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NAPOLI: i bimbi del Centro per l’infanzia “Gli anni in tasca”

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"aiutare i bambini" sostiene le attività del Centro per l'infanzia "Gli anni in tasca" che si preoccupa di educare alla differenza, all'altro, al diverso, per creare i presupposti di una cultura dell'accoglienza e trasmettere alle famiglie che frequentano il centro e alla comunità locale l'esempio concreto di un'educazione che si arricchisce delle differenze. In particolare "aiutare i bambini" si impegna a sostenere un contributo di 30.000 euro che serviranno per potenziare l'efficacia del centro e accogliere 4 bambini in fascia di età 0-3 anni che vertono in situazioni di grave disagio socio-ambientale insieme alle loro famiglie.

Il Centro è molto importante per la crescita e l'integrazione di bambini in difficoltà. Li aiuta a superare le loro paure, i problemi nati da contesti familiari problematici, a relazionarsi con gli altri bambini.
Gli operatori del Centro ci presentano alcuni di loro:

D. è diventato un vero e proprio rubacuori e distribuisce baci e abbracci a tutte le bambine del suo gruppo e ... non solo! Il passaggio dal gruppo degli uccellini a quello dei pulcini con il cambiamento dell'operatore referente è avvenuto in tutta serenità, visto anche il lavoro sulla "flessibilità della relazione" svolto all'asilo. Questa, offre al bambino la possibilità di interagire anche con gli altri referenti grazie soprattutto ai numerosi momenti di condivisione tra i diversi gruppi d'età. E'un bimbo solare, allegro, furbetto e tanto permaloso!!!

C. è una bimba dolcissima, ama cullare le sue bambole, portarle a spasso e dargli "la pappa". Inoltre adora giocare a palla con i suoi amici "pulcini". Il passaggio dal gruppo degli uccellini a quello dei pulcini è avvenuto in maniera lenta e graduale, rispettando i suoi tempi. C. era particolarmente legata all'operatore dell'anno precedente, visto anche il suo privilegiare "l'approccio a due". Gradualmente, grazie anche ad un lavoro mirato soprattutto alla formazione del "senso del gruppo" e ad una maggiore apertura verso l'altro ha acquisito fiducia e sicurezza affidandosi al nuovo operatore e e integrandosi sempre più all'interno del gruppo"pulcini".

G. è entrato a luglio 2007, aveva circa tre mesi, grandi occhi neri una folta massa di capelli. Sembrava che fosse nato da una violenza sessuale subita dalla madre, una ragazza di 24 anni. Solo dopo abbiamo scoperto che è frutto di una sua fugace relazione, e che il suo racconto è stato dettato dalla paura del giudizio dei suoi familiari.
La madre, come tanti extracomunitari, vive quotidianamente le difficoltà di un'integrazione difficile, con un lavoro precario per il quale non le viene riconosciuto il diritto di assentarsi. Nonostante le grandi difficoltà è una buona madre: attenta ai bisogni e alla cura del bambino. Conosceva già la struttura e gli operatori attraverso i racconti di C, la mamma di D. che è sua sorella. Questo ha semplificato l'inserimento del bambino, come la constatazione diretta del contesto dell'asilo ha favorito la sua fiducia. G. ha un temperamento aperto e socievole, ancora più evidente all'interno del gruppo nido nei momenti di condivisione e nelle situazioni di spostamento della giornata, quando, cambiando stanza, ci ritroviamo con un altro gruppo dell'asilo. Volentieri si fa accogliere dalle altre operatrici dispensando grandi sorrisi, accetta la vicinanza di altri piccoli del nido poiché è abituato a condividere i suoi spazi con altri bambini della sua famiglia in primis, suo cugino D. con cui passa molte ore. Dal punto di vista motorio presenta una buona maturazione e coordinazione nei movimenti ed è ricco di competenze. A otto mesi è in grado di passare da una posizione prona, al gattonamento, al sollevarsi in piedi, reggendosi alle sedie, riuscendo a spingerle e a camminare anche per tutta la stanza. Sempre molto attento all'ambiente circostante si avvicina con grande curiosità e voglia di scoperta alle piccole e brevi attività e routine che scandiscono la giornata, ed è un gran mangione!
All'inizio dell'inserimento il bambino sentiva la mancanza della madre (periodo di separazione differenziazione) che manifestava con un pianto un po' sommesso (quasi un lamento). Abbiamo procurato un ciuccio che risponde al suo bisogno di consolarsi, fungendo da legame di continuità con la propria mamma e di desiderio di suzione, di sentirsi rassicurato e di poter allentare la tensione lasciandosi cullare e trasportare nella dolce dimensione del sonno ristoratore.

Per continuare a offrire "un nido per ogni bambino" abbiamo bisogno anche del tuo aiuto! Aiutaci anche tu!

Il progetto ha l'obiettivo di prevenire e rilevare precocemente le situazioni di disagio ed emarginazione quali la mancata costruzione dell'identità, il mancato senso di appartenenza sia familiare che di comunità, la solitudine, il semi abbandono.

Il progetto ha l'obiettivo di prevenire e rilevare precocemente le situazioni di disagio ed emarginazione quali la mancata costruzione dell'identità, il mancato senso di appartenenza sia familiare che di comunità, la solitudine, il semi abbandono.