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GUATEMALA: lo spazio infantile è un posto sicuro per 40 bambini

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La testimonianza dei volontari Francesca Battisti e Lorenzo Casali.


I volontari Francesca Battisti e Lorenzo Casali sono stati in Guatemala per "aiutare i bambini" e si sono trattenuti a Santa Faz dal 20 febbraio al 13 marzo 2007.
Francesca e Lorenzo hanno visitato lo spazio infantile UNPA (letteralmente "Universidad de los patojos", cioè l'università dei più piccoli), sostenuto dalla Fondazione "aiutare i bambini" attraverso l'adozione a distanza di gruppo.
E' uno spazio che offre sicurezza, protezione, attenzione e amore ai bambini del quartiere. Le attività di UNPA sono iniziate nel 1999: oggi sono 40 i bambini da 0 a 10 anni, che quotidianamente vengono ospitati. All'interno dello spazio i bambini sono seguiti da quattro educatrici, una cuoca e una coordinatrice didattica, oltre alle suore e ad alcune studentesse, che vi lavorano in forma del tutto gratuita.
UNPA non è solamente un asilo, dato che ospita anche bambini che dovrebbero frequentare le scuole primarie, bensì uno spazio al servizio delle necessità dell'infanzia del quartiere.
Tutti e 40 i bambini che sono attualmente ospitati preso lo spazio UNPA sono stati selezionati all'interno delle famiglie che vivono nelle condizioni economiche più gravi e frequentano lo spazio mediamente per tre anni, ovvero fino al completo inserimento nella scuola pubblica primaria. I bambini che invece vanno già a scuola, utilizzano lo spazio come doposcuola e
punto di riferimento per giocare.

Qui di seguito le impressioni di Francesca e Lorenzo.


Francesca Battisti:

"Strano è tornare dalla prima esperienza di volontariato, ti senti cresciuto e cambiato, le idee si sconvolgono, mutano i tuoi progetti e le tue priorità. Le tre settimane nell'asilo di Santa Faz ci hanno mostrato come la dignità, la voglia di vivere e il senso di comunità possano alleggerire situazioni familiari molto complesse di abusi e violenze, e perfino la morte.
Quasi tutti i bambini vivono con la mamma o la nonna, quasi nessuno conosce il padre che solitamente abbandona presto il tetto coniugale. Famiglie di 5/7 persone condividono una spazio ristrettissimo, spesso con un solo letto per tutti, in baracche di lamiera arroccate su di un pendio della collina.Un tavolo un lavandino, il bagno fuori per i più fortunati, vestiti sistemati in bidoni e uno specchio frutto dei risparmi di qualche lavoro.
Le madri, giovanissime, sono ogni giorno alla ricerca di una occupazione anche giornaliera per assicurare ai figli una degna sopravvivenza. Si rimane increduli a guardare queste donne coraggiose, abbandonate, con due, tre figli, che combattono quotidianamente per dare loro una possibilità di vita migliore, ci si sente inutili davanti ai drammi di questi luoghi, ma forti e sicuri al ritorno, convinti di aver conquistato qualcosa.

Nella periferia più povera della metropoli di "Guate", come i locali chiamano la capitale, L'UNPA é un porto sicuro per i bambini, in un contesto sociale molto difficile dove sono all'ordine del giorno omicidi, rapine, estorsioni, narcotraffico, sotto lo sguardo connivente della corrotta Guardia National Civil.
La struttura dell'asilo è molto semplice: in cemento con tetto in lamiera, un ampio cortile con vecchie giostre arrugginite. I bagni sono in una struttura indipendente, la cucina è all'interno di una piccola camera dove c'è anche l'ufficio per le responsabili che vi svolgono attività di organizzazione e amministrazione. Nella stanza centrale si trovano due grandi tavoli colorati con tante piccole seggiole e pochi giochi.
Si balla, si disegna, si gioca. Le maestre si dedicano ai bambini con tanta passione e li seguono costantemente, preparano disegni da colorare, figure da completare, insegnano loro filastrocche per imparare le parti del corpo e i giorni della settimana. Nonostante le scarse condizioni sanitarie dedicano particolare attenzione all'igiene personale, abituandoli a lavarsi le mani prima del pasto e i denti prima del riposo pomeridiano.

Quando si dice "svegliarsi con i polli". colazione con le suore alle 7:00, dopo di che eravamo liberi di salire sul coloratissimo e affollatissimo autobus e raggiungere l'asilo, distante 3/4 Km.
Qui, dalle 8 alle 18, eravamo impegnati in ogni attività ludica o formativa con i bambini, cosa che richiedeva tutta la nostra energia, eravamo i loro grandi compagni di gioco. Dopo una giornata così impegnativa non rimaneva che mangiare qualcosa, fare due chiacchiere con le suore sulle attività della giornata o sull'interessante storia del Centramerica e andare a riposare.



Lorenzo Casali:

Riteniamo importantissimo questo sostegno alle madri lavoratrici, uniche sostentatrici della famiglia, e ai loro bambini, che godono di uno spazio ricreativo e un clima sereno per trascorrere la giornata. In un contesto così povero e degradato il lavoro delle sorelle e delle maestre, capaci di sfruttare appieno le scarse risorse disponibili é encomiabile, come è lodevole è la collaborazione degli specializzandi della facoltà di psicologia di Guatemala City, impegnati nel sostegno di bambini con particolari disagi.
Nel quartiere le suore sono anche promotrici di progetti sociali per l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e nell'istruzione.
Riteniamo che sarebbe importante l'intervento periodico di un medico per il controllo sanitario dei bambini, cosa ora difficile da realizzare per gli alti costi, insostenibili per le famiglie.
Che altro dire, l'ultima settimana sembrava di essere a casa, la gente ti riconosce, le madri si fermano a salutarti, c'è un'atmosfera serena, quasi irreale per un quartiere dove ogni giorno qualche giovane non torna a casa e dove all'interno di queste si consumano violenze e abusi continui, dove le storie Maya si confondono con gli orrori della guerra civile e le speranze.
Noi ringraziamo "aiutare i bambini" per averci aiutato e permesso questa esperienza speciale che consigliamo a chi non ha paura di mettere in discussione le proprie idee e preconcetti su culture e realtà che, dal divano di casa, sembrano quasi irreali, ma che, quando le vivi anche per poco, ti segnano profondamente".


Per saperne di più sul progetto in Guatemala



Lorenzo Casali e Francesca Battisti, volontari "con le ali" per "aiutare i bambini".

Lorenzo Casali e Francesca Battisti, volontari "con le ali" per "aiutare i bambini".

Dal 20 febbraio al 13 marzo Francesca e Lorenzo sono stati in Guatemala per visitare lo spazio infantile a Santa Faz.

Dal 20 febbraio al 13 marzo Francesca e Lorenzo sono stati in Guatemala per visitare lo spazio infantile a Santa Faz.

Lo spazio infantile UNPA accoglie 40 bambini da 0 a 10 anni.

Lo spazio infantile UNPA accoglie 40 bambini da 0 a 10 anni.

Prima di partire per il Guatemala anche Francesca e Lorenzo hanno partecipato al corso di formazione "Io volontarIo".

Prima di partire per il Guatemala anche Francesca e Lorenzo hanno partecipato al corso di formazione "Io volontarIo".