HAITI: Richard Feukeu racconta Haiti 2 anni dopo
Richard Feukeu è il nostro referente ad Haiti. E’ lui che, in seguito al terremoto del 2010, ci ha segnalato i bisogni dei bambini e della popolazione, dando il via a diversi progetti che “aiutare i bambini” ha valutato e approvato.Alex Gusella, Responsabile Ufficio Stampa di “aiutare i bambini”, ha parlato con Richard per capire meglio qual è la situazione ad Haiti dopo 2 anni.
E’ emerso che le necessità sono ancora molte e la situazione continua ad essere drammatica. Per questo chiediamo ancora il tuo aiuto!
Sono passati 2 anni dal terremoto, che ricordo hai di quel giorno?
Il 12 gennaio resterà impresso nella mia memoria per sempre, e penso anche nella memoria di tanta gente in Haiti e altre parti del mondo. Mi ricordo che in quella data di 2 anni fa, ero in riunione con altri sette colleghi, quando l’ufficio (al piano terra) in cui eravamo ha cominciato a tremare forte forte; noi all’inizio abbiamo pensato che fosse un carro armato della Minustah che avesse perso il freno, urtando il muro dell’edificio. Ci siamo resi conto qualche instante dopo che era il terremoto (mai vissuto da me prima).
Così, siamo rimasti intrappolati (in sei) sotto le macerie per due giorni, pregando e aspettando eventuali soccorsi. Gli altri due colleghi avevano avuto la fortuna di uscire prima che crolasse l’edificio sotto il quale eravamo intrapolati seppure rompendosi gambe e schiena.
Come è stato celebrato questo 2° anniversario sull’isola? E tu personalmente cosa hai fatto il giorno del 2° anniversario?
L’anniversario di questo evento è stato celebrato con tanta tristezza, con ricordo delle 300 mila e passa vittime. Non ci sono famiglie in Haiti che non abbiano perso parenti, amici o conoscenze in quell’evento. Quindi, era un giorno di commemorazione, di preghiere verso queste persone scomparse per sempre.
Su iniziativa del presidente Martelly, il governo ha organizzato una riunione con i principali capi religiosi provenienti da varie confessioni (Cattolica, Protestante, Vodoo, Musulmana, ecc..) e una grande messa a cui hanno partecipato migliaia di persone.
In quel giorno, la mia famiglia ed io eravamo in chiesa per ringraziare il Signore di averci donato giorni in più, ma anche forza di superare quel dramma. E allo stesso tempo, chiedendogli misericordia per i tanti bambini che hanno perso parenti in seguito a questa tragedia, ma anche supporto e aiuto alle tante famiglie tuttora sotto le tende, e che aspettano aiuti che probabilmente non arriveranno mai.
Com’è la situazione rispetto ad 1 anno fa? A che punto è la ricostruzione? Come vive la gente? È ancora nelle tende?
Tante famiglie vivono ancora nei campi di emergenza, sotto le tende ormai quasi trasparenti e permeabili dall’acqua, sole, vento ecc... La disperazione è grande e onnipresente dovunque. Quasi nessuno crede ancora al vento di cambiamente che annunciava il Presidente Martelly, eletto con un ampio voto della classe popolare che aspirava al cambiamento della sua situazione.
Com’è la situazione politica?
Quanto alla politica, è relativamente in panne sia in azione, sia in dialogo con altri settori della società civile.
Il Governo, con il supporto della comunità internazionale, ha avviato 6 mesi fa un programma chiamato “16/6”, che consiste ad un piano d’evacuazione di gente o famiglie che avevano occupato le 6 principali piazze della capitale, e provenienti da 16 quartieri più popolati della capitale.
La disoccupazione si aggira a più di 90% tra i giovani in grado di lavorare!
C’è ancora il problema del colera?
Il colera in Haiti c’è tuttora. Però, le misure di prevenzione (uso di cloro, educazione e sensibilizzazione nel lavarsi bene le mani prima di consumare cibi, cuocere bene alimenti, disinfettare latrine ecc..) sono diffuse tra la gente. A volte, il livello di attenzione si abbassa, allora occorre che autorità, Ong e guppi di volontari continuino nel ricordare che questa epidemia esiste e resta una minaccia per tutti.
