INDIA: L’incontro con la “Gioia di vivere”
Loredana Battaglia e Giorgio Alliena in gennaio hanno visitato il progetto di adozione a distanza in India, in Gujarat, dove hanno incontrato i bambini e giocato con loro.Ecco il loro diario:
"Il significato dell’organizzazione cattolica Navjeevan Trust (NT) che incontriamo e conosciamo in questi pochi ma intensissimi giorni di visita ai loro progetti, sia dal punto di vista logistico che emotivo, è GIOIA DI VIVERE….
Una Gioia di vivere che si respira nell’aria conoscendo i vari responsabili dei servizi e progetti, osservandola nella loro straordinaria missione di vita e per il modo di trasmetterla nella relazione con i loro piccoli e grandi pazienti.
La NT è, come detto, un’organizzazione no profit cristiana, fondata e gestita dalla Diocesi di Rajkot nella figura del Vescovo locale e del suo staff che si avvale sia di religiosi che laici; la sede è infatti all’interno della Bishop House e conta di due palazzine, una di recentissima costruzione, dove si trovano gli uffici e infrastrutture varie.
L’impressione ricavata durante la nostra permanenza è di una realtà molto radicata e attiva nel territorio in cui opera (abbraccia le varie aree dello stato del Gujarat), e che risponde efficacemente ed efficientemente ai diversi bisogni e problematiche sociali delle fasce più disagiate, in considerazione anche del contesto religioso del paese.
4-5 Gennaio BOARDING SCHOOL DI ANJAR e BOUCH
In tarda mattinata, dopo unpiatto di pasta molto italiano, agoniato da giorni nei nostri sogni notturni (grazie SisterAnise)ci mettiamo in macchina verso la nostra prima meta, la boardingschool di Anjar sostenuta dalla fondazione attraverso un programma di adozioni a distanza. Attraversiamo la zona semidesertica del Kutch,all’estremo ovest dell’India e delimitata da un golfo che prende lo stesso nome, che sta vivendo negli ultimi anni un elevato fenomeno d’immigrazione dagli altri stati dell’India per l’insediamento di molte industrie (acciaierie, impianti chimici). Questo notevole insediamento industriale ha registrato un cospicuo positivo aumento dell’occupazione,a cui purtroppo è corrisposto un incremento considerevole delle persone affette da AIDS a causa dell’aumentata prostituzione. Ora il Kutchè una delle zone del paese avente il tasso più alto di persone affette da Hiv.
Mentre ascoltiamo queste informazioni, ci inoltriamo in questa zona piatta e arida, dove spuntano dal nulla imponenti industrie, saline con la neve di sale che aspetta di essere raccolto (ed il pensiero torna alla simbolica e storica protesta guidata da Gandhi, nato proprio nel Gujarat, per l’indipendenza dal paese)e tantissima gente che si sposta con ogni mezzo di trasporto possibile, cammelli e piedi compresi… Anche qui come nei posti precedentementi visitati, un continuo spostamento di persone in qualsiasi orario del giorno, dalla meta sconosciuta a noi forestieri, che di fronte a questa enorme massa di gente in movimento ci chiediamo ogni volta, incuriositi e stupiti, dove staranno mai andando?
Con un po’ di stanchezza, dovuta alla folle notte nello sleeping bus per raggiungere la sede dell’organizzazione a Rajkot, mischiata all’euforia per l’imminente incontro con i bimbi, arriviamo alla Boardingschool che si trova un po’ fuori dal villaggio, in un’oasi di tranquillità e verde. La struttura dal punto di vista degli edifici si presenta quasi completamente nuova, per via della ricostruzione del complesso dopo il devastante terremoto del 2001, che ha fatto molti morti e distrutto la stragrande maggioranza degli edifici del villaggio compresa la scuola; accoglie circa 35 bambine, di età compresa tra 8 e 15 anni, alcune sono orfane, provenienti dal villaggio, e di varie fedi religiose(induù, musulmana, cristiana).
Il benvenuto ufficioso ci viene dato da Fr. Davis, direttore della scuola privata dove vanno la maggior parte delle bimbe accolte nella boarding, l’altro Padre, Fr. Sunny, direttore del complesso, purtroppo non è presente durante la nostra visita.
Tre suore e una giovane insegnante d’inglese, sono le altre persone che supportano i padri nel garantire quotidianamente il vitto, l’alloggio, la salute e l’educazione delle bambine ospitate. Bambine che solo durante i periodi di vacanza rientrano al villaggio per stare con le rispettive famiglie. Dopo una visita del complesso, ci accompagnano al villaggio per conoscere le famiglie da cui provengono alcune delle bimbe della boarding, che in questa zona vivono di agricoltura e/o esclusivamente di pastorizia.
Durante la mattinata dell’indomani, Fr. Davis ci fa visitare la scuola privata, di cui è direttore, e successivamente quella pubblica.
La struttura di quella privata è abbastanza moderna ed in buono stato, a parte un lato del secondo piano che è ancora in fase di ultimazione. Salutiamo tutte le classi che sono composte da un elevato numero di studenti, da 50 a 60, e siamo favorevolmente impressionati dall’ aula d’informatica, sia per la cura con cui è stata rifinita, che per il numero di computer disponibili (farebbe invidia a qualche nostra scuola). Attraverso l’orario settimanale possiamo conoscere le materie insegnate e le rispettive verifiche trimestrali.
