NEPAL: “Bimbi sempre alla ricerca di una carezza e di un abbraccio”
Le volontarie Valeria Maringoni e Monica Felizzi hanno visitato Hamro Ghar, un centro in Kathmandu, capitale del Nepal, in cui vengono accolti bambini di strada. Grazie alle adozioni a distanza, i bambini possono ricevere ogni giorno un’educazione adeguata alla loro età, vestiti, cibo, in un ambiente che li accoglie e li aiuta a crescere.Appena tornata dal suo viaggio, Valeria ci ha scritto un’e-mail carica di emozioni:
“Mi sembra di essere stata in un'altra dimensione, un po' come tutte le volte che si viaggia del resto, ma questa è la mia prima volta in un paese in via di sviluppo e l'esperienza anche se molto breve è stata significativa e intensa.
All'arrivo le mie prime sensazioni sono state di caos e stordimento, mai visto tanto smog e un traffico così assordante e disorientante. La mattina dopo siamo andate ad Hamro Ghar ed è bastata l'accoglienza calorosa e festosa di quei bambini per iniziare a rilassarci e ad ambientarci. Deepak, il direttore chi ha subito mostrato il centro e spiegato le attività e i progetti.
Ci sono due palazzine di 3 piani; nella prima partendo da piano terra ci sono una stanza per l'attività di cucito e l'ufficio del direttore, al secondo piano i dormitori maschili e i bagni e al terzo i dormitori femminili,la cucina e la sala adibita ai pasti. Nell'altra ci sono solo 2 aule e sono attualmente in corso dei lavori per la costruzione di un grande forno, un panificio (con lo scopo di insegnare ai ragazzini una professione), un dormitorio per accogliere altri bambini e altre 2 aule.
Sul retro c'è un grande cortile dove i bambini vanno a giocare e dove ultimamente uno dei volontari di Help Nepal ha aggiunto delle porte da calcio,sport amatissimo dai maschietti.
Parte dei bambini vive al centro e va ad una scuola privata, altri invece si recano ad Hamro Ghar solo di giorno dove ricevono un’ educazione informale oltre a pasti regolari e ad una bella doccia .
Ma quello che è più importante è che qui hanno modo di sperimentare un senso di accudimento e protezione. Infatti lo staff che ci vive e lavora ( Deepak il direttore, Surrendra l'insegnante e Didi la cuoca) è fantastico, sempre pronto a fare una coccola e ad ascoltare o a consolare qualche bambino.
Non ci si rende conto di quanto prezioso sia il lavoro di queste persone e delle organizzazioni come Help Nepal e “aiutare i bambini” finché non si vedono con i propri occhi quei bambini vivere per strada sporchi e trasandati, che di sera per scaldarsi dormono uno accanto all'altro insieme ai cani o stanno intorno ad un falò di spazzatura con lo sguardo perso per le esalazioni della colla che aspirano dall'immancabile sacchetto.
La maggior parte dei bambini di Hamro Ghar viveva proprio per strada perché aveva perso i genitori o perché, cosa frequente, la madre vedova si risposava e il patrigno non accettando la presenza del figlio nella propria casa lo cacciava. I bambini che frequentano il centro di giorno provengono dalle baraccopoli vicine, da famiglie molto povere, infatti la maggior parte dei genitori vive raccogliendo plastica tra la spazzatura che poi rivende o di elemosina.
Durante la nostra permanenza al centro abbiamo svolto l'attività di aggiornamento delle schede, attività molto interessante in quanto ci ha dato modo di conoscere la storia personale di ogni singolo bambino e nella rimanente parte del tempo abbiamo giocato e fatto un po' di animazione; un giorno è stato all'insegna dei palloncini colorati che abbiamo portato dall'Italia e che i bambini ci strappavano letteralmente dalle mani,un altro del truccabimbo e un altro ancora delle bolle di sapone e dei lecca-lecca e caramelle. Ma l'attività delle coccole è stata la mia preferita, questi bimbi ne hanno un bisogno incredibile e sono sempre alla ricerca di una carezza e di un abbraccio.
E’ un progetto positivo che sta creando basi di fiducia per il futuro di questi bambini, un'esperienza quella che ho fatto intensa e che ripeterò sicuramente.”