I filtri anticolera sono stati efficaci? Quanti ne sono stati distribuiti? Quanti ancora devono esserne distribuiti? Quando?
E’ proprio questo il lavoro che “ SOS Solidarité Haiti” sta facendo nelle varie comunità di Gonaïves: sensibilizzare la gente, soprattutto i bambini, sui rischi di colera e la distribuzione di kit di prevenzione quali filtri d’acqua, sapone, cloro ecc... questa iniziativa è realizzata grazie ai fondi raccolti dalla Fondazione “aiutare i bambini”.
Distribuire i filtri è stata una mossa importante ed efficace qualche mese dopo la scoperta del colera in Haiti.
Ecco qualche risultato:
- Più di 40 mila euro investiti in progetti di sensibilizzazione, educazione sanitaria, approvvigionamento e distribuzione di filtri a numerose famiglie;
- 350 filtri d’acqua finora distribuiti in varie famiglie nelle comunità di Gonaives, i cui beneficiari indiretti si aggirano a più di 4800 bambini, su un totale di 8375 persone;
- Per la seconda fase del progetto “Filtri d’acqua contro colera nelle Gonaives”, è in previsione la distribuzione di 250 filtri, e una vasta campagna di sensibilizzazione e buone pratiche per prevenire il colera in famiglia e nelle comunità.
Come procedono le attività sostenute dalla Fondazione a Gonaives?
Tutte le attività procedono per il meglio:
- Le attività dell’asilo nido e della scuola elementare vanno benone. I bimbi adottati a distanza da famiglie italiane sono ormai più sereni, apprendono e si divertono a scuola nonostante gli altri problemi che affligono quotidianamente i loro parenti.
- Forti della nostra esperienza nel prevenire in tante comunità malattie (tra cui il colera), ma anche con la volontà e l’energia che caratterizza i volontari dell’associazione, SOS Solidarité Haiti aprirà quest’anno un centro nutrizionale e di assistenza medica per i numerosi parenti e bambini che hanno bisogno;
- I progetti sui pozzi e latrine comunitari sono ormai conclusi, con la dotazione in varie comunità di cinque pozzi d’acqua e 5 latrine.
Haiti si sta lentamente riprendendo dal terremoto? Sei fiducioso per il futuro?
Una cosa è certa: Haiti si riprenderà dal terremoto! Anzi, secondo me, psicologicamente si è ripresa a quasi 75%. E’ un popolo abituato alle sofferenze estreme (fame, disoccupazione, dittatura, omicidi, povertà, ecc..). Bisognava vedere questa gente i giorni subito dopo il terremoto: un vento di solidarietà tra di loro, una fede incredibile nel credere in Dio (più a lui che a qualche altro uomo politico) che li aiutava ad andare avanti.
Ora, che fanno i governanti? Siamo in una fase delicata dove tutto è buio. La visione politica riguardo alla ricostruzione non è chiara.
A dire il vero, resto incerto riguardo all’effettiva ricostruzione in Haiti. A due anni dopo il terremoto, il Paese sembra senza forza, inerte in attesa di aiuti internazionali. Aiuti che in realtà pergiungono col contagocce alle famiglie nei campi. Pensate un po’ che sin ad oggi, nessun edificio pubblico è stato ricostruito coi fondi previsti per la ricostruzione. I numerosi villaggi promessi dal governo, da ONG e quant’altro (con circa 4000 a 5000 case ciascuno) a beneficio di famiglie sinistrate dal recente terremoto, sono rimasti sulla carta. Insomma, qui la popolazione resta senza punto di riferimento senonché DIO !
Ognuno si arrangia come può. E in questo oceano di bisogni, l’associazione SOS Solidarité Haiti cerca di fare quello che può, GRAZIE al sostegno di “aiutare i bambini”.
Richard con uno dei filtri finanziati da "aiutare i bambini"
Distribuzione di kit di purificazione dell’acqua

