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BRASILE: 'E'stata un'esperienza meravigliosa!' testimonianza di Luisa Petrillo

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Siamo felici di poter condividere con te la testimonianza-diario di una nostra volontaria che è stata per noi a visitare il progetto di adozione a distanza a Teofilo Otoni nel mese di agosto. Ecco di seguito quanto scrive Luisa Petrillo e alcune foto scattate da un'altra volontaria, Claudia Zambon, che ha vissuto quest'esperienza insieme a lei:

«Oggi siamo arrivate a Belo Horizonte, dopo un viaggio in pullman durato una notte intera. Suor Maria ci ha dedicato un'accoglienza splendida, facendoci sentire subito a casa. Dopo un po' di riposo nel pomeriggio ci ha portate subito a scuola a trovare i bambini. È stato emozionante sentire l'urlo dei bambini appena abbiamo aperto il cancello, mi è venuta la pelle d'oca. Dopo un po' di presentazioni ufficiali, sono stata subito attorniata da 6 o 7 bambini che mi facevano il solletico! Avevo le lacrime agli occhi: erano anni che nessuno mi faceva il solletico così.

Poi Suor Maria ci ha portate a fare un giro nella favela di Belo Horizonte. è stato bruttissimo! Non ci sono altre parole per descrivere la sensazione che ho provato camminando fra i viottoli della favela. Non c'è essere umano al mondo che meriti di vivere lì. quella non può essere vita! Non c'è dignità. Le strade non esistono: "strada" è solo lo spazio stretto e pericolante che c'è fra una "casa" e l'altra. Temevo che se si fosse messo a piovere sarebbe crollato tutto. Porte e finestre sono inesistenti, i fili elettrici passano sopra la tua testa, senza nessun criterio. E poi ci sono fiumi di acqua nera che scorrono fra una casa e l'altra. Ed in mezzo a tutto questo bambini scalzi che correvano, ragazzi con visi talmente duri che era difficile immaginarvi un sorriso, anziani con gli occhi ridotti a fessure da farti immaginare quante cose hanno visto nella loro vita. Ma girando ogni angolo. dalle finestre usciva della musica allegra. Ed è a quel punto che mi sono sentita per la prima volta da quando sono qui, una stupida ragazza italiana alla quale a volte basta poco per essere di cattivo umore! A loro non basta tutto questo per perdere la vitalità. Cambieranno molte cose una volta a casa.

I bimbi della creche sono iperattivi, non si fermano mai. Ne ho sempre almeno 4 attorno, una che gioca coi capelli, una in braccio, una che picchia quella che ho in braccio ed uno che mi bacia e mi dice che sono la sua "innamorata"! Sono dappertutto: qui non c'è davvero pericolo di rimanere da sola!

Oggi abbiamo fatto il bagno ai maschietti della creche: che delirio!!! Josi li lavava ed il mio compito era quello di rivestirli, una vera e propria avventura! Hanno un grosso armadio dove sono riposti tutti i vestitini divisi per: mutandine, magliette e calzoncini. Niente è di nessuno qui, tutto appartiene a tutti. Ma anche il semplice fatto di doversi vestire per loro è stato un gioco e così ciò che prendevo io dall'armadio non andava mai bene, o meglio "non si abbinava" come mi dicevano loro! Comunque, mentre ne vestivo uno, altri due salivano sui mobili, uno si metteva un sacchetto di plastica sulla testa, due mi tiravano i capelli, un altro stava buttando magliette e pantaloncini per aria e quello che avevo appena vestito si era già spogliato perchè non gli andava bene l'abbinamento! Stavo diventando matta!

E' bello verso sera, quando un po' di stanchezza scende su di loro. e si accucciano con la testa sulle mie gambe e si lasciano coccolare! È difficile pensare che siano le stesse persone che fino a poco prima si arrampicavano ovunque e non stavano fermi un attimo! Si appoggiano stanchi sulle mie gambe e stanno lì, in silenzio, senza far nulla. A volte dura poco, magari subito si distraggono e riprendono a correre nel cortile, ma quegli attimi sono fra i più belli delle mie giornate qui. perchè si abbandonano e vedi in loro i bambini indifesi che in realtà sono. anche se alla loro età hanno già visto cose che non meritavano di vedere.

Questa esperienza è stata meravigliosa. Ma è difficile cercare di descriverla senza rischiare di cadere nella banalità delle frasi fatte, senza rischiare di usare parole troppo comuni per descrivere un'esperienza che di comune ha avuto ben poco. Prima di partire ho provato spesso ad immaginare come sarebbe stato l'attimo in cui sarei entrata in asilo, ho provato ad immaginare cosa avrei fatto, come sarebbero stati i bambini, cosa avrei detto e visto. E niente, niente di tutto quello che è successo si è nemmeno avvicinato alla mia immaginazione. La verità è che io non ho dovuto fare nulla! Mi sto rendendo conto ogni giorno che passa che l'unica cosa che devo fare è esserci, punto! Hanno fatto, e stanno facendo, tutto loro! Mi hanno "presa" nell'istante in cui ho messo piede qui dentro e non hanno più lasciata! Sono loro che decidono cosa io debba fare, dove debba stare e con chi. sono loro che creano le mie giornate.

Il segno che mi ha lasciato questa esperienza è grande e profondo: mi sembra di avere un "segreto", una cosa dentro che ho solo io, delle esperienze vissute solo da me e che nessuno sa. E' come avere una formula magica che mi porto dentro e che nessuno capirà mai. Grazie!»

Luisa Petrillo

Uno dei bambini di Teofilo Otoni, coinvolto nel progetto di adozione a distanza

Uno dei bambini di Teofilo Otoni, coinvolto nel progetto di adozione a distanza

Luisa insieme a due bambini di Teofilo Otoni

Luisa insieme a due bambini di Teofilo Otoni

La volontaria Claudia Zambon

La volontaria Claudia Zambon

Grazie per quello che fate per noi!

Grazie per quello che fate per noi!