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INDIA: “Ho visto l'AIDS, anche quella che non lascia in pace i bambini”

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Davide Ferrante, durante il suo lungo viaggio in India, si è fermato a Pondicherry dal 1 al 15 di novembre.
Lo scopo della visita è stato documentare la realtà dell'aids e delle famiglie e dei bambini di strada di Pondicherry attraverso la videocamera.
Davide si è incontrato con lo staff di SFDRT, che ha collaborato per consentire le riprese.
Per un paio di giorni si è intrattenuto con Francesco Caruso, Regional Manager di “aiutare i bambini” per l’area Asia.
Il progetto, senza dubbio una risposta utile e un aiuto importante alle necessità delle persone a cui si rivolge, nel periodo della sua visita era in fase di avviamento.

Questi sono stralci del suo diario di viaggio su ciò che ha visto a Pondicherry:
“Dopo quasi tre settimane di viaggio eccomi a Pondicherry, la prima delle due importanti tappe di quest'esperienza in India. Ho narrato un viaggio, magari insolito, avventuroso, ma che per me resta un semplice “spostarsi”. Ora vi parlerò del vero scopo per il quale ho deciso di lasciare l'Italia per qualche mese.
Perché Pondicherry? può darsi che qualcuno di voi non ne conosca la storia... Sono venuto fino a Pondicherry con la mia videocamera per raccontarvi di una malattia incurabile e mortale che affligge milioni di persone nel mondo: sto parlando dell'AIDS.
Se verrete a Pondicherry troverete forse una delle località turistiche più belle e ben amministrate del sud dell'India. Probabilmente sono proprio la sua bellezza e la sua posizione che rendono questa città così sensibile al virus dell'HIV.
Il fenomeno della prostituzione è molto diffuso: i turisti che vi giungono e i camionisti che fanno tappa in quest'importante snodo nella rete dei trasporti, frequentano spesso le prostitute e contribuiscono a diffondere spaventosamente questa terribile malattia.
È stato stimato che almeno il 26% delle prostitute sia sieropositiva e non vengono risparmiati dal virus i più piccoli. Pondicherry conta un numero elevatissimo di bambini malati di AIDS perché costretti a prostituirsi sin dall'infanzia o perché semplicemente nati da una mamma malata.
Qui ho visto la povertà più estrema, quella di bambini, donne e uomini che sono nati e moriranno su un marciapiede, che non hanno davvero nulla, né cibo né un vestito, nemmeno il possesso di sé e del proprio corpo, perché la fame ti obbliga a venderlo…
Ho ascoltato storie di grande emarginazione, raccolto immagini , fatto visita a tante persone, e ho fatto incontri, alcuni agghiaccianti.
Con Panjali, che lavora da tanti anni nelle ong locali, esco per conoscere la realtà dell'aids e delle famiglie di strada di Pondicherry. Panjali si sente dare della prostituta da un passante solo perché in pieno centro stiamo camminando insieme. Vediamo un uomo che rincorre una donna percuotendola con un bastone. La donna grida, corre, è quasi nuda perché il sari nella foga le è caduto. Il posto è affollatissimo, centinaia e centinaia di persone, ma nessuno alza un dito. Nessuno tranne Panjali, che prima che io mi accorga di cosa sta accadendo corre a fermare l'uomo e lo disarma. Quel che mi ha fatto più male è l'indifferenza della gente, qui la donna vale meno di un animale. Come Venila che ha 25 anni e tre bambine piccolissime. Vive in strada e per guadagnare circa 50 rupie, neanche 90 centesimi di euro, deve prostituirsi più volte al giorno. Mi ha mostrato le sue cicatrici, un'infinità. Spesso viene violentata, non di rado i suoi “clienti” si presentano armati di coltello. La figlia più piccola é nuda, perché un vestito costa cento rupie, meno di due euro, ma Venila non li ha. Venila non è un essere umano: non è una donna, non ha dignità, è un mero oggetto. E’ nata da una prostituta, morirà da prostituta, sulla strada, in totale povertà,. Le sue piccole figlie, se sopravviveranno, probabilmente faranno la stessa fine.
Ho incontrato anche Sarsa, 20 anni, tutti passati sulla strada, vive vicino al tempio “dell'Elefante”. Ma Sarsa ha un'altra luce negli occhi. Anche lei guadagna circa 50 rupie al giorno, ma per farlo prepara ghirlande di fiori che vende ai passanti. L’ho ascoltata raccontarmi la sua vita, in un ottimo inglese. Poi le ho chiesto se potevo darle qualcosa in segno di riconoscenza per il tempo rubatole. Era senza parole. Per una cifra che in Italia equivale a due caffè non sapeva cosa dirmi ed ha insistito per offrirmi da bere. Ho dovuto “lottare” per non farle pagare quei due caffè…
Il sintomo peggiore di una malattia come l'aids non è a livello fisico, ma a livello sociale con la discriminazione, l'emarginazione. Non meritare di ricevere un aiuto perché “tanto si è spacciati” è probabilmente quanto di più crudele e inumano esista. Fortunatamente c'è chi non resta con le mani in mano.
Dall'Italia la Fondazione “aiutare i bambini” ONLUS si è impegnata a dare una mano a SFDRT una ONG locale che lavora a Pondicherry per combattere questa terribile malattia: SFDRT lavora già egregiamente con le persone più grandi, ma ha bisogno di un aiuto per avviare un efficace programma per aiutare i più piccoli. La città non ha enormi dimensioni, e SfDRT può facilmente entrare in contatto con le tante famiglie in difficoltà della zona. Il centro di accoglienza è nella città, il che consente alle famiglie di mantenere i rapporti con i propri bambini che vi sono ospitati.
I lavori di costruzione del Centro sono cominciati, SfDRT mi ha aiutato nell’attività di riprese, e posso solo ringraziare tutti”.

LEGGI IL BLOG CHE DAVIDE HA SCRITTO DURANTE IL SUO VIAGGIO! >>


Davide ha realizzato dei filmati che testimoniano la situazione di molte donne e bambini a Pondicherry

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Grazie a tutti i donatori che sono stati al nostro fianco per raggiungere questo obiettivo

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