Testimonianza di Enea Sansaro e Nadra Ben Fadhel, volontari di “aiutare i bambini” in Etiopia
"Noi abbiamo la fortuna di avere a disposizione vari strumenti, come questa zappa. Ma questa zappa non è sufficiente averla, dobbiamo imparare anche ad usarla! E dove possiamo imparare a fare questo? .ma a scuola ragazzi!".Con queste parole e con la zappa in mano, padre Giacomo Bellini ha dato il benvenuto a tutti i bimbi della zona del lago di Awassa nella nuova scuola di Maqbasa Qorke.
Strana davvero questa Etiopia . quello che io e Nadra stiamo vedendo qui nella regione del Sidamo sembra discostare parecchio dall'Etiopia dei documentari televisivi, almeno al primo impatto. C'è tanto verde e c'è tanta acqua, e la gente ti offre ospitalità ed aiuto come se la loro preoccupazione principale fosse accogliere nel miglior modo possibile gli stranieri . o i ferenji per dirla in Sidamo.
Appena ci fermiamo un attimo, però, ed entriamo nella quotidianità delle famiglie Sidamo ci rendiamo conto che, nonostante il paesaggio si presenti di un verde che più verde non si può, il problema della malnutrizione è davvero grande.
Tutta la zona ha un non so che di giurassico . si ha proprio l'impressione di essere nel cratere di un enorme vulcano, ed infatti la nostra impressione è confermata dai racconti dell'instancabile padre Giacomo.
E' una zona di villaggi questa, non ci sono grossi centri abitati nei dintorni di Maqbasa Qorke. Non c'è ne acqua corrente ne elettricità. Ma una scuola può nascere anche in un posto del genere.
Saranno circa 450 maschietti e femminucce che a settembre inizieranno l'anno scolastico in una scuola vera e propria. Saranno finalmente abbandonate quelle baracche vecchie e maleodoranti, in cui si ammassavano fino a 120 bambini per seguire le lezioni trascritte su lavagne con buchi grossi come padelle. E come se i 120 bambini non bastassero, ci si erano messi anche i pipistrelli a sovraffollate le aule. Tutto il sottotetto pieno di nidi!
Nadra ed io, grazie alla Fondazione, siamo stati testimoni della cerimonia di inaugurazione della scuola di Maqbasa Qorke. Centinaia di persone tra diretti interessati e puri curiosi sono accorse attorno alla nuova struttura scolastica di Maqbasa.
Gioia ed euforia hanno rallegrato quei volti, ma di una allegria vera, spontanea, inaspettata fino a rendere i loro occhi lucidi dall'emozione . o forse erano i miei. Sta di fatto che, nonostante gli obiettivi fotografici scalpitassero, anche io mi sono dovuto fermare un minuto per godermi quello spettacolo.
Da settembre quindi si inizierà a studiare in aule pulite, su banchi nuovi senza schegge di legno, con penne e quaderni nuovi. Insomma tutto questo nuovo non potrà far altro che stimolare gli insegnanti, ma soprattutto gli alunni. Si sa che istruzione e cultura possono essere portatrici di benessere e progresso. E allora forza ragazzi . ora tocca a voi!
Lasciando l'Etiopia Nadra ha scritto una cosa . "Gli etiopi camminano tutti a testa alta. Un etiope ti fisserà a lungo, quasi immobile, per poi esplodere in un sorriso. Paradossale quanto si possa essere generosi quando non si ha niente".
Enea Sansaro, giugno 2003
Una bambina di Maqbasa Qorke
Alcuni dei ragazzi che frequenteranno la scuola

