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Adozione a distanza di 108 bambini di Mwendawima e Charawe

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Nº progetto: 412

Tipologia: Adozioni a distanza

Campagna: Adozioni a distanza

Paese: Zanzibar (Tanzania)

Località: Mwendawima e Charawe

Numero bimbi beneficiari: 108

Scopo: Garantire ai bambini la frequenza alla scuola elementare

In corso: Si

IL CONTESTO:

Il villaggio di CHARAWE è situato nella zona centro/sud- est dell’isola di Unguja (arcipelago di Zanzibar) e dista dalla capitale circa un’ora e mezza. Non ci sono mezzi pubblici che collegano il villaggio alla strada principale e quindi le comunicazioni sono molto difficili.
E’ un villaggio rurale e isolato; recentemente è stata fatta la manutenzione della pista che collega il villaggio di Charawe alla strada asfaltata (distante circa 10 chilometri) riducendo ampiamente i tempi di percorrenza della pista. La corrente elettrica è stata portata a settembre 2007 e con essa anche l’acqua potabile da cui è derivato un miglioramento delle condizioni igieniche. L’economia del villaggio rimane prevalentemente di sussistenza: i genitori sono impiegati quasi tutto il giorno nelle attività di agricoltura, pesca e raccolta d’alghe e i bambini vengono lasciati a lungo da soli. La comunità è formata da circa 900 abitanti. La scuola del villaggio comprende 350 studenti circa dalla 1° alla 12° classe. L’asilo è frequentato al momento da 75 bambini.
Il villaggio è situato nel cuore della foresta Jozani e la vegetazione in cui è inserito ne è la prosecuzione. I bambini sono maggiormente colpiti dalla malaria, bronchite e colera. L’acqua stagnante della foresta facilita la presenza della malaria e l’esposizione al vento sempre presente, è causa di bronchiti a volte croniche.
Nel villaggio di Charawe sono stati scoperti, grazie ad alcuni controlli organizzati da WHY (partner locale) casi di bambini e adulti sieropositivi. Si stanno continuando i controlli e gli esami inserendo i soggetti nel programma governativo di accompagnamento.

Il villaggio di JAMBIANI è situato sulla fascia costiera sud-orientale dell’isola di Unguja, dista circa 55 km di strada completamente asfaltata dalla capitale (gli ultimi 10 km di strada sono stati asfaltati e completati ad inizio 2008). L’economia locale è basata sulla pesca e l’agricoltura, sulla coltivazione di alghe e sul turismo. Jambiani si estende per circa 5 Km ed è divisa in 12 sotto-villaggi con 2 “Shehia”(municipalità sede del capo villaggio detto “sheha”) di ognuna delle quali con un capovillaggio ed un sindaco (autorità politica chiamata Diwani). Solo il 50% delle abitazioni è fornito di corrente elettrica. La scuola è frequentata da circa 1500 studenti dalla prima alla 12° classe nelle due strutture (scuola principale e distaccamento di Kikadini).
La situazione del villaggio non presenta grandi cambiamenti a livello di popolazione e di attività negli ultimi anni. Mwendawima, dove sorge l’asilo, è il penultimo sub villaggio di Jambiani verso sud, non ha più problemi d’acqua da quando è in funzione il nuovo acquedotto finanziato proprio da "aiutare i bambini". Ha una popolazione di circa 1000 persone e circa 70 sono i bambini che frequentano l’asilo. I bambini che frequentano invece la scuola elementare, si recano nel sottovillaggio di Kikadini, poco distante da Mwendawima (1 km circa). Kikadini è il sottovillaggio di riferimento per la shehia sud Jambiani che proprio da questo prende il nome. Il sottovillaggio ha una popolazione di circa 1200 persone ma la scuola elementare riceve i bambini di tutti e 6 i sottovillaggi componenti la shehia (su un totale stimato di 3500 persone).
Il clima di Jambiani è molto ventoso e la maggior parte dei bambini, nei mesi invernali, è spesso soggetta a bronchiti, tossi e polmoniti.

