Testimonianza di Annamaria Tagliaretti, volontaria di “Aiutare i bambini” a Salvador de Bahia in Brasile
"Aiutare i bambini" sostiene a Salvador de Bahia, in Brasile, un progetto di adozione a distanza di 55 bambini figli di carcerati .Annamaria Tagliaretti, volontaria in Brasile, si è recata nell'agosto 2004 a visitare il nostro progetto e oggi ci racconta la sua esperienza con i bambini di Salvador de Bahia:
"Le straducole della favela di S. Inacio Mata Escura, all'estrema periferia nord ovest di Salvador, scendono con pendii ripidissimi verso la città bassa e non hanno sbocco al loro termine.
Per questo è pericoloso addentrarvisi, in fondo non vi sono vie di fuga, e gli improbabili steccati che delimitano le casupole storte e rabberciate celano quotidiane storie di violenza e di abbandono.
E' questo il breve tratto che ogni giorno percorro per raggiungere il Centro Nova Semente, dove 120 bambini della favela frequentano la "crèche" (scuola materna) di Madre Adele Pezone e 19 di loro vi vivono in regime di internato.
All'interno della "crèche", ogni mattina i bambini mi accolgono con abbracci e grida festose. Prima di iniziare le attività quotidiane, la loro scatenata esuberanza trova un momento di compostezza in un piccolo rituale di canzoncine e preghiere, che ha lo scopo di stimolare in loro il senso di appartenenza e di identità con il Centro che li accoglie. Una volta entrati nelle tre aulette che li ospitano, il rito successivo è la merenda, il loro primo pasto della giornata.
Una dottoressa volontaria del servizio sanitario pubblico è presente, all'incirca, una volta alla settimana. Mi spiega che i problemi di salute più frequenti riguardano l'anemia, l'avitaminosi, la denutrizione, la scabbia.
Il Centro Nova Semente è nato per la coraggiosa intuizione di Madre Adele di sottrarre temporaneamente i bambini, figli di detenuti e detenute, all'abbrutimento della vita in prigione, dove vivevano con le madri carcerate.
Ho accompagnato alcune volte i bambini in visita alle madri nel penitenziario Lemos Brito, poco distante dalla favela. C'erano gioia, ansia, aspettative nell'atteggiamento dei bambini che si preparavano alla visita; per i più piccoli, un rituale che accettavano senza consapevolezza. E poi. succedeva che alcuni si aggrappassero al mio collo, rifiutando di riconoscere la madre in una sconosciuta; in altri casi era la donna a preferire di non vedere il figlio, adducendo vari pretesti. E il ritorno a casa con i bambini rifiutati era segnato da un profondo senso di angoscia e di impotenza, i bambini muti, rannicchiati sul sedile dell'auto, gli occhi persi a guardare dal finestrino.
Ma il ritorno al Centro Nova Semente è sempre consolante, rassicurante: lì vivono come in una grande famiglia, i piccoli coccolati e a volte un po' accuditi dai più grandi, le capriole su un divano consunto, i giochi fatti con nulla.
Suor Adele ha fatto il miracolo di ridare il senso della famiglia, degli affetti e dei doveri che la regolano, a bambini che non ne hanno mai avuta una, in un Paese dove, nelle fasce sociali più escluse ed emarginate, la famiglia è un'istituzione fragile, spesso vuota di significato.
Padri latitanti, madri succubi e rassegnate, convivenze precarie aggravate dalla povertà, dalla violenza, dal fatalismo: questo è il contesto nel quale vivrebbero i bambini del Centro Nova Semente, anche qualora i genitori uscissero dal carcere. Non speranze, né progetti o prospettive per il futuro.
La costruzione di un nuovo Centro di accoglienza, dotato di giardino e spazi più ampi (ora i bambini non hanno nemmeno un cortile!), destinato ad ospitare in internato almeno 30 bambini, ed una formazione più adeguata del personale, offriranno ai piccoli maggiori opportunità per le loro esigenze di base e per il loro recupero fisico, affettivo, educativo.
Non sappiamo quale sarà il loro futuro.
Ma perché sia appena migliore di quello dei loro sventurati genitori, perché non si spenga del tutto l'innocenza e la festa nei loro bellissimi occhi, aiutiamoli oggi, nel loro presente.
Annamaria Tagliaretti, 22 novembre 2004
Un'immagine delle baracche da cui è composta la favela
Annamaria con Suor Adele e alcuni bamini dell'asilo
L'ingresso del carcere, in cui sono rinchiusi i genitori di molti bambini dell'asilo
I bambini dell'asilo vi portano il loro "grazie"!

