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TAILANDIA: I bambini della Foresta hanno una casa

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Nel 2006 "aiutare i bambini" ha favorito la crescita del Centro "Children of the Forest" sostenendo la Casa Famiglia, una struttura che permette ai bambini di studiare e curarsi, accuditi da madri-famiglia che li aiutano a crescere. Ora, nel Centro lavora anche un medico a tempo pieno.

Dopo un anno dall'inizio della nostra partnership con il Centro i bambini accolti sono 65. La scuola, gratuita, è passata da 150 bambini a 260, divisi in 8 classi, permette di recuperare gli anni persi e favorisce il reinserimento nelle scuole pubbliche o private della zona. La totalità dei bambini sopra i 10 anni sa oggi leggere e scrivere.
Negli ultimi mesi si sono avviate attività per dare sostenibilità economica al progetto e una ulteriore formazione ai ragazzi: una fattoria che produce verdure, scavati 3 laghetti che ospitano più di seimila pesci gatto, aperta una serra per la coltivazione dei funghi.

Nel febbraio 2007 I volontari di "aiutare i bambini" Roberto e Giorgio Fornari, insieme con Monica Felizzi, hanno visitato anche il progetto "Children of the Forest" riportando entusiastici racconti.. Queste sono alcune loro impressioni.

Primo giorno nel centro
La mattina Daniel ci fa fare un giro conoscitivo. Ci sono tante aule, una mensa comune, uno spiazzo con un tetto di paglia dove i bimbi mangiano. E si mangia bene, ve lo assicuro.
Monica ed io ci intrufoliamo in un'aula, i bimbi come per magia ci avvolgono, ci sconvolgono, ci abbagliano di abbracci. Sono orfani e il loro desiderio d'amore supera ogni razionale logica.
Anche il giorno seguente é stato meraviglioso. Monica ha fatto lezione di ginnastica a diverse classi per parecchie ore, io ho insegnato ai bimbi l'arte della giocoleria.
Durante le pause abbiamo fatto i manovali ed cominciato a costruire un parco giochi, giornate fantastiche e faticose.
I giorni passano veloci, ogni giorno è diverso dall'altro e ogni giorno é speciale. Ma alcuni sono stati più speciali: quando abbiamo improvvisato lo sketch di cabaret-clown e Monica é stata fantastica con i bimbi che si sono trovati nel centro di una fiaba..

Le 5 sorelline.
Sono arrivate oggi al campo profughi. Perché questi bambini sono dei profughi. Non esistono per nessuno, scappano dalla Birmania, sconfinano illegalmente e si ritrovano soli.
La più piccola avrà 2 anni, la più grande 16, anche loro scappate da una situazione tragica: la mamma è morta, il padre é un alcolizzato. Hanno saputo di Daniel e gli hanno chiesto aiuto. Daniel é un ragazzo fantastico e coraggioso. Senza pensarci due volte le accoglie tutte e cinque. Ma la storia non finisce qua. Il padre, che oltre alcolizzato é anche nullafacente, si presenta al campo con la pretesa di riavere la figlia maggiore per mandarla a "lavorare".
Non so cosa Daniel abbia detto o fatto, le 5 sorelline sono rimaste al campo. E ogni giorno che passa nasce sui loro volti un sorriso in più. Tenerle per mano e cantare una canzoncina é come colorare la notte. Mi è sembrato di volare".
Roberto Fornari.

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I bambini accolti sono profughi e senza diritti

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La casa famiglia è molto grande e c'è spazio per tutti

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I nostri volontari, Giorgio, Monica e Roberto, hanno vissuto un'indimenticabile esperienza con i bambini della foresta

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