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Adozione a distanza di gruppo per lo spazio infantile UNPA

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Nº progetto: 268

Tipologia: Adozioni a distanza

Campagna: Adozioni a distanza

Paese: Guatemala

Località: Insediamento di Santa Faz, Chinautla (periferia di Ciudad de Guatemala)

Numero bimbi beneficiari: 40

Scopo: Sostenere le spese per l'alimentazione, il materiale scolastico e la formazione delle famiglie dei bambini che frequentano lo spazio UNPA

In corso: Si

IL CONTESTO:

Sono ormai trascorsi quindici anni dal termine del conflitto che per quarant'anni ha insanguinato il Guatemala e che ha provocato, secondo rapporti ONU, 150mila vittime, 50mila desaparecidos, 500mila rifugiati esterni e un milione di rifugiati interni, 250mila bambini rimasti orfani, 460 villaggi indigeni spariti dalle mappe geografiche.
Il Guatemala vive oggi una situazione di precarietà socio-economica e instabilità interna. Dopo decenni dominati dal terrore di stato, dalla violenza, dai massacri, dalle sparizioni forzate, dalla tortura usata come normale metodo interrogatorio, e dal genocidio delle popolazioni indigene Maya, benché non vi sia l'intenzione da parte del popolo guatemalteco di tornare alla piaga della guerra civile, la forte corruzione, la deprimente povertà e la criminalità rischiano di portare nuovamente alla sollevazione popolare. Quasi l'80 % della popolazione vive ancora in una situazione di povertà estrema che caratterizza soprattutto la popolazione indigena, la popolazione rurale e le masse di disperati che affollano le periferie di Ciudad de Guatemala.

Santa Faz è una "colonia urbana" sorta recentemente nella periferia di Ciudad, e situata in un'ansa del Rio las Vacas. Non ospita alcuna attività produttiva, e la quasi totalità delle famiglie vive al di sotto della soglia di povertà e nella completa mancanza di lavoro e reddito stabile. Essendo un insediamento povero e illegale, mancano i servizi pubblici di base e le strutture per consentire ai minori un'educazione di qualità.

IL PROGETTO:

Lo spazio infantile UNPA (letteralmente "Universidad de los patojos", cioè l'università dei più piccoli) è nato dalla tenacia di un gruppo di giovani donne della piccola parrocchia di San Julian. E' uno spazio che offre sicurezza, protezione, attenzione e amore ai bambini del quartiere. Le attività di UNPA sono iniziate nel 1999: oggi sono 40 i bambini da 1 a 7 anni, che quotidianamente vengono ospitati. All'interno dello spazio i bambini sono seguiti da quattro educatrici, una cuoca e una coordinatrice didattica, oltre alle suore e ad alcune studentesse, che vi lavorano in forma del tutto gratuita.

UNPA non è solamente un asilo, dato che ospita anche bambini che dovrebbero frequentare le scuole primarie, bensì uno spazio al servizio delle necessità dell'infanzia del quartiere. E' aperto dalle 7.00 del mattino fino alle 17.30 del pomeriggio, così da permettere ai genitori di andare a lavorare senza preoccupazioni, dal momento che sanno di lasciare i figli in un posto sicuro dove ricevono cure, attenzioni, un'alimentazione adeguata e preparazione, o rinforzo scolastico per chi va già a scuola.

Tutti e 40 i bambini che sono attualmente ospitati preso lo spazio UNPA sono stati selezionati all'interno delle famiglie che vivono nelle condizioni economiche più gravi e frequentano lo spazio mediamente per tre anni, ovvero fino al completo inserimento nella scuola pubblica primaria. I bambini che invece vanno già a scuola, utilizzano lo spazio come doposcuola e punto di riferimento per giocare. Per partecipare responsabilmente all'educazione dei propri figli ed evitare l'assistenzialismo, le famiglie danno un piccolo contributo per le spese di gestione dell'UNPA, ma data la precarietà dei bilanci familiari, si tratta più che altro di un apporto simbolico.

COSA FA "aiutare i bambini":

Nel 2005-2006 "aiutare i bambini" ha sostenuto lo Spazio UNPA con un contributo di 3.000 euro, che è servito principalmente per sostenere le spese di alimentazione e dei materiali scolastici.

Alla luce della tipologia di spese del progetto (periodiche e rinnovabili, nonché difficilmente sostenibili in loco) e dei buoni risultati ottenuti nel primo anno, "aiutare i bambini" ha deciso di rinnovare il proprio contributo con un finanziamento annuale di 5.000 euro.

Considerando che il tempo medio di permanenza dei bambini presso lo spazio è in media di 3 anni, "aiutare i bambini" ha deciso di sostenerli attraverso l'adozione a distanza di gruppo, ritenendola l'unico strumento valido per garantire loro un aiuto costante e instaurare contemporaneamente un rapporto più flessibile con i sostenitori, che sappia tener conto della loro mobilità nel breve periodo.

Per saperne di più sulle adozioni a distanza >>

CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:

E' prevista una suddivisione del progetto in due fasi di realizzazione semestrali. Il progetto viene monitorato attraverso relazioni periodiche, fotografie e un rendiconto finanziario annuale. Sono previste inoltre visite al progetto da parte di volontari di "aiutare i bambini". A febbraio 2011 Arianna Plebani, responsabile progetti America Latina, ha effettuato una missione in Centroamerica e ha potuto approfondire le condizioni dell’intervento riportando impressioni molto positive.


GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI:

5 maggio 2010 - Uno spazio per accogliere i bimbi di tutte le età

12 novembre 2008 - Un rifugio dalla realtà violenta

1 aprile 2008 - Un laboratorio di salute dentale

Giugno 2007 - Leggi la testimonianza dei volontari Francesca Battisti e Lorenzo Casali

 

Alcune immagini della Colonia Santa Faz in cui vivono i bambini coinvolti nel progetto

I bambini accolti presso lo spazio UNPA

I bambini con una maestra