REP.DOMINICANA: “Ho visto con i miei occhi i progressi dei bambini”
Dalle parole di Luigi Monti, "volontario con le ali" della Fondazione "aiutare i bambini" che si è recato nella Repubblica Dominicana:"Mi piace iniziare con una frase scritta in lingua spagnola da un anonimo che dice: la utopia es como el horizzonte, uno se acerca diez metros y este se aleja diez metros; avanzamos otros cien metros y este horizonte siempre esta a la misma distancia. ¿Entonces la utopia no sirve para nada? Como que no, sirve para caminar.
(L'utopia è come l'orizzonte, uno si avvicina di dieci metri e esso si allontana della stessa misura, avanziamo di altri cento metri e l'orizzonte resta sempre alla stessa distanza. Allora l'utopia non serve a niente? Come no, serve a camminare.)
Io che sono un buon camminatore non posso non essere affascinato dalla tesi citata nella frase.
Mi piace credere che non sia utopia camminare assieme alla gente di grandi speranze, pensare che un popolo, una nazione intera, possa migliorare il proprio futuro anche grazie all'impegno cosciente e fattivo di pochi, armati di buona volontà che magari sono a migliaia di chilometri di distanza.
La cultura è il carburante necessario per questo è tra i beni a cui una società non può e non deve rinunciare. Credo che se si voglia aiutare fattivamente delle persone quello che bisogna portare tra le prime cose è la cultura nel senso più ampio del termine.
La premessa, forse un poco ampia, anticipa la mia testimonianza che, pur non avendo la presunzione di affermare nessuna verità, tenterà solo di dimostrare come gesti di aiuto simili a quelli ideati dalla fondazione "aiutare i bambini" hanno un senso concreto nella galassia degli aiuti umanitari; quello che non farò sarà un mero racconto del mio ultimo viaggio in quella terra di disperazione.
Si vive male con 7000-8000 pesos al mese, si mangia e niente di più, anche perché le famiglie sono sempre numerose.
Credo che tenere un popolo sotto la pressione della fame abbia un valore aggiunto: l'ignoranza. Chi ha fame non ha tempo per studiare. In questo modo le possibilità di manovrarlo per i propri interessi, siano anche solo turistici, diventano così quasi infinite. Bello sapere che in qualche parte del mondo la tua vacanza costerà poco, la tua permanenza sarà da nababbo e tutti saranno a tua "disposizione". Parlerei di sfruttamento vero.
I grandi problemi della scuola rendono quasi impossibile acquisire un titolo superiore, almeno per le classi povere che rappresentano la grande maggioranza della società dominicana . Le scuole pubbliche sono gratuite ma funzionano male mentre quelle private al contrario funzionano (??) ma costano e quindi sono limitate a pochi fortunati.
La famiglia, infine, quasi non esiste o meglio esiste ma nella configurazione matriarcale più tragica.
Gli uomini spessissimo lasciano la moglie delegando loro per qualsiasi necessità dei figli. Non si preoccupano quasi mai della prole, sempre numerosa e in tenera età.
Quanto scritto dovrebbe rendere l'idea del perché coloro che più soffrono nel quotidiano e per il futuro sono i bambini, già i più indifesi nelle ricche società occidentali immaginiamo nella povera realtà dominicana.
In questo contesto si inserisce come un cuneo il progetto finanziato da "aiutare i bambini", avviare i bambini allo studio in modo tranquillo e giocoso, con insegnanti capaci, impegnati e consapevoli della loro missione, inoltre senza più la tenaglia della fame che da sempre è acerrima nemica della cultura, è il modo più semplice e razionale per aiutare creature tanto sfortunate.
L'aiuto di per se ha valore solo se visto nella prospettiva futura, anche a lungo termine, di una crescita tesa alla autosufficienza, altrimenti creeremo un solo circolo vizioso e pericoloso. "Pensare male è peccato ma spesso si indovina" ha detto un nostro concittadino uomo politico, anch'io ne sono convinto per questo dico che troppe volte l'aiuto nasce sincero e spontaneo ma poi viene pilotato in modo da diventare un boomerang che si ritorce contro gli aiutati stessi. Errori di gestione, se non addirittura programmazione, possono fare dell'aiuto un potente sonnifero, addormentando le anime con una illusoria manna che tende solo a mantenere in una qualsivoglia sudditanza delle persone e persino di popoli interi.
L'aiuto di "aiutare i bambini", nella città di Monte Llano, è diventato una realtà. Una realtà che stimola la crescita culturale e della coscienza di tanti bambini calati in una nuova quotidianità fatta di tranquillità materiale; il cibo adesso è presente tutti i giorni, le malattie possono essere finalmente curate, solo adesso si mostrano interessati alla scuola, all'apprendimento, allo sviluppo di una sana coscienza del proprio essere e dei rapporti con il prossimo. Solo l'avvento di una nuova generazione potrà cambiare la vita e le sorti dei bambini dominicani del futuro. E' questo l'obiettivo che dovrebbe essere perseguito.
Non è retorica quello che scrivo, ho toccato con le mie mani quei bimbi e sentito la loro gioia nel vedere un piatto di riso con pollo che immancabilmente gli veniva dato a pranzo tutti i giorni, come la prima colazione e la merenda. Non era nella loro aspettativa prima che arrivasse "aiutare i bambini". Ho visto con i miei occhi i progressi scolastici fatti dai bambini. La loro voglia di imparare finalmente ascoltata e soddisfatta attenti persino a qualche piccola lezione di italiano impartita da un maestro improvvisato come lo scrivente.
In quella piccola guarderia (leggi asilo-doposcuola) si vedono solo bimbi con abiti decenti, puliti e persino con ai piedi le loro scarpine. Il caldo e l'umidità sembrano quasi scomparsi tanta è la cura che viene posta alla igiene personale di tutti quei piccoli. Poi, vivere in un locale che sia degno di questo nome, in una vera casa con tanto di pavimento, lavato e igienizzato, con un bagno che sia un bagno, un tetto che non sia di lamiera, inoltre, avere degli adulti che ti ascoltano, guidano e curano e qualcosa che solo un piccolo miracolo poteva fare. Tra qualche giorno un grande miracolo si ripeterà come avviene da due millenni, tra poco è Natale, che porti felicità a tutti noi.
Termino con una frase di Ernesto Sàbato che ha scritto : Lo admirable es que el hombre siga luchando y creando belleza en medio de un mundo barbaro y hostil .
(La cosa ammirevole è che l'uomo continua a lottare e creare bellezza nel mezzo di un mondo barbaro e ostile)."
Luigi Monti
Luigi con una bambina dominicana
i bambini ricevono pasti sani e nutrienti
Bambini incontrati da Luigi
Aiutaci anche tu a garantire loro un futuro migliore!

