MOZAMBICO: “Con poco si può seminare felicità”
Raffaella Fuso e Patrizia La Bombarda, volontarie di “aiutare i bambini”, lo scorso agosto hanno deciso di vivere un’esperienza di volontariato in Mozambico, dove la Fondazione sostiene un progetto di adozione a distanza con lo scopo di garantire sostegno scolastico, psicologico e alimentare ai bambini di Beira.Ecco le loro testimonianze:
“Siamo partite, dopo mesi di attese, aspettative e preparativi, con una lista di bambini da incontrare, due valigie piene di “cose” da regalare e una somma di denaro, raccolto fra amici e parenti, “per aiutare”…
Siamo tornate, dopo 18 giorni, con un bagaglio personale così pieno di immagini, esperienze, incontri ed emozioni che neanche 1200 foto riusciranno mai a raccontare.
E’ così per ogni viaggio, ma lo è ancor di più quando si entra “realmente” a contatto con la vita di ogni giorno di una cultura tanto lontana e diversa, fra la gente, i bambini, i bisogni e le speranze, per aprirsi ad un confronto, comprendere e scoprire qualcosa di nuovo anche su se stessi.
Quello che colpisce in Mozambico, come immagino in gran parte dell’Africa, è l’incredibile numero di bambini che lo popolano; i bambini sono ovunque, nei parei colorati avvinghiati alle spalle delle mamme, lungo le strade a vendere, nei campi a giocare, dietro qualsiasi “angolo” di capanna e baracca; i più piccoli, solitamente, mi scrutano con perplessità non appena si accorgono della mia strana presenza; mi scrutano e aspettano di capire, poi appena alzo una mano per salutarli, mi travolgono con i loro enormi sorrisi e la loro spontanea felicità.
Mi cercano, mi abbracciano, mi toccano i capelli e mi guardano come se fossi il più bel giocattolo che abbiano mai visto; i bambini del Mozambico sono spesso vestiti di stracci, sono scalzi, “sporchi, diversi”, ma anche a me sono sembrati una delle cose più belle che si possa ammirare; l’intensità e la purezza dei loro sguardi, la gioia dei sorrisi, la “naturale dignità” e voglia di vivere, indipendentemente da tutto, mi hanno fatto spesso dimenticare tutta la rabbia e la vergogna che ho provato, soprattutto pensando alle mie reali condizioni di vita, nel vedere di persona tanta sofferenza, ingiustizia e inumana miseria.
Tanti sono orfani o abbandonati, comunque soli e “indipendenti” già a sei anni in una società che offre ancora ben poche possibilità di cambiare il corso delle cose e ottenere un riscatto nel futuro se nessuno si propone di aiutarli in qualche modo.
In una sua bellissima poesia Barbara Hofmann scrive “…come a volte poche gocce di pioggia ridanno vita alla pianta stremata, così con poco si può seminare felicità, con poco ridare dignità, con poco cambiare il corso di una vita.”
Raffaella Fuso
[…]questo è ciò che dell’Africa mi ha colpito… il tempo pare dilatarsi, senza confini come le sue terre e questo mi da la sensazione di poter prendere tutto con calma, quella calma che non conosco quando sono a casa ma che mi auguro di riuscire a portarmi dietro o meglio dentro…
E’ incredibile come un’esperienza tanto attesa e tanto sospirata, riesca a passare in poco tempo… erano mesi che aspettavamo di partire per il Mozambico ed eccoci, è arrivato il momento di lasciarlo alle spalle, almeno per ora…
Banalizzo dicendo che è stata un’esperienza indimenticabile, che mi ha portata a confrontarmi con persone che pur inserite in un contesto così diverso dal mio sono a me tanto simili… ho incontrato belle persone, talmente tanto ricche dentro da dare… ho incontrato persone forti, orgogliose e di carattere, che lottano spesso inutilmente ma che non si arrendono…
E ho incontrato loro, i bambini: pur essendoci stata pochissimo, ho amato quei bambini; me ne rendo conto tutte le volte che ripenso ad alcuni di loro con una tale nostalgia e tutte le volte in cui il solo pensiero mi fa emozionare di nuovo…
Patrizia La Bombarda
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