Tornare a casa e trovare lavoro
Nº progetto: 823
Tipologia: Istruzione
Campagna: Giovani al lavoro
Paese: Italia
Località: Genova
Numero bimbi beneficiari: 6 ragazzi 14/17 anni
Scopo: Avviare al lavoro 6 ragazzi
In corso: Si
IL CONTESTO:
Nella città di Genova convivono giovani fortemente impegnati nel settore del volontariato e del sociale e giovani a rischio di emarginazione e devianza. Ai bisogni di questi minori si sono aggiunti quelli delle popolazioni immigrate, soprattutto sud americane: posizione portuale e lunga tradizione di contiguità culturale con i Paesi di lingua latina, hanno portato a Genova la più numerosa comunità ecuadoregna del mondo.
I minori più penalizzati sono quelli senza famiglia e “senza territorio affettivo”. Secondo i dati forniti dal Comune sono 511 i minori accolti nelle strutture di tutela, ai quali se ne aggiungono 300 presso famiglie affidatarie. Dei 511, 156 hanno tra i 14/17 anni, l’età più critica perché i loro inserimenti difficilmente finiranno prima della maggiore età.
Il progetto s’interessa di alcuni minori accolti da comunità diocesane, diurne e residenziali, a seguito di un decreto ingiuntivo del tribunale dei minori di allontanamento dalla famiglia, ragazzi vicini alle dimissioni che necessitano di un aiuto per preparare un ritorno alla casa di origine o avviarsi all’autonomia personale.
Comune e Regione sono i principali sostenitori delle politiche sociali, ma, in questi ultimi anni, le risorse sono in costante e significativa diminuzione. Il rischio è che si perdano le occasioni buone sperimentate durante il periodo di accoglienza comunitaria.
IL PROGETTO:
Il progetto è centrato sul sostegno al lavoro, strumento principale d’integrazione sociale e possibilità concreta di autonomia, con l’aiuto di un educatore tutor che, conosciuto il minore in comunità, lo accompagna fuori dalla comunità. La realizzazione dell’inserimento lavorativo comprende tutte le variabili di situazioni così fragili: sostegno alla famiglia che riaccoglie dopo un certo periodo, sostegno al minore solo verso l’autonomia, preparazione, in comunità, di un percorso di uscita orientato a formare le competenze. Partner del progetto è l’unione di 15 diverse congregazioni religiose del territorio, costituitesi in una consulta regionale per ottimizzare le risorse e la gestione di politiche sociali e capaci di trovare opportunità interne alle stesse sedi.
Il progetto ha l’obiettivo principale di sostenere i percorsi di dimissione dalle comunità di 10 minori, principalmente attraverso borse lavoro presso aziende del territorio, con l’aiuto dell’educatore che ha seguito il minore in comunità. Peculiarità del progetto è costruire un percorso d’inserimento lavorativo all’interno del progetto educativo personalizzato che il minore realizza negli anni di permanenza in comunità.
Le azioni previste sono: preparare il terreno adatto alla dimissione del minore, con l’inserimento lavorativo o progettando con lui e i servizi sociali l’uscita dalla comunità; aiutare chi lo accoglie dopo l’uscita per evitare il fallimento del ritorno alle famiglie di origine o affidatarie; sostenerlo nel suo cammino verso l’autonomia personale quando non ci siano le condizioni per un ritorno a casa.
La definizione di un percorso di dimissione dalla comunità prevede molte variabili, un decreto del TM stesso, una delibera del Comune per variazione del progetto, la predisposizione del minore ad affrontare percorsi evolutivi anche se giovanissimo, la disponibilità di appartamenti per l’autonomia, un tutor che si possa interessare fuori dai luoghi comunitari, un lavoro stabile. Per questi motivi il progetto d’inserimento lavorativo offre una risorsa importantissima a questi giovani, mettendoli in condizione di avviarsi verso obiettivi di crescita.
COSA FA “aiutare i bambini”:
In un progetto di questo genere serve un sostegno rispetto alle risorse umane necessarie per iniziare una collocazione lavorativa dei minori.
"aiutare i bambini” contribuisce al progetto con una donazione di 28.780 euro a copertura delle seguenti spese: 16.200 euro per la copertura di 6 borse lavoro, 10.800 per il servizio di tutoring, 1.780 euro per l’assicurazione dei tirocinanti.
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CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:
Il progetto sarà seguito attraverso i report informativi e rendiconti finanziari di Gerosa Fabio, responsabile del progetto. La relazione con i beneficiari del progetto sarà seguita anche dallo staff dell’ufficio progetti Italia di “aiutare i bambini”, attraverso periodici incontri di confronto e condivisione del progetto.
GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI:
11 novembre 2011 - Il Responsabile Progetti Italia conosce i ragazzi

