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Sosteniamo gli asili nella regione del Turkana

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Nº progetto: 505.1

Tipologia: Istruzione

Campagna: Io vado a scuola

Paese: Kenya

Località: Turkana

Numero bimbi beneficiari: 1000 bambini

Scopo: Supportare 13 asili nella regione del Turkana

In corso: Si

IL CONTESTO:

L’intervento ha luogo nel distretto del Turkana, regione situata nel nord del Kenya.

In questo vasto territorio vive la tribù nomade dei Turkana, dedita alla pastorizia con le sue mandrie di cammelli, capre e asini. Originari del Karamojong, i turkana abitano la zona praticante desertica del Kenya nord-occidentale. Come i samburu e i masai vivono soprattutto di allevamento, anche se ultimamente praticano sempre più spesso la pesca nell’acqua del lago Turkana e la coltivazione di piccoli appezzamenti. Abbigliamento e usanze tradizionali sono ancora molto diffusi, anche se sono una delle poche tribù che ha abbandonato volontariamente la pratica della circoncisione.
Questa tribù è da sempre nomade e si sposta col bestiame verso zone più fertili per trovare mangime e acqua. In passato gli anziani o le persone malate che non riuscivano a stare dietro al gruppo morivano; col tempo, anche grazie a varie missioni e ONG che operano nella zona, sono stati attivati alcuni servizi a favore degli anziani e dei bambini (che non si spostano e che col tempo si trovano a stanziare nei villaggi dove c’è più probabilità di sopravvivere).

Nella regione del Turkana i bambini sono introdotti, fin dalla tenera età, a seguire gli animali di famiglia con grave ricaduta sulla loro educazione.


IL PROGETTO:

Il progetto è presentato da Fratel Dario Laurencing, in Africa dal 1979, che negli anni ha maturato una grandissima esperienza nella realizzazione dei pozzi.
L’obiettivo della missione è di dare alla popolazione del Turkana la possibilità di svilupparsi mantenendo il proprio background sociale ed economico. Ben consapevoli delle grosse necessità della regione i comboniani hanno redatto un piano pluriennale che evidenzia i bisogni primari della popolazione.

La Fondazione supporta già da due anni progetti idrici che hanno permesso dal 2009 ad oggi la realizzazione di due pozzi, e ne sosterrà altri due nel 2011 per fronteggiare l’emergenza siccità del Corno D’Africa.

Oltre ai progetti idrici la missione ha avviato delle scuole (asili e scuole primarie) e gestisce un centro per disabili che accoglie in forma residenziale 47 bambini.
Dal punto di vista educativo la parrocchia sta realizzando in un villaggio vicino a Lokichar, 5 blocchi da 3 aule ciascuno per avere una capienza di studio di circa 50 bambini per classe.
Il responsabile, Fratel Dario, oltre ad occuparsi delle strutture (usa solo materiali che si trovano in loco e cerca di avere strutture solide e semplici) fa formazione agli operai locali in modo da renderli indipendenti e capaci di lavorare.

Se da una parte per le scuole primarie l’obiettivo è garantire classi nuove e spaziose, per gli asili c’è la necessità di mantenere le strutture dal punto di vista della gestione perché le strutture prescolari non ricevono ancora nessun sussidio governativo.
In questo contesto, anche per invogliare i bambini a frequentare le scuole, la missione ha introdotto sul territorio diverse scuole d’infanzia, dove si apprendono i primi elementi dell’alfabeto e dei numeri, con l’obiettivo di accompagnare gradualmente i bambini alla scuola primaria.
Al momento la missione sostiene 13 asili (compreso quello di Lokichar finanziato da “aiutare i bambini” nel 2008).


COSA FA  “aiutare i bambini”:

La richiesta rivolta alla Fondazione è legata al mantenimento delle strutture prescolari costruite dalla missione. Nelle 13 strutture lavorano 17 maestri (Lokichar e Kapese hanno 3 maestri ciascuno) impiegati per questo scopo; il problema principale è trovare i fondi per mantenere gli insegnanti poiché il governo garantisce i salari a partire dalla scuola elementare. Fino ad oggi la missione ha ricevuto un sostegno da una donatrice privata che è venuta a mancare.
I genitori, non avendo ancora avuto occasione di valutare la preziosità dell’educazione, non s’interessano molto alla collaborazione economica nonostante l’impegno dei missionari sia quello di farli collaborare in qualsiasi modo possibile. Per ogni villaggio la missione cerca di capire se c’è l’impegno della comunità; per esempio se ha richiesto al governo l’invio di insegnanti per la scuola primaria che spesso viene costruita dalla comunità spessa (si tratta di capanne).

La Fondazione garantisce un supporto triennale di € 12.500 (4.100 il primo anno, 4.200 il secondo e 4.200 il terzo) per poter dare una spinta al programma di scolarizzazione e incentivare il proseguimento alla scuola elementare.
Questo sforzo vuole essere anche una campagna per l’educazione, poiché la situazione in Turkana è piuttosto difficile. Si tratta di un primo passo, fondamentale, per incentivare la popolazione ad iscrivere i propri figli a scuola. A tre anni un bambino non è in grado di occuparsi del bestiame perciò all’inizio gli asili sono considerati quasi una soluzione per le famiglie. Se però quest’attività non si consolida (banalmente se non c’è una persona che sta nelle classi e si prende cura dei bambini) è a rischio la continuità del percorso educativo e quindi la frequenza alla scuola primaria. L’obiettivo è di richiamare sempre più bambini e una volta che la comunità partecipa e si rende disponibile (richiedendo il permesso governativo per le scuole primarie, preparano le capanne per le lezioni a volte organizzandosi sotto un albero) la missione interviene con la costruzione di strutture educative più consone e punti d’acqua.

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CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:

Il progetto verrà seguito attraverso i report informativi e rendiconti finanziari di Fratel Dario Laurencing, responsabile del progetto. Il progetto è stato visitato nel 2009 da Davide Franzi, Regional Manager di “aiutare i bambini” in Uganda e a marzo 2011 dalla Desk Africa.

L'asilo di Lokichar

Lezioni sotto l'albero

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