Anche Monica ci ha mandato il suo diario di viaggio. Eccone alcuni passi:
"Eccomi finalmente a Kathmandu! All'aeroporto c'è Beatrice, volontaria di Help Nepal, ad accogliermi ed entriamo subito in sintonia. L'impatto con questa città mi lascia senza fiato, nel vero senso della parola.
Ad Hamro Ghar, il centro di accoglienza per bambini di strada, non passano che due soli minuti e subito tutti i bambini mi corrono incontro festosi, ed è subito festa! Nonostante le mie esperienze precedenti il loro affetto, i loro occhietti vispi, ma soprattutto i loro sorrisi, mi emozionano sempre. La maggior parte di loro, già in tenera età ha vissuto esperienze terribili, eppure non lasciano intravedere nulla sui loro visi. Vogliono solo giocare e tante coccole. Le mie giornate, per la maggior parte, le trascorro con loro.
Surrendra, un'insegnante dello staff, mi racconta molte storie riguardo ognuno di questi piccoli innocenti. Tanti hanno scelto la strada per fuggire alle violenze famigliari, altri sono stati abbandonati dalle loro stesse madri che, rimaste vedove, si sono risposate e il nuovo compagno li rifiuta, tanti sono orfani.
Per le strade di Kathmandu, città alla quale proprio non riesco ad abituarmi, è molto frequente incontrare bande di bambini che vivono di elemosina, cercano da mangiare tra le montagne di spazzatura presenti ovunque, ma la cosa che più mi colpisce è che tutti sniffano colla. E' la loro compagna, un'amica che non li fa pensare, non li fa sentire il freddo, la fame. Il problema è che non permetterà loro neanche di crescere... i danni sono devastanti.
Hamro Ghar nasce cinque anni fa grazie all'impegno di Luigi Porcella, tutto il suo staff e il supporto di AIB. Qui i bambini possono trovare cibo, acqua per lavarsi, un letto e tanto... tantissimo affetto!
Non è facile conquistare la loro fiducia. Arrivano ad Hamro Ghar sospettosi, impauriti e malconci. Qualcuno si ferma per farsi una doccia e mangiare qualcosa, ma poi ritorna nella strada. Ci vuole tempo, pazienza e tanto amore. Hamro Ghar in nepalese vuol dire CASA NOSTRA, ed è quello che si cerca di trasmettere ai bambini. Qui possono trovare una casa. Attualmente ci vivono 60 bambini, ma altrettanti lo frequentano regolarmente tutti i giorni. Il centro garantisce loro istruzione, cibo, acqua e assistenza sanitaria.
Insieme a Valeria, un'altra volontaria di AIB, abbiamo dovuto aggiornare le schede di adozione a distanza di oltre 60 bambini. Abbiamo lavorato con impegno e passione organizzando varie attività sia dentro, sia fuori Hamro Ghar. Valeria torna in Italia dopo 2 settimane, io rimango quasi 1 mese.
Dire che è stata un'esperienza meravigliosa mi sembra riduttivo. Parto sempre con l'intenzione di dare tanto, ma è sempre di più ciò che ricevo da questi miei viaggi.
Sento un forte senso di gratitudine nei confronti di Luigi, Letizia e tutto lo staff di Help Nepal che mi hanno accolto con molto calore, per i bambini, che con la loro semplicità e innocenza sono per me grandi maestri di vita, e gratitudine per la vita stessa, per la fortuna di essere nata in un paese occidentale e per tutto ciò che ho! Spesso ci dimentichiamo che nulla ci è dovuto a partire dalle cose che ci sembrano a noi.... ovvie.
Siamo semplicemente più fortunati di altri. In Nepal ho immagazzinato una forte energia, ma vedere così tanta sofferenza, soprattutto quando si tratta di bambini, mi lascia sempre tante domande alle quali non riesco a trovare risposte. Voglio continuare a credere in un mondo migliore, impegnandomi nel rispettare ogni essere umano e invito tutti a fermarsi un attimo... e riflettere.... siamo stati bambini anche noi!"
Se anche tu vuoi adottare a distanza un bambino, consulta la sezione sul nostro sito oppure chiama il numero 02.70.60.35.30.






