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ITALIA: Borse lavoro per 8 ragazzi coinvolti nel Progetto In Presa

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"aiutare i bambini" sostiene a Milano un progetto di borse di studio e lavoro a favore di 20 ragazzi in difficoltà e a rischio di devianza.

Flavio Cantatore, responsabile del progetto In-Presa, ha inviato una dettagliata relazione sull'andamento delle Borse-Lavoro. I percorsi sostenuti e già conclusi sono 7.

Il progetto prevedeva lo stanziamento di ?19.200,00 per la realizzazione di 8 percorsi di inserimento lavorativo protetto in Borsa Lavoro.
In ogni percorso, di un periodo minimo di 6 mesi, vanno tuttavia considerate le variabili dovute alla caratteristica dell'utenza: ragazzi "difficili" con difficoltà medio gravi nella gestione dei rapporti sociali e nella capacità di svolgere una semplice attività lavorativa, variabili che determinano spesso modifiche "in itinere" dei percorsi di inserimento, sia in termini di tempi che in termini di sostegno economico..

Una borsa lavoro come magazziniere è andata a buon fine e il ragazzo è stato assunto. Ora vive in un appartamento con un amico conosciuto in comunità. Un secondo tirocinio ha messo alla prova un ragazzo con grande difficoltà di concentrazione, ma poiché la famiglia avanzava continue richieste di anticipi, è stato affidato dai Servizi Sociali a una Comunità. Ora ha ritrovato la serenità necessaria e a settembre 2006 è stato assunto presso un'autofficina a Milano.
Capita che, nonostante il tutoraggio in azienda, un soggetto non riesca a sostenere il ritmo né ad apprendere mansioni concrete, provochi in alcuni casi anche danni economici all'azienda, preferisca la fuga e chieda di non essere più a carico dell'educatore. Oppure che interrompa la borsa lavoro per una situazione familiare estremamente critica, o si ritiri convinto che non sarà assunto. Un borsista con la stessa mansione di magazziniere, ma con una situazione familiare estremamente pesante, non si è più presentato. Ricontattato è stato assunto con un contratto non rinnovato alla scadenza, e viene ancora sostenuto nella ricerca di un lavoro definitivo.
Un ragazzo egiziano, con ottime competenze nel campo della ristorazione, rifuggiva da qualsiasi situazione stabile. Il difficile percorso di orientamento gli è servito a costruirsi un'immagine di sé e a instaurare una relazione di fiducia con l'educatrice. Inserito come barista. è riuscito man mano ad affrontare le difficoltà e infine è stato assunto. Anche il percorso di una ragazza, emigrata dal Marocco da 4 anni per sottrarsi a una madre con la quale ha pessimi rapporti, ha avuto buon fine. La Borsa Lavoro si è svolta in modo positivo, e il datore ha già dichiarato l'intenzione di assumerla. Sarà ancora seguita dopo l'assunzione.
Persino ragazzi con una vita difficile possono arrivare a risultati positivi: per X, nato in Colombia nel 1990, con genitori separati, i continui cambiamenti di abitazione, la convivenza e i rapporti molto conflittuali con i genitori, si riflettevano sulle sue azioni: un tentato suicidio, un furto in un centro commerciale, una denuncia. Ha comunque seguito con molto impegno e costanza il percorso di orientamento, motivato a dare ordine alla sua vita e un aiuto economico in casa. Ha scelto il campo della ristorazione, ambito in cui può spendere al meglio le sue competenze: puntualità, capacità di utilizzare diversi tipi di linguaggi in base al contesto e all'interlocutore, alcune competenze tecniche acquisite in un corso per aiuto cuoco. E' stato quindi inserito full-time presso un ristorante.
Alcuni ragazzi, a causa di vicissitudini familiari, atteggiamenti svalutativi da parte dei familiari, mostrano immaturità e comportamenti tipici della prima adolescenza: eccessivo attaccamento al gruppo di amici, scarso giudizio critico, difficoltà di tenuta e di relazione con adulti che non siano accattivanti, difficoltà a restare fermi e a rispettare le regole. Hanno percorsi scolastici travagliati difficoltà di concentrazione. Si punta allora sulle abilità manuali e trasversali, che hanno portato altri due ragazzi a essere inseriti con mansioni di magazziniere.

Tre ragazzi hanno appena iniziato il Tirocinio di prova, se positiva, per loro è previsto l'avvio della Borsa Lavoro dalla metà di maggio in poi.
A. vive con fratello minore e genitori molto giovani in un quartiere considerato "a rischio", caratterizzato da disagio sociale e spaccio di sostanze stupefacenti. Ha svolto attività lavorative saltuarie, ha iniziato a frequentare le "cattive compagnie" del quartiere, ha commesso reati, è stato in carcere dove si è diplomato alle medie. I genitori non si erano mai accorti di nulla. Inserito in comunità ne è uscite a febbraio, dopo un percorso di crescita e maturazione, ha chiesto ai Servizi Sociali un inserimento lavorativo. Sono emerse particolari attitudini per la riparazione di autoveicoli, è stato inserito con le mansioni di Apprendista meccanicoi.
B. ha quattro fratelli e il padre, violenti anche in casa, dove vige un clima da malavita, tutti con precedenti penali. Della madre si sospetta un passato di abuso di sostanze stupefacenti. Fino ad ora incensurato usa cannabis ed è spesso coinvolto in risse, probabilmente con significati autolesionistici. Ha finito male le medie, dopo le quali non ha fatto più nulla. E' stato avviato un Tirocinio presso una ditta che si occupa di manutenzione di giardini e del verde pubblico, affiancato ad un unico collega.
C. é figlio unico. Suo padre è un ex tossicodipendente con periodiche ricadute, ma che è riuscito a non perdere il lavoro, sua madre, di recente tornata in famiglia da una comunità, soffre di forti disturbi psichiatrici. Ha comunque partecipato con impegno e costanza all'orientamento e ha svolto un primo stage di un mese in modo soddisfacente. E' stato inserito in una cooperativa di manutenzione di immobili che ha al suo interno figure educative.

Sono attualmente in fase di orientamento altri cinque ragazzi.

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Grazie alle borse studio e lavoro i ragazzi in difficoltà sono accompagnati nel mondo del lavoro

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Vengono proposte loro delle mansioni e vengono aiutati nel potarle a termine

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