PERU’: “Sono stato partecipe delle loro difficili vite!”
All’inizio del 2010 Lorenzo Bonosi, volontario di “aiutare i bambini”, ha passato un mese alla colonia estiva di Puerto Supe con i bambini dell’ Hogar San Camilo, che la Fondazione sostiene da tempo.Ecco la sua testimonianza:
“Nel corso delle quattro settimane trascorse nel progetto di Puerto Supe, una cittadina a quasi cinque ore di “colectivos” a nord di Lima, ho avuto modo di svolgere moltissime attività ludiche e ricreative con i bambini del progetto. Il gruppo che si è incaricato di tutto questo era composto da lavoratori dell'Hogar San Camilo e da volontari peruviani e italiani.
Molteplici sono stati i compiti che ho svolto all'interno del progetto: si andava dai più classici lavori manuali, come l'approvvigionamento degli alimenti e la pulizia dei luoghi dove vivevamo, a mansioni di educatore e accompagnatore (ma senza ombra di dubbio posso dire di aver ricoperto un ruolo da “factotum” all'interno della struttura). Il collegio, che per l'occasione è stato trasformato in un campo estivo in tutto e per tutto, è stato per l'intero periodo la nostra casa. Le classi si sono trasformate in dormitori e gli spazi comuni in luoghi di incontro e di gioco. Le giornate iniziavano molto presto (quando arrivava l'acqua per potersi lavare e per lavare i vestiti...) e continuavano con gite nei dintorni della città. Fortunatamente la vicinanza al mare ci permetteva di portare i bambini in spiaggia e trascorrere lì la maggior parte della giornata (compreso l’ora della merenda).
Il pomeriggio era dedicato ad attività ricreative all'interno del collegio, come ad esempio partite di basket, calcio e pallavolo. Abbiamo organizzato concorsi di disegno e giochi ludici, coinvolgendo tutti e 60 i bambini presenti.
I bambini presenti all'interno del progetto erano di età compresa tra i 6 e i 14 anni e moltissimi, purtroppo, avevano alle spalle situazioni familiari difficili e molto tristi. Ciò nonostante molti di loro, dopo qualche settimana, non hanno avuto nessun problema nel raccontarmi le proprie storie personali, rendendomi così partecipe delle loro difficili vite.
Visitando questo progetto ho avuto la fortuna di incontrare molte persone che non si sono mai tirate indietro e che anzi hanno apportato, con il loro spirito di abnegazione, tutto l'appoggio possibile di cui i bambini avevano bisogno. Mi sembra ovvio che gran parte del merito vada attribuito a Padre Zefirino Montin, che è l'artefice di tutto questo e che ogni giorno si fa carico di una infinità di cose, ma credo che anche tutte le persone che hanno lavorato nel progetto (Vanessa, Francisco, Delia, Samuela, Yanet, Angel, Ahmir e Maria) debbano essere menzionate per il loro apporto dato in questo mese”.
Lorenzo Bonosi





