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Un gruppo di volontari clown tra i bambini colpiti dallo Tsunami

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Il progetto di "aiutare i bambini":

A seguito della terribile emergenza umanitaria provocata dallo Tsunami, "aiutare i bambini" è intervenuta in India a favore di un progetto di adozione a distanza presentato da Assist, un'organizzazione indiana che è intervenuta immediatamente per fornire assistenza agli abitanti del villaggio di Katarivaripalem, nella regione dell'Andhra Pradesh, una delle regioni indiane più colpite.

L'intervento di "aiutare i bambini" prevede da un lato il sostegno, tramite l'adozione a distanza, di 210 bambini del villaggio, scelti tra i più bisognosi e dall'altro l'acquisto e la riparazione delle case, delle barche e delle reti per i pescatori e le famiglie del villaggio. Nell'agosto del 2005 un gruppo di volontari clown italiani dell'associazione AVS (Associazione Veronica Sacchi), ha condotto un'esperienza di due settimane con i bambini di Katarivaripalem, per cercare di far superare loro lo shock provocato dallo Tsunami attraverso la discussione, il gioco e lo svago.

Oggi questi volontari ci hanno scritto per portarci la loro testimonianza e per raccontarci le impressioni che hanno potuto raccogliere nel corso del loro viaggio:

«India. dove anche gli odori acri delle strade sono importanti; dove gli anziani ti accolgono stringendoti la mano, a te che sei diverso e superficiale; dove sono i bimbi ad insegnare. Abbiamo dato il più possibile, ma abbiamo raccolto di più. Senza volermi sforzare di capire cose troppo distanti da me, solo pensando a come ci hanno trattato tutti, dal negoziante al ballerino, dal vecchio del villaggio alla donna incrociata per strada, resto meravigliata, grata e commossa. E nel loro disordine organizzato entro anch'io coi miei ricordi forti di colori e spezie e piedi nudi. E sono troppo orgogliosa di tutti noi.» (Alice, Sciabadà)

«In questo grande giardino che è il mio cuore seminerò e coltiverò questa magnifica esperienza fatta di gesti, di sguardi, di sorrisi, di frasi e parole non dette, di profumi, colori e fatta anche della vostra amicizia. un grazie e un bacio a tutti voi e all'India.» (Nadia)

«Sento che qualcosa dell'India mi è entrato nella pelle, spero proprio che ci rimanga. » (Ettore, Snàporaz)

«C'è una bimba qui nel centro, la figlia degli inservienti; non sono mai riuscita ad avvicinarla. Qui i bambini, le bimbe soprattutto, all'inizio sono restii a farsi avvicinare troppo, ma se poi li conquisti superi il loro imbarazzo, ti prendono per mano e ti portano nel loro mondo. Lei mi è passata davanti due o tre volte. Mi guarda, mi sorride. poi risponde al mio sorriso e al mio saluto. Cerco di parlarle, trovo un palloncino dietro al suo orecchio e glielo gonfio. E lei davvero mi porta nel suo mondo. Mi dice come si chiama, mi fa vedere i disegni all'hennè che ha sulle mani e poi mi porta nella capanna dove vivono loro. Non mi va di soffermarmi sulla miseria di questo posto, preferisco lasciare il segno del suo sorriso, del suo muro di timidezza che si abbatte di fronte al mio sorriso. » (Valeria)

«Gli indiani. è grandioso il loro gesto per annuire, ondulano il capo, sembra che dicano di no, invece.» (Dario B.)

«Di solito mi colpiscono gli sguardi, gli occhioni dolci, ma qui ciò che mi sta ipnotizzando sono i loro sorrisi, così bianchi e così esplosivi!! Così belli!
Ad una settimana da quando sono qui penso di essere arrivato ad una semplice conclusione: c'è chi, una volta visto il pianeta india scappa, ma dal poco che ho gustato mi sento di dire che mi sto innamorando poco alla volta di questi luoghi, odori, persone e sorrisi!» (Dario P.)


I bambini durante un momento di animazione, mentre giocano spensierati

I bambini durante un momento di animazione, mentre giocano spensierati