DIARIO DALLO SRI LANKA: dal 27 al 28 agosto 2006
27 agosto 2006, Community Day a AlankulamSono felice di scrivervi, stasera. Oggi è stata una giornata meravigliosa e di questo ringrazio voi, che avete reso possibile questa missione e il mio lavoro qui.
Non è facile descrivere la gioia che provo per la domenica di festa trascorsa con i bambini di Alankulam. Semmai avessi avuto qualche dubbio su questa missione, sono stati tutti dissipati quando ho visto i loro sorrisi.
Master Sivalingam è stato fantastico. Un'ora e mezza di intrattenimento puro, risate e messaggi di pace. E' un ometto di 73 anni che si esibisce in spettacoli per bambini da 55 anni. Ha partecipato a tantissimi programmi radiofonici e televisivi per le televisioni locali e, nel 1997 si è esibito persino a Londra! Un piccolo uomo con la faccia buffa e una mimica straordinaria, davvero alla Patch Adams. E' riuscito a far ridere anche me, che non capivo nulla di quello che raccontava. I bambini erano tutti incantati, sono venuti anche tanti ragazzi più grandi e tanti genitori. Ho visto uno dei membri più vecchi del villaggio ridere a crepapelle.
Alankulam oggi si è trasformata e i bambini sono stati soltanto bambini.
Finito lo spettacolo ci siamo presi una piccola libertà... sappiamo che in questo periodo manca l'acqua, ma fra qualche giorno arriveranno le grandi piogge. Abbiamo riempito un secchio e giocato a schizzarci! Tutti fradici, sotto il sole, anche le mamme! Dopo, abbiamo mangiato insieme, bambini e grandi, un pasto ricco di proteine e vitamine, con carne, uova, riso e verdure (350 razioni).
Abbiamo consegnato ai bimbi le letterine scritte dai sostenitori delle adozioni a distanza promosse da "aiutare i bambini" e abbiamo stabilito un contatto diretto tra loro. E' stato emozionante, sia per il contenuto stesso delle lettere, che per le reazioni mostrate dai bambini. Quasi tutte le buste contenevano foto, cartoline e auguri di compleanno. Mi sono commossa tantissimo pensando a tutto l'amore con cui sono state preparate e nel vedere i visini emozionati, orgogliosi e incuriositi dei bimbi. Abbiamo tradotto ogni lettera e ho capito qual è il vero significato di questo progetto: non solo portare avanti le attività, ma stabilire vicinanza e amicizia tra persone fisicamente così distanti e così diverse... Mi sembra che ora i bambini si sentano meno soli, ho cercato di spiegare loro che tante persone in Italia s'interessano a loro, soprattutto in questo momento così difficile.
Ramesh questa sera era felice. Più lo conosco e più mi rendo conto che è un uomo straordinario, con un grande amore per i suoi bambini e per il suo lavoro. Gli brillavano gli occhi mentre mi diceva che vorrebbe portare Sivalingam e i suoi racconti anche a Kannankudah e in altre scuole.
Dopo lo spettacolo abbiamo fatto anche una piccola cerimonia per l'inizio ufficiale dei lavori della cucina, che anche "aiutare i bambini" sostiene. Abbiamo posato le prime pietre e con questo gesto simbolico ho come la sensazione che abbiamo anche messo le basi per un lavoro duraturo con la gente di Alankulam.
Vi ringrazio davvero tutti, per quello che state facendo, Matilde, Alessandro e Filippo e tutti quelli che in qualche modo ci stanno dando una mano. E soprattutto, un grazie grande come una casa ad "aiutare i bambini", Stefano, Beatrice e tutta l'èquipe....
28/07/2006
Questa mattina mi sono recata a Valachchenai in autobus, un'ora di viaggio su un mezzo stipatissmo e malandato. Viaggiare è diventato difficile, i soldati hanno piazzato dissuasori di velocità per facilitare le operazioni di controllo, i controlli allungano i tempi e costringono a fermate penose. Mi fa sempre effetto vedere la gente in fila indiana davanti ai soldati, che chiedono documenti e aprono borse e pacchettini della spesa. So che fanno il loro dovere e proteggono la popolazione dagli attentati, ma io mi sento a disagio per tutte le difficoltà che la gente incontra anche solo per recarsi al lavoro, a scuola, dai parenti, al mercato, all'ospedale. E' umiliante. E mi sento a disagio anche per i soldati, che, perché sono occidentale, donna e sola, sono gentili e protettivi. Li guardo e vedo soltanto uomini, giovani uomini che si arruolano per avere finalmente uno stipendio. E' triste, ma la guerra sfama molte famiglie. Come fermarla?
Mentre io mi recavo all'Hindu College Ramesh era a scuola. Mi ha chiamata per dirmi che lì si stava combattendo. Oggi i bambini dello Sri Lanka, al rientro dalle vacanze, hanno affrontato gli esami di fine trimestre. I bambini di Kannankudah, hanno sostenuto le prove sotto le bombe.
So che le notizie che vi mando sono pesanti, ma mi sento in dovere di condividerle con voi. Credo che sia impossibile, a casa, avere la percezione di ciò che si vive qui. E nei portali d'informazione, anche locali, molte notizie non sono riportate o sono manipolate. Perciò cerco di raccontarvi quel poco che vedo, come lo percepisco io, consapevole che anche la mia è una visione limitata e povera. Non so neppure cosa stia succedendo più a nord.....
Oggi il Preside dell'Hindu College mi ha detto: "Qui siamo tutti preparati a morire in qualsiasi momento". Una frase che mi ha gelato il sangue. Ma è la realtà. La gente continua a vivere senza sapere cosa succederà domani.
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