INDIA: Prosegue l'impegno di 'aiutare i bambini" nel Gujarat
Il programma di adozione a distanza è iniziato nel 2001, e beneficiava 4 scuole. Nel corso degli anni "aiutare i bambini" ha deciso di aumentare il numero di bambini sostenuti e di aiutare anche altre scuole molto bisognose.Ad oggi quindi la Fondazione ha attive 250 adozioni a distanza in 7 scuole dove garantisce l'educazione dei bambini, una corretta dieta e un costante monitoraggio delle condizioni di salute.
La Diocesi di Rajkot favorisce l'aperture e il sostegno di scuole primarie e secondarie per i bambini di casta bassissima provenienti da piccoli villaggi sprovvisti di strutture scolastiche.
La collaborazione con "aiutare i bambini" è iniziata nel 2001, subito dopo il terremoto, accogliendo i bambini rimasti soli o disabili: per dare continuità all'intervento "aiutare i bambini" ha avviato fin dal principio un progetto di adozione a distanza dei bambini senza famiglia o in condizione di grande necessità. Questo aiuto continuativo è stato fondamentale per la sopravvivenza delle 5 scuole che ospitano i bambini, strutture che continuano a fornire un fondamentale apporto educativo a bambini e ragazzi per i quali non vi sarebbe alcuna altra possibilità.
A seguito dei risultati positivi ottenuti in questi anni e delle crescenti necessità nel marzo 2007, "aiutare i bambini" ha aumentato ulteriormente il numero dei bambini sostenuti, includendo nel programma altri 50 bambini presenti in 3 delle 5 scuole già sostenute e 50 bambini di due strutture nuove, la St. Mary Boarding House e la Samabhavan Boarding House - Jamjodpur.
Il contributo di "aiutare i bambini", pari a 48.000 euro, copre tra il 60% e l'85% dei costi di accoglienza e educazione. In alcune scuole le famiglie pagano una piccola quota di iscrizione, circa 22? all'anno, in altre ciò non è possibile per la grave povertà delle famiglie.
Per saperne di più sulle adozioni a distanza »
grazie ai donatori di "aiutare i bambini" anche i bambini delle scuole più remote ora hanno l'istruzione garantita
alcuni bambini beneficiari del progetto