Il contrasto nel passare alla scuola pubblica è notevole; la fatiscenza del complesso, lo stato delle aule, la troppa calma delle insegnanti… Nella scuola pubblica purtroppo non si insegna l’inglese, si parla e si studia l’indi e la lingua locale, e questo ovviamente rappresenta un limite fortissimo per il futuro di questi ragazzi. Anche qui conosciamo la direttrice ed entriamo in una classe intrattenendoci con gli studenti che ci offrono una danza di benvenuto ed in cambio noi cerchiamo di fargli capire, con l’aiuto di una mappa del mondo, da quale strano paese dell’Europa arriviamo.
7-8 Gennaio BOARDING SCHOOL DI GONDAL E VASAVAD
Si riparte al mattino per visitare altre due Boardingschool che sono in due piccoli villaggi, a circa un’ora e mezza da Rajkot.
Raggiungiamo la prima Boarding, quella di Gondal, dove siamo accolti da un altro Padre, direttore della scuola.
Qui gli ospiti sono tanti, circa 150, di età compresa tra 5e 14 anni, maschi e femmine che condividono insieme le lezioni in classe, mentre sono separati durante le altre attività della giornata; ci sono anche studenti che frequentano solo la scuola, per poi tornare nelle loro case una volta terminate le lezioni. Abbiamo anche l’opportunità di conoscere singolarmente tutti gli studenti ed i loro impronunciabili nomi, grazie alla distribuzione di coloratissime caramelle indiane…almeno quelle non sono speziate! Chiudiamo la visita pranzando insieme ai maschietti, seduti per terra nella grande stanza adibita a mensa…
Nel pomeriggio arriviamo a Vasavad, dove la Fondazione sempre attraverso un progetto d’adozione a distanza sostiene la Boarding School, dove ci sono solo femmine, dai 4 ai 17 anni. Al nostro arrivo troviamo solo le più grandi, dato chele piccole frequentano di pomeriggio la scuola del villaggio. Anche qui c’è molta tranquillità e tanto verde, molto del cibo consumato arriva dalle coltivazioni, dagli alberi da frutto, e dall’allevamento di animali che si trovano all’interno del complesso; c’è anche una piccola piantagione di cotone che si vende per contribuire alla sostenibilità della struttura. La Boarding è gestita da tre Suore, che come abbiamo modo di vedere durante la nostra permanenza, si occupano in toto delle graziose ospiti… dallo studio al gioco, dallo yoga alla lettura dei giornali, dalla danza all’alimentazione completamente vegana. Nell’attesa delle bambine più piccole, approfittiamo per visitare una struttura vicino alla Boarding, sempre gestita dalla NT, che accoglie persone anziane senza famiglia ed una ventina di bambini sieropositivi.
Un’altra piccola pura goccia d’acqua nel mare d’umanità di questa immensa e controversa India…
Torniamo alla Boarding, inconsapevoli di stare per vivere i momenti forse più toccanti ed emozionanti della nostra breve visita ai progetti della Gioia di Vivere. Le bimbe, che nel frattempo sono arrivate, si stanno scatenando nei giochi più svariati per dare sfogo alla loro vivacità compressa durante le lezioni del pomeriggio. La Suora responsabile della Boarding, in grado di unire magicamente la disciplina e l’educazione con una dedizione e un Amore tenerissimo verso le sue bambine, si sta occupando delle più piccole partecipando ad una partita di hockey dalle squadre ed il campo di gioco indefinibili. Vanno avanti ed indietro nel cortile cercando di colpire la palla verso qualche punto lontano, non importa dove.. l’importante è urlare e correre insieme alla loro Sister, alla loro grande mamma chioccia, verso una risata, un sorriso, un abbraccio… A quel punto non possiamo che mischiarci anche noi in questa danza di giochi, alternandoci tra hochey, volley, badminton, palla magica, con un gioioso sottofondo di schiamazzi, urla,risa, che ci fanno sentire tutti complici e amici. C’è tempo anche per barattare qualche gioco indiano e italiano, ma diventa praticamente impossibile giocare: le regole vengono stravolte dall’orda di bimbe affannate nel raggiungere il fatidico tronco, dove un due tre stella diventa magicamente onetwothree star.
E’ calato il buio sui giochi, che normalmente durano una mezz’ora, ma oggi è festa per la nostra presenza ed allora si continua con Bandierina e con l’indiano Mare-Montagna, così da vivere il più possibile questo senso d’appartenenza a qualcosa di magico che ci unisce, al di là del tempo e dello spazio!!!
Ad un certo punto, davanti a queste immagini e sensazioni che i nostri sensi trasmettono con una potenza enorme, ci vengono in mente i nostri cari, i nostri amici, i volontari conosciuti durante il corso di IOvolontarIO, di Babbo Natale per un giorno, di Massa, i ragazzi della Fondazione e soprattutto i Donatori, ed il loro contributo mensile dell’adozione a distanza che qui a Vasavad, come in tutti i progetti sparsi per il mondo, si trasforma nel quotidiano in un piatto con del riso, verdure e pane, in un quaderno, in una cartella,in un vestito, in una palla…e tutto ciòsi trasforma a sua volta per una magica alchimia in una risata, un abbraccio, un insegnamento, una coccola,una speranza, un saper fare…tutti ingredienti basilari per costruire un futuro da medico, da infermiera, da suora, da poliziotta, da persona libera, sana, istruita, amorevole.
Idealmente tutti voi siete con noi, alle nostre spalle, mentre ci sfilano davanti queste bambine, con la loro tenerezza, semplicità, gentilezza e spensieratezza che sta impregnando questa stanza piena di vita.
Buonanotte a tutti voi piccoli Angeli…Buonanotte ai vostri piccoli Grandi sogni…"





