Testimonianza di Monica, Roberto e Giorgio, tra i ragazzi che sniffano colla
"aiutare i bambini" sostiene, in collaborazione del "Centro Kuya", nel quartiere Cubao di Quezon City un progetto di adozione a distanza di un gruppo di 37 bambini di strada, per favorire il loro reinserimento familiare e sociale. Il progetto è stato visitato nel Febbraio 2006 da Giorgio e Roberto Fornari e Monica Felizzi, volontari di "aiutare i bambini" in visita ai progetti nelle Filippine. I volontari hanno visitato il centro e trascorso alcune ore nelle strade di Quezon City osservando gli operatori di Kuya al lavoro con i bambini di strada, realizzando anche un toccante video e una serie di foto. I loro commenti sull'operato di KUYA sono stati molto positivi.
Questa è la loro testimonianza:
«Un vortice. Un vortice che spazza via tutto e tutti.
Non che uno si aspetti di vincere la natura, ma a volte la natura stravolge i margini che dividono la realtà dalla follia. Eppure eccomi qui, in mezzo al vortice.... tra gli street children.
L'obiettivo primario è trovare il modo per racimolare qualche soldo per comperare la colla. Ed ecco: si comincia con un furtarello, oppure con una specie di cosa chiamato lavoro tipo liberare le fognature che, con le continue piogge, si otturano. Altre volte invece, quando va di lusso, si riesce a tirare su qualcosa elemosinando. E questo per comperare della colla!!
Il bambino incomincia o finisce la sua giornata così. un nome già dimenticato, un sorriso troncato dalla fame e gli occhi, occhi spenti che puntano l'infinito che mai arriverà. Per tanti non arriverà neanche il domani.
Ok, niente nome, ma almeno qualche cosa. invece niente. Come la loro vita.
Sniffano colla ed eccoli nel vortice. Tutto gira, tutto compare e scompare, scompaiono i margini. Dov'è la realtà? Dove la follia?
Sniffano e poi sniffano. La mente brucia e i pensieri scompaiono. Scompare anche il senso della fame per non parlare delle emozioni. Ci si annulla.
Bambini soli, abbandonati da tutti, che si stordiscono per rendere la loro morte un semplice e inconscio passaggio verso la fine del loro dolore.
Ma qui c'è Kuya. Kuya significa fratello maggiore, ed è il nome di un'associazione che aiuta questi bambini. Qualcuno ce la fa a uscire dal vortice e a ritrovare un sorriso. E c'è "aiutare i bambini".»
Monica, Roberto e Giorgio, febbraio 2006
Vita di strada a Quezon City

