia, ha visitato il progetto di inserimento lavorativo per giovani finanziato dalla Fondazione.

Alberto racconta: “D. mi guarda e mi dice: Mia madre è una persona molto fragile e sicuramente un giorno avrà bisogno del mio aiuto. Io però prima devo occuparmi di me stesso. Prima di aiutare lei ho bisogno di essere più forte io, sul lavoro, nella vita. Con i soldi che sto guadagnando oggi un giorno forse sarò in grado di avere una casa mia. L’anno prossimo D. fa 18 anni, due occhi chiari e vivi, non pensava di appassionarsi al lavoro in cucina prima di cominciare a lavorare presso quella trattoria giù in città. Eppure, dopo i primi mesi di assestamento con i colleghi e a lavar piatti mezzogiorno e sera, ora sta imparando a preparare buone insalate di polipo e gli altri secondi piatti assieme quasi come un vero cuoco.

Una grande opportunità, per D. e per altri cinque adolescenti che hanno iniziato un tirocinio che prevede un modesto ma importante contributo economico a loro favore. Loro, ancora minorenni ma con una gran voglia di darsi da fare, di lavorare, tempo prima soffocata da un ambiente di vita poco sano che gli impediva di pensare al proprio futuro.

Casa dell’Angelo, la struttura dove questi 6 ragazzi quasi diciottenni sono accolti, si trova poco distante dal Centro di Genova, nei pressi dei cantieri navali, è una struttura dei guanelliani che accoglie minori in situazioni di difficoltà segnalate dai servizi sociali. L’ente ecclesiastico è membro dell’Associazione Consulta Diocesana onlus che raggruppa una serie di organizzazioni ed enti religiosi di Genova per promuovere iniziative di rete a favore dei minori e delle loro famiglie.

Il progetto “Tornare a casa e trovare lavoro” è in continuità con le atre progettualità della Consulta che accolgono in forma residenziale i minori in situazioni di disagio, sostengono le famiglie quando possibile e lavorano sul tema dell’autonomia dei ragazzi in vista della maggiore età.

Sono ragazzi estremamente fragili, con alle spalle una situazione famigliare difficile, spesso caratterizzata da genitori assenti o poco attenti alle esigenze dei propri figli. In alcuni casi il genitore è uno solo e vive egli stesso in condizione di fragilità economica e sociale. Per i ragazzi quindi in molti casi è impensabile un ritorno (per lo meno nel breve termine) a casa.

Gli operatori di Casa dell’Angelo si prendono estremamente cura del minore, oltre al ruolo di educatori svolgono un importante ruolo di tutela del percorso di vita del ragazzo, che intende Casa dell’Angelo come casa propria ma che è necessariamente accompagnato a pensare al suo futuro, quando dovrà staccarsi dalle figure adulte e diventare adulto a sua volta.

Gli educatori si danno così un gran daffare nel ricercare le aziende giuste dove proporre un inserimento dei ragazzi. Le caratteristiche di queste piccole aziende devono necessariamente essere particolari. Oltre a corrispondere ai desideri dei ragazzi devono essere guidate da un datore di lavoro che possa essere anch’egli una sorta di educatore, possa essere severo con il ragazzo ma allo stesso tempo attento alle sue esigenze. Ed in molti casi il mondo delle piccole aziende è disposto ad inserire il ragazzo nel proprio organico ed insegnargli un lavoro.

Il modello adottato da Casa dell’Angelo per l’erogazione delle borse lavoro è molto particolare poiché prevede un accantonamento mensile della borsa, ovvero il ragazzo non riceve direttamente il denaro ma quest’ultimo viene accumulato mensilmente su un conto corrente a suo favore. A seconda dei casi il ragazzo, tramite una supervisione da parte dell’educatore responsabile, può effettuare spese a suo favore secondo un regolamento che viene stabilito a priori tra l’educatore e il ragazzo stesso. E’ una modalità che tutela il minore, in molti casi infatti, poiché i ragazzi provengono da situazioni famigliari poco propense al corretto uso del denaro, c’è il rischio che ciò che viene guadagnato vada in mani sbagliate.

A distanza di circa sei mesi dalla sua partenza, il progetto “Tornare a casa e trovare lavoro” sta dando grandi risultati: per tre ragazzi su sei il datore di lavoro si è impegnato per un inserimento lavorativo a lungo termine, a fronte di una soddisfazione rispetto al lavoro svolto fin qui dai tre giovani.