Adozione a distanza per un’istruzione di qualità per le ragazze Wolayta
Nº progetto: 786
Tipologia: Adozioni a distanza
Campagna: Adozioni a distanza
Paese: Etiopia
Località: Soddo
Numero bimbi beneficiari: 30 bambine\ragazze
Scopo: L’intervento si inserisce in un programma complessivo di emancipazione della donna attraverso la sua istruzione
In corso: Si
IL CONTESTO:
L’Etiopia è uno dei paesi più poveri al mondo, l’indice di sviluppo umano la colloca al 171esimo posto su 177 paesi.
Repubblica federale suddivisa in regioni etnolinguistiche è caratterizzata da alcuni fattori specifici di instabilità dovuti ai contrasti politici interni, a conflittualità etniche, ad attività dei gruppi armati antigovernativi e alle tensioni transfrontaliere nelle aree di confine.
In Etiopia, denunciano Oxfam e la Fao, sono più di sei milioni le persone che necessitano di un sostegno alimentare. Lo ha denunciato lo stesso governo di Addis Abeba, chiedendo l'intervento della comunità internazionale. Oxfam ha confermato che la situazione è simile a quella di 25 anni fa, quando una grave carestia uccise un milione di persone in Etiopia. Le cause, confermate dalla Fao, sono molteplici, non ultima la situazione politica del Paese che aggrava le condizioni di vita dei profughi.
La Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud è una regione dell'Etiopia sud-occidentale abitata da oltre 45 gruppi etnici costituitasi come regione-stato nel 1995.
La regione si trova a 400 km a sud di Addis Abeba e si estende per 3400 km2. La popolazione appartiene al gruppo linguistico ometo; sono in parte cristiani ed in parte mussulmani anche se sopravvivono nelle tradizioni arcaiche tracce di animismo.
Soddo conta circa 100.000 abitanti ed è la capitale amministrativa della regione Wolayta. I Wolayta sono circa 2.500.000, da sempre emarginati ed esclusi dai livelli più benestanti del paese. La città è caratterizzata da un alto tasso di immigrazione proveniente dalle campagne che favorisce tassi di disoccupazione elevati e fenomeni di accattonaggio.
I principali problemi della zona sono l’elevata pressione demografica, la prevalenza di un’agricoltura di auto sussistenza tecnicamente arretrata, debolezza del tessuto artigianale e povertà diffusa. L’assistenza medica in Etiopia esiste solo a pagamento.
Le pari opportunità per le donne sono lontane dall’essere realizzate; il movimento non ha radici e le due confessioni religiose più rappresentative (chiesa ortodossa e islam) riservano spazi sociali limitati al ruolo delle donne. Le donne soffrono da millenarie restrizioni che vanno dalla condizione di semi schiavitù alla diffusissima pratica dell’infibulazione (proibita dalla costituzione ma praticata a livello locale). Tra i Wolayta non tutte le ragazze hanno l’opportunità di avere un’educazione adeguata, devono saper prendersi cura delle faccende domestiche piuttosto che andare a scuola. Negli ultimi anni, si è assistito ad un graduale miglioramento anche nella regione Wolayta: un maggior numero di famiglie ha avuto accesso all’acqua potabile; è stata realizzata una nuova strada asfaltata che collega Soddo ad Addis Abeba ed è stata aperta la prima università di Soddo.
IL PROGETTO:
L’intervento proposto si inserisce in un programma complessivo di emancipazione della donna attraverso la sua istruzione.
Il sistema educativo etiope presenta, a seguito dell'asilo, un ciclo unico di 10 anni al termine del quale gli esami statali determinano il futuro dell'alunno: con un punteggio sufficiente è possibile accedere a due anni propedeutici per l'accesso all'università, altrimenti viene data la possibilità di accedere ai corsi professionali.
L'età è un dato relativo e di importanza secondaria: per determinare l'accesso al primo anno del ciclo unico si usa il sistema empirico (braccio sopra la testa a toccare l'orecchio). Spesso all'interno della stessa classe vi sono bambine di ogni età, con divari anche molto considerevoli.
La Scuola Femminile di Konto (Abba Pascal Girls’ School) appartiene alla ECC-SDCO, la chiesa cattolica etiope e sorge in una vasta area messa a disposizione dalla comunità dei cappuccini di Konto. Oltre alla scuola femminile i cappuccini hanno avviato a Soddo un centro di formazione professionale. La positiva esperienza del Technical Centre nel settore della formazione professionale, con iniziative formative nei settori della falegnameria, carpenteria, e meccanica è il punto di partenza per il progetto indirizzato alla componente femminile della popolazione.
Le donne rappresentano l’anello più debole della società e sono spesso escluse dal lavoro e costrette a vivere in uno stato di sudditanza nei confronti degli uomini. Le bambine Wolayta non fanno completamente parte del clan fino all’età adolescenziale e l’istruzione non è considerata per loro una priorità. (il tasso di alfabetizzazione è pari al 35,9%, con forti disuguaglianze tra uomo e donna).
