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TORINO: visita ai progetti di "Diventare grandi"

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Nel mese di dicembre Alberto Barenghi, responsabile progetti Italia per “aiutare i bambini”, ha visitato con Gianfranco Daneluzzo dell’Ufficio Aziende e Bianca Ghislieri, Referente Volontaria di Torino, 2 progetti sostenuti dalla Fondazione nella città di Torino: "Un angolo per te" e "Studiare insieme".

Sono stati accolti nel quartiere Spina presso il progetto “Un angolo per te” dell’Associazione VIDES MAIN, e hanno incontrato i responsabili del progetto.
Durante questa occasione sono stati consegnati 60 giochi Clementoni ai bambini di Spina 3 e al Centro Le Finestrelle, dove “aiutare i bambini” aveva già finanziato un progetto simile.

Alberto racconta:
“Il quartiere Spina 3, costruito per diventare il “villaggio olimpionico”, è stato poi popolato in prevalenza da famiglie straniere e svantaggiate. Quando l’Associazione VIDES MAIN è arrivata nel quartiere ha trovato forti conflittualità interetniche e un degrado sociale allarmante.
I Servizi Sociali non erano pronti a far fronte al problema, VIDES MAIN è stata a prima organizzazione, dapprima non molto ben vista, ad operare con le proprie forze. Ora la popolazione sta cominciando a riconoscere l’importanza dell’intervento educativo, talvolta emergenziale, dell’Associazione, che si occupa di bambini che vivono in famiglie multiproblematiche e portano con loro un disagio sociale profondo e anche di problemi familiari quali la presenza di molte mamme sole con bambini.
La sede si trova al piano terra di uno dei palazzoni di Spina 3 e accoglie nel pomeriggio 40 bambini delle scuole elementari e medie, svolgendo attività di sostegno allo studio ma anche ricreative.
Vorrebbero aprire servizi per la fascia d’età 3-5 anni per la quale c’è un grande bisogno,ma carenza di proposte. Molte delle attività che non si riescono a realizzare a Spina 3 vengono delocalizzate presso il centro Le Finestrelle dove l’Associazione ha circa 20 anni di esperienza sul territorio e dove ha svolto un lavoro importante di sviluppo di comunità.
L’intenzione è quella di impegnarsi anche su Spina 3 per sviluppare una comunità coesa che possa sostenersi.”

Alberto ci racconta anche la visita del centro “Studiare insieme”, dove è avvenuto l’incontro con il Presidente dell’Associazione Sergio Durando:
“L’Associazione ASAI ha circa vent’anni di storia, gestisce servizi in diverse zone della città.
Il centro è frequentato da 48 bambini delle scuole elementari e 70 ragazzi delle scuole medie, oltre ad un certo numero di ragazzi delle scuole superiori. Si tratta di un gruppo assai eterogeneo per nazionalità (Perù, Marocco, Romania, Filippine, …). Le attività per le fasce d’età sono strutturate con obiettivi diversi. In generale si svolge un grande lavoro di sostegno allo studio, con l’ausilio di volontari, generalmente persone in pensione che hanno determinate competenze per via del loro lavoro precedente. Tre educatori si occupano del coordinamento generale, delle relazioni con le scuole, gli insegnanti, i genitori e i servizi competenti..
Vengono realizzati laboratori di vario genere, tra cui teatro, pallavolo presso una palestra e corsi di chitarra.
Il Centro, specialmente nei confronti dei ragazzi delle scuole medie e primi anni delle superiori, svolge un buon lavoro di orientamento e rimotivazione, in una fascia d’età in cui il rischio di abbandono scolastico è molto elevato.
Una delle riflessioni interessanti fatte da Sergio Durando, riguarda il fatto che molti di questi genitori hanno ricevuto nel loro paese una formazione universitaria ed ora si trovano spiazzati perché sono i primi a non riuscire ad aiutare il proprio figlio nella scuola, per strumenti diversi acquisiti, a partire dalla lingua.
Nei confronti dei ragazzi stranieri l’Associazione si è posta obiettivi importanti che vanno oltre il “riparare determinate carenze”, ma vogliono fornire una formazione di alto livello, e permettere il recupero di un gap creatosi per via della provenienza da paesi con altre lingue e culture. Per loro si svolge inoltre un grande lavoro di mediazione culturale, anche coinvolgendo la famiglia che molto spesso è il primo “ostacolo culturale” che non permette al ragazzo di avere libertà in un mondo molto diverso dal suo paese d’origine.”

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Il Centro diurno "Un angolo per te"

Il Centro diurno "Un angolo per te"

Volontari con i ragazzi nel centro "Studiare insieme"

Volontari con i ragazzi nel centro "Studiare insieme"