Dal punto di vista educativo si conferma come non ancora tutti i genitori seguano il percorso scolastico dei propri figli; molto è stato fatto in questi anni partendo proprio dagli asili e tra le attività proposte anche per i prossimi anni ci saranno diversi incontri di sensibilizzazione con i genitori. Gli insegnanti inoltre non sono ancora debitamente formati e quindi continueranno a ricevere una formazione tecnica in loco e di accompagnamento per i bambini più in difficoltà. Il progetto proposto nasce da una riflessione sui servizi educativi presenti nell’isola, se da una parte gli asili avviati da Why (associazione partner) hanno garantito un buon livello educativo prescolare, dall’altra le scuole elementari esistenti (gestite a livello governativo) non garantiscono una continuità di standard e a volte sono la causa del fenomeno di drop out scolastico che coinvolge molti bambini.


IL PROGETTO:

Il presente progetto rappresenta la continuazione delle annualità precedenti che hanno previsto il sostegno, attraverso un’adozione a distanza individuale di 108 bambini, dei due asili avviati da Why (associazione partner). Il progetto proposto sarà nuovamente dislocato nei due villaggi e continuerà a coinvolgere i 108 bambini che attualmente frequentano sia l’asilo (15%) che la scuola elementare (85%).
Dopo diversi incontri avvenuti con le comunità locali, gli insegnanti e le autorità si è concordato nel fissare come obiettivo comune per tutti il contenimento del drop out scolastico e il relativo completamento degli studi primari (sette anni). Quest’obiettivo comporta anche la lenta e graduale conclusione del progetto man mano che i bambini raggiungeranno l’ultimo anno come esemplificato nel cronogramma di seguito.

A Jambiani i bambini continueranno a frequentare l’asilo e la scuola elementare fino al completamento del ciclo scolastico, ricevendo divise nuove, materiali didattici, insegnanti in numero sufficiente e preparati, merenda, giochi, visite mediche e la possibilità di fare delle uscite/gite fuori villaggio. Si prevedono inoltre delle azioni di manutenzione ed arredo delle strutture.
A Charawe i bambini frequenteranno la scuola elementare (classi ristrutturate di recente grazie a fondi privati dell’associazione Why e al precedente finanziamento “aiutare i bambini”). I bambini riceveranno inoltre materiali didattici per la scuola, divise, merenda, momenti di insegnamento specializzati per l’alfabetizzazione di base, visite mediche e la possibilità di effettuare gite fuori dal villaggio. Anche per Charawe si prevedono migliorie strutturali e implementazione delle forniture d’arredo.


COSA FA “aiutare i bambini”:

La Fondazione “aiutare i bambini”continua a sostenere il progetto di adozione a distanza per garantire un sostegno educativo per i bambini di Charawe e di Jambiani. Si vuole garantire una continuità del sostegno anche alle scuole primarie che pur essendo gestite a livello governativo (a differenza degli asili che sono strutture private a tutti gli effetti) necessitano di miglioramenti strutturali e potenziamento dell’attività didattica.
Il sostegno beneficerà i 108 bambini coinvolti nell’adozione a distanza, ma anche tutti i bambini che frequentano e frequenteranno l’asilo e la scuola negli anni a venire (altri 131 nelle stesse classi), i genitori dei bambini e la comunità in generale (circa 4400 persone).

“aiutare i bambini” contribuirà alle spese legate al supporto del personale, all’acquisto di materiali e al supporto di alcuni miglioramenti strutturali con una donazione di 15.800 euro.

Per saperne di più sull'adozione a distanza »


CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:

Il progetto verrà seguito attraverso i report informativi e rendiconti finanziari di Daniele Collodi, nuovo referente di Why a Zanzibar. Il progetto può accogliere volontari all’interno di un programma di turismo solidale.


GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI:


Due bambine adottate a distanza

Foto di gruppo

La Fondazione 'aiutare i bambini' sostiene a distanza 108 bambini di Mwendawima e Charawe