Il progetto avviato nel 2006 ha previsto lo sviluppo della scuola femminile (dieci classi tra scuola elementare e media) e il raggiungimento risultati molto importanti:
- Inserimento della lingua inglese
- Formazione e sensibilizzazione
- Avvio di programmi di educazione sanitaria e igiene
- Avvio di un programma di doposcuola
- Ampliamento delle infrastrutture: grazie al sostegno della Fondazione nel 2009 è stato possibile completare due classi rispettivamente la nona e la decima classe.
Attualmente la scuola ha 660 iscritte per dieci gradi di istruzione (elementare e media), secondo i programmi governativi etiopi.
La volontaria Anna Leoni ha visitato il progetto nel mese di settembre 2010, ha potuto verificare la qualità delle due aule finanziate e supportare i responsabili nella preparazione del materiale per la richiesta in oggetto.
La proposta di avviare un’adozione a distanza nasce dalla necessità di poter dare un supporto alle spese gestionali della scuola e permettere anche alle ragazze più povere l’accesso scolastico. Ad oggi viene richiesto il pagamento di una retta annuale di circa 22 euro per bambina. Negli ultimi quattro anni la retta è passata da 3 a 40 birr al mese (ora è 2 euro al mese) e le rette coprono il 30% delle spese correnti annuali.
Alcune delle ragazze proposte sono state segnalate dall’assistente sociale governativo in quanto orfane e provenienti da zone lontane: in questo caso il governo fornirà loro l’alloggio questo dimostra come la collaborazione con le autorità locali sia una buona pratica anche in vista di possibili sviluppi futuri.
Sono circa 150 le bambine che ricevono un supporto scolastico da altri donatori.
Grazie alle rette pagate dai sostenitori è possibile coprire circa il 20% delle spese gestionali della scuola, un altro 20% è garantito dal vescovo mentre la restante parte proviene ancora da donazioni esterne. Questo sostegno alle fasce più deboli fa sì che la scuola di Soddo non diventi una scelta di elite per le eventuali famiglie più facoltose, visto il grado di apprezzamento che la scuola ha raggiunto nella città.
COSA FA “aiutare i bambini”:
La Fondazione ha già collaborato con la scuola di Soddo sostenendo nel 2009 la spesa relativa a due aule con un contributo pari a 17.000 Euro.
Il progetto è stato visitato da due volontari fotografi nel 2009 e da Anna Leoni nel 2010, i commenti di tutti i volontari sono stati più che positivi.
La scuola pur essendo riconosciuta dal ministero dell’educazione non riceve alcuna sovvenzione; il ministero segue i programmi e controlla ogni anno l'andamento didattico; inoltre collabora nell’inserimento lavorativo dei giovani che escono dai corsi di specializzazione favorendo e sovvenzionando piccole cooperative di ex allievi.
Obiettivo generale del progetto è eliminare la disuguaglianza di genere nell’istruzione primaria e secondaria per le bambine/ragazze Wolayta dai 6 ai 18 anni.
L’attività proposta si basa sul sostegno a 30 bambine povere mettendole in condizione di frequentare la scuola con profitto, seguendole personalmente e organizzando lezioni di sostegno e tutoraggio. L’aiuto comprende le seguenti azioni:
- Assistenza medica per l’allieva e la mamma (costo medio annuale 25 euro)
- Pagamento della retta scolastica (circa 2,2 Euro al mese)
- Fornitura di libri e cancelleria (circa 20 Euro l’anno)
- Distribuzione di una divisa (circa 10 Euro)
- Distribuzione di un pasto giornaliero (costo annuale 90 euro, circa 45 centesimi a pasto)
Ad “aiutare i bambini” viene richiesto di contribuire ai costi della scuola con un contributo di 8.500 euro.
Per saperne di più sull'adozione a distanza »
CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:
Aklilu Petros, un cappuccino locale, è stato assegnato alla direzione della scuola femminile, della scuola mestieri e delle officine. Il sig. Antonio Striuli, docente in pensione, è stato invitato insieme alla moglie in qualità di consigliere coordinatore e programmatore per il rinnovo della scuola femminile dalla Provincia Etiopica dei Cappuccini. Il progetto può accogliere i volontari di “aiutare i bambini” nel periodo scolastico che va da metà settembre a inizio giugno.
GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI:
5 dicembre 2011 - "Le attività vengono portate avanti con impegno". La volontaria Samuela Castellotti in visita al progetto.
19 agosto 2011 - Emancipazione femminile attraverso l’istruzione
La scuola femminile
Una bambina della scuola
Una famiglia beneficiaria
La volontaria Anna nella scuola di Soddo

